Cola di Rienzo: biografia e pensiero

Cola di Rienzo: biografia e pensiero A cura di Joshua De Loa.

Biografia e pensiero politico di Cola di Rienzo, studioso, condottiero e tribuno della repubblicana romana a metà del XIV secolo.

1Introduzione: Roma tra il XII e il XIV secolo

Cola di Rienzo
Cola di Rienzo — Fonte: getty-images

Già dal 1143, grazie all’opera di Arnaldo da Brescia (1090 - 1155), Roma dispose di un senato composto da persone elette dai romani e da aristocratici locali fedeli al papa. Se in un primo momento l’autorità del senato era esercitata collegialmente, successivamente il potere esecutivo, amministrativo e giudiziario furono riuniti nelle mani di una sola figura che prendeva il nome di summus senator. Tuttavia, sebbene questa istituzione cittadina fosse riconosciuta e legittimata dalla Santa Sede, il senato non era del tutto svincolato dall’influenza pontificia.

Tra il XIII e il XIV secolo, lo Stato Pontificio visse un periodo di enormi difficoltà politiche. A seguito dello scontro con il re di Francia Filippo IV il Bello (1268-1314) e delle liti con le famiglie baronali romane, in particolare con i Colonna, papa Clemente V (1264-1314), nel 1309 spostò la sede della Chiesa da Roma ad Avignone. Durante questo periodo della cattività avignonese (1309-1377), la città di Roma attraversò degli anni caratterizzati da caos e disordini. È in questo contesto che emerge la figura di Cola di Rienzo.  

2Cola di Rienzo: i primi anni e la vita pubblica

Papa Clemente VI (Pierre Roger de Beaufort, 1291-1352)
Papa Clemente VI (Pierre Roger de Beaufort, 1291-1352) — Fonte: getty-images

Figlio di un taverniere e di una lavandaia, Nicola di Lorenzo Gabrini, conosciuto col nome di Cola di Rienzo, nacque a Roma nel 1313, nel rione Regola. Perduta la madre, trascorse parte della sua giovinezza ad Anagni, dai suoi parenti contadini, fino ai vent’anni. Tornato a Roma per la morte del padre, si dedicò all’arte oratoria, e divenne notaio. Le fonti riportano che sin da giovanissimo fosse intelligente nonché di bell’aspetto.

Iniziò la sua vita pubblica come ambasciatore del governo popolare di Roma dei «Tredici buoni uomini», presso la corte papale ad Avignone, alla fine del 1342. Il papa Clemente VI (1291-1352) accettò gli inviti di Cola di Rienzo a ricoprire le cariche urbane di Roma, a visitare la città e a proclamare l’anno giubilare del 1350. Il poeta Francesco Petrarca (1304-1374) vide con entusiasmo il periodo di permanenza di Cola nella sede avignonese poiché speranzoso, come tante altre figure importanti dell’epoca, del ritorno a Roma del soglio pontificio. 

La campagna di propaganda di Cola di Rienzo attraverso la spiegazione di immagini simboliche
La campagna di propaganda di Cola di Rienzo attraverso la spiegazione di immagini simboliche — Fonte: getty-images

Venuto a conoscenza dei soprusi e della tracotanza dei baroni romani e, quindi, della rovina di Roma, il papa fece tornare Cola di Rienzo in qualità di notaio della Camera Apostolica nel 1344, sospendendo anche le accuse dei senatori romani contro di lui.

Forte della nomina, Cola esercitò il suo ufficio attuando una campagna di propaganda: si fece conoscere attraverso diversi discorsi pubblici e allestendo al Campidoglio un esteso affresco per arrivare anche agli analfabeti romani, i quali componevano la parte maggioritaria della popolazione. La risposta dei cittadini fu più che positiva.

«Cola si intrattenne parecchi mesi e in quel periodo strinse amicizia con Petrarca. Cola era ancor giovane e poco noto; ma i due uomini avevano in comune un grande entusiasmo per la Roma antica e cristiana, una grande preoccupazione per lo stato presente della città e una grande speranza per la restaurazione dell'antica potenza e dell'antico splendore». Ernest Hatch Wilkins, “Vita del Petrarca”, 1964

3Cola di Rienzo: il Tribuno di Roma

Cola di Rienzo Tribuno di Roma al Campidoglio, 1347
Cola di Rienzo Tribuno di Roma al Campidoglio, 1347 — Fonte: getty-images

Richiamando la lex regia, ossia l’antica grandezza della Roma Repubblicana, e dichiarando la sua fedeltà al papa e al popolo romano, Cola di Rienzo riuscì ad ottenere un ampio consenso da parte dei suoi concittadini. Oltre ad accordarsi con i popolani, si amicò i cavallerotti e i mercanti della città, al fine di contrastare il potere dei baroni romani.

