La colonizzazione dell'immaginario, Gruzinski

Di Redazione Studenti.

Sintesi schematica del libro di Serge Gruzinski La colonizzazione dell'immaginario. Società indigene e occidentalizzazione del messico spagnolo

LA COLONIZZAZIONE DELL'IMMAGINARIO, SERGE GRUZINSKI

Cristoforo Colombo in America
Cristoforo Colombo in America — Fonte: getty-images

A seguito della Conquista, il mondo indio non rimase inerte. Al contrario, attraverso un processo di adeguamento riuscì a interiorizzare le imposizioni senza negare la propria identità. Oltre lo scopo pratico di appropriarsi degli strumenti del colonizzatore, perseguì lo scopo più alto di utilizzare la scrittura quale mezzo culturale con cui "ricucire la rete strappata dalla Conquista".

Con la colonizzazione è ufficialmente iniziata la fase dell'incomprensione fra i due mondi. Le trasformazioni vengono osservate attraverso un processo di lunga durata.

Elemento centrale del processo di trasformazione non è più l'imposizione coloniale, ma le capacità degli indios di interiorizzare le imposizioni senza autonegarsi. Si arriva così alla capacità di rielaborazione: si parla di rete bucata. Non è un processo di acculturazione ma di adeguamento.

Il principale meccanismo di adeguamento è stato il passaggio dall'espressione pittografica alla scrittura, che ha mostrato anche la variegazione culturale del Messico prima della conquista.

  • Pipiltin = nobili nahua calmenac
  • Macehuales = plebei
  • Culto dell'oralità cuicatl = canti tlatolli = resoconti

Glifi:

  • Pittogrammi = rappresentazioni stilizzate di oggetti e azioni
  • Ideogrammi = evocano attributi associati all'oggetto rappresentato
  • Segni fonetici

Gli spagnoli in questo sistema linguistico non videro altro che un elemento decorativo => definizione di pinturas.

La trasmissione dell'informazione passa per il ricorso alla memoria verbale e al supporto dipinto, alleanza costante tra immagine e parola.

GRUZINSKI LA COLONIZZAZIONE DELL'IMMAGINARIO RIASSUNTO

Tra il 1525 e il 1540 sui registrano persecuzioni violente durante le quali vengono nascosti libri e idoli. Nonostante ciò continua la produzione di pinturas.

Nel 1540 l'Inquisizione condanna il cacique di Texcoco. Scatta il panico: seguono campagne di espiazione e delazione, ondate epidemiche e i nobili si rassegnano.

Nonostante ciò, continua l'instancabile curiosità nei confronti di un mondo insolito e ostile.

Lienzo di Tlaxcala ci dà una versione tlaxcalteca degli avvenimenti. La tradizione è autoctona, però gli oggetti di origine europea vengono rappresentati con canoni occidentali. Emerge la presenza di un Codice Sierra, ovvero un libro contabile, e tre sistemi di numerazione (vigesimale, romano e arabo). I testi in lingua nahuatl sono senz'altro un elemento di innovazione.

Nel 1545 registriamo la traduzione da parte degli indios in lingua nahuatl delle leggi della Corona che li proteggono. Avviene una piccola rivoluzione iconografica: la decontestualizzazione dell'immagine.

La maggior parte delle testimonianza fu prodotta dopo la Conquista. L'acculturazione, prima di distruggere o modificare un tratto, può costringere a comprenderlo da un punto di vista diverso, attraverso inchieste.

Si parla poi di cultura mista del XVI secolo, che prevede alcuni elementi:

  • Inizio di fonetismo (problema dei nomi dei santi cristiani) - procedimenti fonetici e metonimici;
  • Impatto del libro europeo (riorganizzazione dello spazio pittorico): cedono linee e riquadri, trasformazione dei glifi, la linea tradizionale perde consistenza, figura umana (3 entità vitali => unità: evangelizzazione?), terza dimensione.

