Colloquio di lavoro: attenzione all'intelligenza emotiva

Di Veronica Adriani.

Tra le skill che i recruiter tengono presenti compare anche l'intelligenza emotiva. Ecco cos'è, a cosa serve e perché dovresti svilupparla

LAVORO E INTELLIGENZA EMOTIVA

Colloquio di lavoro: sai cosa conta davvero?
Colloquio di lavoro: sai cosa conta davvero? — Fonte: istock

Se fino ad oggi hai pensato che in un colloquio di lavoro le competenze tecniche siano quelle che contano davvero, potresti doverti ricredere. Tra le skill più importanti per risultare un buon candidato compare infatti qualcosa che tende ad essere piuttosto sottovalutata dai libri: l'intelligenza emotiva.

Ma cosa si intende esattamente per intelligenza emotiva? Lo spiega Daniel Goleman, autore di una serie di volumi sul tema, che la inquadra come la capacità di riconoscere i propri sentimenti e quelli degli altri e di saper gestire le emozioni in modo efficace. E non è poco.

Secondo lo studio Workplace Trend 2018 realizzato dal Gruppo Sodexo, emerge che il 34% degli headhunter dà molta importanza a questa qualità nelle selezioni, ma soprattutto che creare un ambiente di lavoro in grado di stimolare l’intelligenza emotiva è il trend del momento.

L'intelligenza emotiva conta quanto e forse anche più delle capacità tecniche o intellettive, ed è davvero la qualità in grado di far emergere all'interno di un ambiente di lavoro: non esiste infatti un leader davvero valido che non la possieda.

INTELLIGENZA EMOTIVA E LEADERSHIP

Largo quindi alle emozioni sul posto di lavoro: Cary Cooper della Manchester Business School sostiene infatti che

La base dell’IE nelle organizzazioni è avere dei manager in grado di tradurre le loro forti competenze sociali e interpersonali in comportamenti e strategie di leadership. Questo crea le adeguate condizioni psicologiche e fisiche per far sentire i collaboratori motivati, apprezzati e degni di fiducia.

Non c'è niente di peggio, infatti, che sentirsi poco apprezzati per il lavoro che si svolge quotidianamente: Daniel Goleman ha rilevato che atteggiamenti da parte dei capi privi di intelligenza emotiva tendono ad essere sempre meno tollerati da parte dei dipendenti. Il risultato? Un ambiente di lavoro che richiede a gran voce che si dia spazio alle emozioni e crei dei team uniti da padronanza di sé, resilienza sotto stress, empatia, influenza e lavoro di squadra.

COME SVILUPPARE L'INTELLIGENZA EMOTIVA

Si assume, quindi, sempre più sulla base delle doti caratteriali ed emozionali; inoltre, i luoghi di lavoro si stanno adeguando in questo senso, creando spazi per il privato, il riposo, la riflessione.

Per Richard Boyatzis, professore di economia alla Case Western Reserve University, e Daniel Goleman, esisotno quattro ambiti fondamentali da tenere presenti per realizzare al meglio l'intelligenza emotiva in azienda:

  1. L'autoconsapevolezza: più successo per il dipendente, più rendimento per l'azienda
  2. L'autogestione: individuare le emozioni positive serve a ridurre lo stress e, se si è leader, ad ottenere maggiori risultati
  3. La consapevolezza sociale: Più profitti e produttività derivano dal benessere dei dipendenti, che si sentono capiti e motivati a fare di meglio
  4. La gestione delle relazioni: Ispirare, motivare, risolvere i conflitti significa gestire in modo efficace i rapporti con gli altri. Per il 77% dei lavoratori, essere in buoni rapporti coi colleghi è assolutamente fondamentale per vivere in un buon ambiente di lavoro.

COLLOQUIO DI LAVORO CONSIGLI

Devi affrontare un colloquio di lavoro ma non sai come fare? Ecco qualche dritta che potrà tornarti utile: