Com'è formato il Parlamento italiano: riassunto

Di Redazione Studenti.

Riassunto sul Parlamento italiano: composizione, funzioni principali e differenze tra la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica

COM'E' FORMATO IL PARLAMENTO ITALIANO: RIASSUNTO

Com'è formato il Parlamento italiano: riassunto
Com'è formato il Parlamento italiano: riassunto — Fonte: getty-images

Il Parlamento è un organo rappresentativo del popolo, esso ha una struttura bicamerale: è formato dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica.

Le due camere sono organi del tutto distinti ma hanno uguali poteri e questo si dice bicameralismo perfetto.

  • La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale dai cittadini che abbiano raggiunto la maggiore età. I deputati sono 630 e sono eleggibili tutti gli elettori che hanno 25 anni.
  • Il Senato della Repubblica è eletto a suffragio universale dai cittadini con almeno 25 anni e sono eleggibili i cittadini che abbiano compiuto i 40 anni. I senatori elettivi son 315 ai quali vanno però aggiunti i senatori a vita che sono tutti gli ex presidenti e quelli nominati dal Presidente della Repubblica, in numero massimo di 5 tra cittadini che abbiano illustrato la patria in campo sociale, artistico scientifico.

La Camera dei deputati e il Senato sono eletti per 5 anni, il periodo che intercorre tra due elezioni è detto legislatura.

In ogni camera ci sono le commissioni parlamentari. Le commissioni sono organi formati da parlamentari in proporzione alle forze politiche presenti in parlamento.

Queste possono essere straordinarie se create di volta in volta al fine di indagini su fenomeni di particolare gravità, o permanenti, e in questo caso hanno competenza specifica per materia (Difesa, Giustizia, Esteri…).

In alcuni casi per disegni di legge di poca importanza possono deliberare al posto della camera stessa (Commissioni in sede deliberante). Inoltre il parlamento accorda la fiducia al governo che senza questa fiducia è costretto a dimettersi.

L’elezione dei deputati è fatta a base circoscrizionale, mentre quella dei senatori a base regionale. L’Italia adotta un sistema elettorale misto a prevalenza maggioritario per ambedue le camere.

Il sistema maggioritario si ha quando in ogni collegio (il territorio nazionale è diviso in tanti collegi quanti sono i candidati da eleggere) è attribuito un seggio a chi ha ottenuto più voti.

Si ha un sistema proporzionale quando in ogni circoscrizione i seggi sono ripartiti tra le liste presentate dai partiti in proporzione ai voti presi da ciascuna.

Il territorio nazionale è diviso in circoscrizioni per il Senato queste coincidono con le regioni mentre per la Camera dei deputati ci sono 26 circoscrizioni.

A ogni circoscrizione è assegnato un certo numero di seggi di cui il 75% da attribuire con il sistema maggioritario e il 25% con il sistema proporzionale. In ogni collegio uninominale vengono svolte le elezioni.

I parlamentari godono della così detta immunità parlamentare in pratica loro hanno libertà di opinione; possono usare le espressioni che credono e esprimere le opinioni che ritengono più opportune.

Mentre l’immunità penale che è stata modificata, infatti, la magistratura non deve più richiedere l’autorizzazione al parlamento per indagare su un parlamentare, necessaria però per procedere all’arresto.

PARLAMENTO ITALIANO: FUNZIONI

La funzione più importante del Parlamento è la Funzione legislativa: le due camere svolgono questa funzione separatamente, e per l’approvazione di una legge è necessario il voto favorevole di ambedue le camere.

Le deliberazioni relative all’approvazione di una legge sono valide se al momento della votazione in aula c’è la maggioranza dei componenti dell’assemblea (Numero legale).

Di solito le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti a meno che non sia prescritta dalla costituzione un’altra maggioranza. Gli altri tipi di maggioranza sono:

  • la maggioranza semplice o relativa che consiste nel voto favorevole della metà più uno dei votanti, senza gli astenuti;
  • la maggioranza assoluta che consiste nel voto favorevole della metà più uno dei componenti indipendentemente dai presenti e dagli astenuti;
  • le maggioranze qualificate che consiste nel voto favorevole maggiore alla metà più uno. Sono previste in casi eccezionali e possono essere i 2/3 o 3/5 dei presenti o dei componenti.

Il processo per formare una legge è molto lungo e prende il nome di Iter Legis (procedimento legislativo). La prima fase è l’iniziativa che consiste nella presentazione di una proposta di legge. Quest’iniziativa appartiene:

  • a ciascun membro del parlamento;
  • al Governo;
  • al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro;
  • ai cittadini raccogliendo 50.000 firme;
  • a ciascun consiglio regionale.

Poi la proposta di legge viene esaminata dalla commissione legislativa competente che fa una relazione da dare alla camera di appartenenza.

Dopodiché la proposta di legge viene esaminata e approvata articolo per articolo e poi anche nella sua globalità dalla prima camera. Una volta approvata viene inviata all’altra camera che a sua volta deve discuterla e approvarla.

Se la proposta di legge è approvata da entrambe le camere allora si passa alla promulgazione che è l’atto con cui il Presidente della Repubblica firma la legge, il quale ha la possibilità, per una sola volta, di rinviare la legge e in questo caso si parla di veto sospensivo e le due camere devono riesaminare la legge.

Dopo che la legge viene firmata questa viene pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. La pubblicazione permette di far conoscere a tutti la legge. Però poiché questo procedimento è molto lungo, per alcuni disegni di legge urgenti esiste una procedura abbreviata: l’iter abbreviato.

L’iter prevede che la commissione competente per materia approvi la proposta articolo per articolo lasciando alle camere la votazione globale. Inoltre, per alcune leggi di poca importanza alla votazione ci pensano le stesse commissioni.

Questa procedura non è però concessa per alcune leggi importanti, cioè: le leggi costituzionali; le leggi elettorali; i decreti legislativi; la ratifica dei trattati internazionali; l’approvazione dei bilanci e consuntivi.

Al Parlamento compete anche l’eventuale modifica della Costituzione, la quale però è limitata.

Per modificare la Costituzione il Parlamento deve svolgere un procedimento più complesso dell’iter legis, infatti la proposta deve essere approvata due volte da ambedue le camere e nella seconda votazione è richiesta la maggioranza assoluta.

Nella Costituzione è previsto il referendum abrogativo che permette ai cittadini di votare direttamente per mantenere o no in vigore delle leggi vigenti.

Altre funzioni del parlamento sono le inchieste parlamentari e la funzione di controllo nei confronti del governo e dei ministri.

La funzione di controllo avviene attraverso l’interrogazione che prevede una semplice domanda al governo, con l’interpellanza che è una domanda scritta al governo su determinate situazioni e prevede una risposta; la mozione che promuove un dibattito da parte delle camere su un determinato argomento.

Termina con una votazione e se approvata produce effetti sul governo. Le mozioni più importanti sono le mozioni di fiducia che se approvate costringono il governo a dimettersi. Poi le inchieste parlamentari consento di procedere ad indagini su materie di pubblico interesse.

Infine, in alcuni casi il Parlamento si riunisce in seduta comune precisamente per:

  • per eleggere il Presidente della Repubblica;
  • per le elezioni del Consiglio Superiore della Magistratura. Per eleggere cinque giudici ordinari della Corte Costituzionale;
  • per mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica per reati di tradimento e attentato alla costituzione.

IL GOVERNO: FUNZIONI

Il Governo è un organo costituzionale collegiale che ha potere esecutivo, e la direzione politica dello stato. Il governo è formato da più organi: Presidente del consiglio dei ministri; Ministri; Consiglio dei ministri.

I ministri sono preposti alla direzione dei singoli ministeri. Fanno parte del consiglio dei ministri anche i ministri senza portafoglio che a differenza degli altri non dipendono da un dicastero.

Il nostro è un governo parlamentare, perché non può rimanere in carica senza la fiducia del parlamento. Infatti, quando il governo non ha più la fiducia del Parlamento è costretto a dimettersi, e in questo caso si parla di crisi parlamentare.

Vi possono essere anche delle crisi extra parlamentari ad esempio quando i partiti che appoggiano il governo si ritirano dalla maggioranza.

La principale funzione del governo è quella esecutiva e consiste nell’amministrare la cosa pubblica in pratica mette in atto le leggi. Questa funzione è esercitata dai singoli ministeri.

Il governo svolge anche una funzione di indirizzo politico; cioè stabilisce gli obbiettivi da raggiungere. Al governo è riservata anche una funzione legislativa che permette al governo di emanare dei decreti legislativi che però possono essere applicati solo su delega del Parlamento.

Poi il governo in caso di necessità e urgenza può emanare dei decreti legge che non hanno bisogno della delega del Parlamento e devono essere approvati dalle camere entro 60 giorni.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il Presidente della Repubblica è al vertice dello Stato ed è un organo individuale. È eletto dal Parlamento in seduta comune.

I requisiti per essere eletto Pdr sono la cittadinanza italiana; il compimento dei 50 anni e il godimento dei diritti politici e civili e esso rimane in carica per sette anni.

Le sue funzioni si dividono in due gruppi:

  • le funzioni ministeriali che sono atti formalmente del Pdr ma alla volontà del governo. Consistono nella nomina dei ministri nell’emanazione dei decreti legge e altro.
  • le funzioni presidenziali che sono atti solo del presidente e consistono nella nomina di cinque senatori a vita, nel potere di scioglimento delle camere. Queste funzioni presidenziali sono dei posteri che riguardano la funzione legislativa giudiziaria ed esecutiva.