Le mappe conobbero trasformazioni spettacolari: oltre alla simbolica tradizionale si ha la chiesa, la campana, etc. Si registra il deteriorarsi delle forma, la perdita del colore, un nuovo modo di rappresentare il paesaggio, e ci si adatta alla visione occidentale dello spazio.

Dal punto di vista spagnolo, lo schizzo serve a fissare l'essenziale. Al contrario l'espressione pittografica è polisemica; non solo identifica i luoghi, ma attualizza anche una nozione delle origini e una intera cosmologia. Il pittore indigeno che adotta lo schizzo ha acquisito un modo nuovo di guardare a se stesso e al mondo.

Caratteri dell'incisione a stampa europea:

  • Imposizione di una visione monocroma;
  • Sintassi e trama lineari;
  • Giustapposizione di un codice visivo e uno alfabetico.

Le pinturas affondano le radici tanto nel dato percettivo che in quello concettuale. Questo comporta che la fissazione per iscritto implicò non solo la selezione, la censura e la sintesi di tradizioni, ma anche una secolarizzazione: in sostanza, la scrittura fu strumento di assimilazione.

Gli indios si piegano alle forme a loro estranee, ma contemporaneamente imparano ad usarle a loro vantaggio: ricopiano. Gli indios letterati si conformano invece al modello dell'hidalgo proposto loro dalla Corona.

Le pinturas vengono custodite come prova di legittimità del lignaggio. Si registra la formazione di un gruppo di notabili.

GRUZINSKI LA COLONIZZAZIONE DELL'IMMAGINARIO

Nel 1571 il Tribunale del Sant'Uffizio stabilisce che gli indios non possono accedere agli ordini religiosi. Segue il declino degli ordini mendicanti e la fine del Rinascimento. segue, inevitabile, un crollo demografico.

Nascono le Relaciones, formate da un questionario più una mappa, che obbligavano gli informatori a rispondere secondo categorie e associazioni che non erano le loro.

A breve si registrano morte e deculturazione: perdita delle pinturas e delle capacità di leggerle, rievocare il passato secondo una prospettiva lineare e non ciclica e soprattutto una decontestualizzazione dell'informazione.

La morte epidemica era avvertita come un fenomeno senza precedenti. Il paradosso voleva che si esaltasse la dura vita di una volta e si denunciasse l'inattività del presente. Si spiegava la mortalità con il crollo delle norme tradizionali che regolano la vita, la guerra, etc.

Vasco da Gama
Vasco da Gama — Fonte: ansa

I Titoli Primordiali, redatti in lingua indigena all'interno di una comunità, descrivono i confini di un terreno ed esortano gli indios a difenderlo. Sono falsi: presentano uno sforzo creativo e una padronanza della scrittura. Ne consegue una valutazione diversa del passato. Mirano a proteggere gli interessi del gruppo. Il modello di scrittura retorica amministrativa viene assunto come mezzo di difesa. Sono gli eredi dello slittamento dal glifo allo scritto. Sono tutt'altro che una narrazione unica.

La rappresentazione del passato si riallaccia alla cosmogonia cristiana. L'arrivo degli spagnoli è indissociabile dalla cristianizzazione: prendendo a loro carico la formulazione della legittimazione coloniale e cristiana, si sforzano di farne uno strumento di salvaguardia e fondamento di un'identità comunitaria.

Il ricordo del passato pagano serve ad appoggiare le rivendicazioni di un antico radicamento sul luogo, ma mai a spiegare le origini e la fondazione, come avveniva per le Relaciones. Le ragioni sono due: tempo e oblio; ricerca di una legittimazione cristiana e spagnola.

La memoria dei Titoli (notabili di villaggio) riceve il testimone dalla memoria della nobiltà, sviluppando però un diverso approccio con il passato.

GRUZINSKI LA COLONIZZAZIONE DELL'IMMAGINARIO SOCIETÀ INDIGENE E OCCIDENTALIZZZIONE DEL MESSICO SPAGNOLO

Sull'idolatria sono nate due inchieste: quella di Hernando Ruiz de Alarcòn e quella di Jacinto de la Serna. Descrivono ogni minimo dettaglio, i gesti, i rituali. Per gli indios l'idolatria traduceva una comprensione del mondo tipicamente indigena, mentre cristiani esigevano la cancellazione dei culti locali, quindi della realtà.

L'ambito pubblico si rivelò più permeabile alla cristianizzazione della sfera individuale e familiare. La chiesa fece vacillare le pratiche di parentela tradizionali (famiglia nucleare, politica fiscale, pratica testamentaria, proprietà privata, salariato). Ciò ebbe un impatto innegabile sulla coesione sociale e culturale delle comunità indigene, per cui l'uomo continua ad attingere dall'idolatria il senso della sua attività:

  • Idoli del lignaggio (continuità e memoria, solidarietà, prosperità);
  • Caccia, pesca, agricoltura;
  • Lotta contro la morte e le malattie (tonalli - donne).

Le nuove attività introdotte dagli spagnoli (miniere) sono assenti dall'idolatria.

Si registrano canti e invocazioni: i nahuallatolli (conjuros) sono canti di origine preispanica. Il sapere e la pratica relativa all'idolatria sono strati custoditi dagli strati più bassi della popolazione. I conjuros sono frammentari perché recuperano saperi frammentari e perché non esistono al di là del contesto di impiego. L'idolatria appare una conservatoria dei rapporti sociali e dei codici che li informano.

Il curandero interpreta le relazioni sociali avvalendosi di tutti i mezzi messigli a disposizione dall'idolatria. Individuo isolato, il suo potere non gli viene più dalla nascita (come per i sacerdoti), ma per le parole. Tratti essenziali dell'ideologia coloniale sono il processo di cooptazione e quello di di assorbimento: il curandero prende i termini del cristianesimo, li vuota del loro contenuto e li integra in proprie composizioni.

Viene a crearsi la colonizzazione dell'immaginario.

Dapprima ciascuno proietta sull'altro le proprie griglie interpretative (Cortés Quetzalcoatl, Satana). La chiesa e gli indios non pongono i medesimi confini al reale: la chiesa restringe il campo della realtà significante (sogno, allucinazione, ebbrezza esclusi). Si attesta una riproduzione "indipendente" dell'iconografia cristiana.

Il culto mariano della Vergine di Guadalupe fa sì che gli indios confondano l'immagine con il dio, ma i secolari li incoraggino nel culto: avviene l'indianizzazione del soprannaturale cristiano.

La vergine riunisce tutti i gruppi etnici. La Compagnia di Gesù utilizza la visione per una penetrazione del soprannaturale cristiano.
Le magie coloniali non poggiano su un approccio omogeneo al mondo, a differenza dell'idolatria e del cristianesimo. Offrono il mezzo di aggirare le disuguaglianze suscitate dalla dominazione spagnola.

La cattura del soprannaturale cristiano è l'esperienza allucinatoria che addomestica il soprannaturale cristiano e gli dà radici indigene: un riflesso culturale condizionato che contribuisce all'interiorizzazione delle culture autoctone. Introduce immagini cristiane al posto delle percezioni indigene e coincide con un timido inizio di ripresa demografica.

Nel Secolo XVII si registra un sincretismo a livello personale, e perciò più fragile. Le culture sono in sospeso: c'è una massiccia presenza meticcia e mulatta, si registra un'evoluzione demografica.
L'idolatria diventa periferica, e si deteriora nelle regioni più esposte all'acculturazione. Dalla fine del XVI secolo e per tutto il XVII tutti gli spazi vengono letteralmente riempiti di immagini. Non sono oggetti. Esistono solo in virtù dell'investimento individuale e collettivo che suscitano, che si identifica con il culto dei santi. Vengono percepiti come una dimensione essenziale all'identità del pueblo.

Mentre gli idoli domestici seguivano la filiazione e non uscivano dalla casa, i santi sono trasmissibili alla sposa (coppia, testamenti, etc.).