Coketown: riassunto e analisi del brano di Hard Times

Di Maria Carola Pisano.

Coketown di Charles Dickens: riassunto e analisi del brano del quinto capitolo di Hard Times, romanzo sociale dello scrittore britannico

COKETOWN COS'È

Coketown: riassunto e analisi
Coketown: riassunto e analisi — Fonte: redazione

Coketown è la metafora più incisiva prodotta da Charles Dikens per descrivere gli aspetti negativi dell’industrializzazione. Coketown è la città in cui è ambientato il romanzo di critica sociale Hard Times, in italiano Tempi difficili, dello scrittore inglese Charles Dickens. Pubblicato nel 1854, è un affresco preciso della società contemporanea all’autore, società fortemente criticata dallo scrittore. Vediamo insieme la sintesi e le caratteristiche di Coketown, così come viene descritta nel capitolo 5 del libro.

COKETOWN: RIASSUNTO

Charles Dickens descrive Coketown – ovvero la città del carbone – fatta di palazzi di mattoni che sarebbero stati rossi se non fosse per il fumo e per la cenere. Una città piena di macchinari e alte ciminiere dalle quali uscivano come dei serpenti di fumo. C’era un canale nero e un fiume violaceo maleodorante, agglomerati di edifici e finestre che tremavano tutto il giorno. Le strade – che fossero larghe o strette – erano tutte uguali fra loro.

COKETOWN DI CHARLES DICKENS: SINTESI

Le persone che abitavano nelle case di Coketown avevano gli stessi orari e lo stesso lavoro: per loro tutti i giorni della vita erano uguali. Queste caratteristiche della città dipendevano anche dall’industria che dava da vivere ai cittadini.

COKETOWN: ANALISI

La città di Coketown si basava sui “fatti”, ovvero sulla produzione. Si produceva e si doveva produrre sempre di più. Tutto aveva un prezzo e ciò che non lo aveva non doveva esistere. Tutto era legato al lavoro e alla produzione. Charles Dickens scrive, per fare un esempio: se i membri di una setta religiosa avessero deciso di erigere una nuova cappella, l’avrebbero fatta in stile industriale, esattamente come gli altri edifici di mattoni rossi.

COKETOWN: COMMENTO

L’uniformità è un’altra peculiarità della città del carbone. Le iscrizioni pubbliche erano dipinte in severi caratteri bianchi e neri, la prigione poteva essere scambiata tranquillamente per l’ospedale e viceversa.

Ciò che faceva eccezione a questa uniformità era l’edificio della Chiesa Nuova, stuccato e con un campanile quadrato in cui spiccavano 4 piccoli pinnacoli.

Gli operai che andavano a messa la domenica mattina erano pochi, nonostante il suono – che Charles Dickens descrive come un barbaro stridio – delle campane. A notarlo erano gli stranieri ma anche i membri di un’organizzazione autoctona che a ogni seduta della camera dei comuni chiedevano che il Parlamento si pronunciasse obbligando queste persone a diventare religiose con la forza. 

Tutto si basa sui fatti e quando non si basa sui fatti si basa sulle statistiche: la società degli astemi poteva produrre statistiche sugli ubriaconi; così come il cappellano della prigione sui prigionieri. Potevano fornire statistiche anche Mr. Gradgrind e Mr. Bounderby, due gentiluomini che passeggiando per Coketown avrebbero potuto dimostrare, con le loro statistiche, che gli operai del luogo non erano mai contenti di nulla.

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