Accompagnato da una scorta numerosa, nel 1347 Cola salì sul Campidoglio e il senato romano gli concesse pieni poteri sul governo della città. Egli ricevette il titolo di “Tribuno del popolo romano” e fu affiancato da un reggente vicario papale.

Lo scopo di Cola di Rienzo era quello di rendere Roma un Comune munito di un proprio ordinamento giuridico, amministrato da rappresentanti eletti dal popolo romano, mantenendo comunque la fedeltà al papa. Cola ebbe un eccellente inizio della sua attività di governo con i suoi ordinamenti dello buono stato: venne riportato l’ordine pubblico, furono destinati dei fondi pubblici a sostegno dei cittadini bisognosi e si allacciarono nuove relazioni politiche sia con il baronato che con le città limitrofe.

L’ascesa di Cola di Rienzo comportò un ridimensionamento notevole del ruolo delle famiglie baronali della città. Se in un primo momento i baroni provarono ad organizzarsi per fare fronte comune contro il tribuno, ciò non gli riuscì a causa delle loro intestine rivalità personali. Molti di loro si dovettero arrendere e Cola li costrinse a giurare sul Vangelo fedeltà al popolo di Roma. L’atto fu più formale che sostanziale, dato che i baroni continuarono a nutrire astio e antagonismo nei confronti di Cola.

«Tutta Roma saieva leta, rideva, pareva tornare alli anni meliori passati» Anonimo Romano, “Cronica”, cap. XVIII, XIV secolo.

4Cola di Rienzo: la caduta

Casa di Cola di Rienzo a Roma
Casa di Cola di Rienzo a Roma — Fonte: getty-images

Questo iniziale entusiasmo verso la sperimentazione comunale di Cola di Rienzo sfumò abbastanza velocemente: i suoi desideri di grandezza e la sua politica imperiale e nazionale lo portarono ad una posizione pericolosa. A seguito delle lotte e dei tumulti contro Cola, il cardinal legato papale Bertrando di Deaux (XIII sec. - 1355) lo rimosse dal suo ufficio e lo portò in procedimento in quanto invasore dei beni della Chiesa e sospettato di eresia.

La chiamata del popolo alle armi di Cola fu vana e, una volta abbandonata la carica, fuggì da Roma nel 1350.

Travestito da frate, Cola di Rienzo trovò rifugio presso il re Carlo IV (1346-1378), in Boemia. Dal 1350 al 1352, Cola trascorse il suo tempo imprigionato a causa della scomunica. Dopodiché venne tradotto in Avignone dove subì il processo d’inquisizione: grazie alla situazione grave in cui versava Roma, a causa della tirannia dei baroni e dei comuni vicini, il cambio delle politiche pontificie, nonché alla mediazione di Carlo IV, di Petrarca e di alcuni prelati, con l’abiura, Cola ottenne l'assoluzione nel 1353.

Statua di Cola di Rienzo
Statua di Cola di Rienzo — Fonte: getty-images

L’obiettivo del nuovo papa Innocenzo VI (1282-1362) fu quello di preparare il terreno al cardinale Albornoz (1310-1367), sfruttando la popolarità e la fama di Cola di Rienzo nella città. Con il sostegno economico della Repubblica di Perugia e del cardinale, Cola in qualità di senatore rientrò a Roma il 1° agosto del 1354 accolto favorevolmente dal popolo. Tuttavia, a causa della sua sete di vendetta verso coloro che lo avevano cacciato dalla città e della sua mente inquieta, Cola si inimicò i cittadini romani per le sue violenze ed estorsioni.

L’8 ottobre 1354, abbandonato da tutti quanti, mentre cercava di scappare dal Campidoglio, venne preso, ucciso, arso e le sue ceneri disperse.

«Cola de Rienzi con questo legato iessìo de Avignone purgato, benedetto e assoluto» Anonimo Romano, “Cronica”, cap. XVIII, XIV secolo.

    Domande & Risposte
  • Che voleva fare Cola di Rienzo?

    Voleva trasformare Roma in un Comune dotato di proprie leggi e governato da rappresentanti de popolo, rifancendosi alla passata grandezza della città e del suo popolo.

  • Cosa hanno in comune Cola di Rienzo e Petrarca?

    L’amore per la classicità e per la grandezza della Roma antica.

  • Come è morto Cola di Rienzo?

    Assassinato l’8 ottobre 1354.