Coco Chanel: biografia e stile della donna che ha rivoluzionato la moda

Coco Chanel: biografia e stile della donna che ha rivoluzionato la moda A cura di Laura Morazzini.

Vita e stile di Coco Chanel, stilista francese che con le sue innovazioni nel mondo della moda ha rivoluzionato il concetto di femminilità diventando una delle figure più importanti del XX secolo.

1Biografia di Coco Chanel: una vita da nomadi

Coco Chanel
Coco Chanel — Fonte: getty-images

Stilista indipendente e innovativa, famosa per aver ideato abiti e accessori basati su un originale combinazione di praticità e raffinatezza.

Gabrielle è la seconda figlia di Henri-Albert e da Jeanne Devolle, che al momento della sua nascita non sono ancora sposati. Il primo è un venditore ambulante, perennemente alla ricerca di una buona occasione per smettere con una vita faticosa e priva di soddisfazioni; la seconda è una giovane cucitrice, persino più povera di lui che si fa sedurre per poi inseguirlo nelle varie città e obbligarlo ad assumersi le sue responsabilità. Una coppia mal assortita che mette comunque al mondo ben sei figli: Julia-Berthe, Gabrielle, Alphonse, Antoinette, Lucien e Augustin morto a pochi mesi.

Gabrielle nasce in un ospizio per poveri a Saumur, dove la madre si reca da sola (il compagno è via per lavoro) e si affida alle cure delle donne che lo gestiscono, le quali provvedono anche a registrare la neonata in municipio. 

I due si sposano il 17 novembre del 1884 e tra alti e bassi continuano a fare mercati insieme e a mettere al mondo altri figli, ma il fisico gracile, oltre alle ripetute gravidanze e alla tubercolosi, indeboliscono Jeanne fino a portarla alla morte. 

Il padre (o i nonni paterni, che sono altrettanto poveri) rinuncia fin da subito ad occuparsi dei bambini e lascia le tre figlie all'orfanotrofio dell'abbazia cistercense di Aubazine, mentre i due maschi sono affidati all'assistenza pubblica, che li colloca presso dei contadini come garzoni e tuttofare

2Un rigore monacale che influenzerà il suo stile

Il famoso tubino nero (little black dress) di Coco Chanel, messo all'asta delle creazioni di Miss Chanel e venduto per 1.500 sterline
Il famoso tubino nero (little black dress) di Coco Chanel, messo all'asta delle creazioni di Miss Chanel e venduto per 1.500 sterline — Fonte: getty-images

La piccola Gabrielle trova finalmente un luogo stabile nel quale vivere, per quanto austero; le religiose insegnano alle piccole orfane a provvedere alle faccende domestiche ma soprattutto a cucire. Intimorita ma anche affascinata dall’ambiente sobrio e rigoroso, assimila le linee rigorose e pulite dell'architettura dell'orfanotrofio e degli abiti delle suore, sviluppando un’inclinazione verso il lavoro costante e rigoroso.

Non è tuttora certo che Gabrielle abbia soggiornato per lunghi periodi presso le suore, perché alcuni documenti attestano la sua presenza come domestica presso una cugina della madre a Thiers e sporadicamente vive presso la zia paterna Louise; di sicuro c’è che inizia molto presto a manipolare nei suoi racconti i ricordi, nel tentativo di costruirsi un’infanzia accettabile o comunque più presentabile di quella reale.

3L’apprendistato di Coco Chanel a Moulins

Coco Chanel nel 1929
Coco Chanel nel 1929 — Fonte: getty-images

Raggiunta la maggiore età, e senza alcun desiderio di diventare novizia o sposare qualcuno per sistemarsi, Gabrielle si trasferisce dalla zia paterna Louise Costier per poi frequentare l'istituto Notre-Dame a Moulins e perfezionarsi come sarta: non potendo pagare la retta scolastica riceve un’istruzione in cambio di mansioni svolte all’interno del pensionato.

Sotto la supervisione delle dame del patronato, che frequenta insieme alla zia coetanea Adrienne, le due Chanel sono sistemate come sarte presso la Maison Grampayre, negozio di corredi da sposa e per neonati, dove lavorano per un anno.

In seguito affittano una stanza dove aprono una piccola sartoria di riparazioni.

Con i primi guadagni Gabrielle si costruisce una vita autonoma per quanto modesta e inizia a frequentare i numerosi locali della piccola cittadina, dove tenta anche di lavorare come cantante nei café nel ruolo di poseuse, e di inserirsi nei gruppi dei ricchi ufficiali dei quali i locali sono pieni.

4L’irregolare

Carattere e presenza scenica non bastano a compensare le scarse doti canore e la carriera di cantante conosce scarso successo, ma la frequentazione dei locali la porta a sviluppare sicurezza e audacia. Conosce molti ufficiali e intreccia varie relazioni fino a imbattersi nel ricco erede di una famiglia di industriali tessili, Étienne Balsan. Borghese dai modi raffinati, Balsan prende Coco in simpatia e, per garantirle un sostentamento economico, al momento del congedo nel 1908 le propone di andare a vivere con lui a Royallieu, come una fra gli ospiti.

La tanto desiderata sicurezza economica si accompagna però a un forte isolamento sociale: Gabrielle è un’irregolare, una compagna di vita che non può presenziare ad eventi pubblici e tantomeno essere presentata alla famiglia del compagno ma che, a differenza delle altre, fa di tutto per nascondere questo difetto, cercando di non ostentare nei comportamenti come nell’abbigliamento.

5Il cappello secondo Gabrielle

In questo periodo può solo praticare lo sport prediletto dall’amante, appassionandosi ai cavalli e alle corse, e probabilmente inizia a formulare una prima idea di quanto le uniformi in generale siano utili dal punto di vista dell’identificazione sociale:

  • le divise degli orfanotrofi e le uniformi militari identificano immediatamente chi le indossa, non permettono dubbi, nel bene e nel male donano un immediato riconoscimento sociale,
  • la moda femminile impone troppi limiti, lo sport rende evidente quanto i fronzoli siano inutili e limitino la libertà di movimento.

Gabrielle inizia a modificare dei cappelli secondo il proprio gusto personale, levando piume e trine, alleggerendone il peso e rendendoli adatti alle cavalcate e alla vita aperta.

Convinta di poterne fare un mestiere, convince Balsan a prestarle un appartamento per aprire una modisteria a Parigi nel 1909. Non avendo nessuna esperienza pratica, chiede ed ottiene anche la collaborazione di Lucienne Rabaté e due sue dipendenti, almeno per avviare l’attività, dato che qualche tempo dopo Lucienne la giudica troppo “originale” e se ne va.

6Coco Chanel da modista a imprenditrice

Sfilata della collezione Primavera-Estate 1968 di Coco Chanel a Parigi nel gennaio 1968.
Sfilata della collezione Primavera-Estate 1968 di Coco Chanel a Parigi nel gennaio 1968. — Fonte: getty-images

Coco continua a intrecciare relazioni con diversi uomini che provvedono al suo mantenimento, anche perché Balsan si sta disinteressando a lei. Uno di questi, Arthur Capel detto Boy, si innamora perdutamente di lei e le passa i soldi necessari per aprire un negozio in Rue Cambon. Nel giro di pochi anni i suoi cappelli sono richiestissimi dalle dame di tutta Parigi, grazie anche a una sapiente distribuzioni presso i teatri e al fatto che un’attrice di punta del momento, Gabrielle Dorziat, li indossa durante i suoi spettacoli.

Nel 1913 va in vacanza con Boy a Deauville in Normandia, una località balneare frequentata da turisti nobili e benestanti e decidono di aprire una boutique. Gabrielle osserva l’abbigliamento degli abitanti del posto, soprattutto lavoranti legati alla pesca e alle barche, e realizza per sé maglie in lana dalla linea semplice e pratica, per poi indossarli in giro per il paese.

Allo scoppio della guerra Gabrielle rimane in Normandia su consiglio del compagno, di fatto diventando l’unico passatempo per le signore che si sono rifugiate nelle loro ville al mare: mantiene il negozio aperto e attira l'attenzione di donne danarose che vogliono cercare idee nuove lontane dagli abiti con i corsetti e hanno bisogno di abiti comodi per muoversi a piedi.

7La Maison Chanel

La Maison di Coco Chanel a Losanna, in Svizzera
La Maison di Coco Chanel a Losanna, in Svizzera — Fonte: getty-images

Una volta tornata nella capitale, Gabrielle cavalca le nuove necessità: alle donne è richiesto di impegnarsi in lavori per la patria e come infermiere volontarie negli ospedali e lei crea abiti secondo queste nuove esigenze. Nel 1916 la sua impresa ha 300 dipendenti, la guerra ha creato le condizioni per guardare all’abbigliamento in modo nuovo e Gabrielle ne ha approfittato in maniera intuitiva e intelligente.  

Il problema del reperimento dei materiali viene aggirato semplicemente sostituendo quello che non si trova; la lana comporta periodi di lavorazione troppo lunghi e lei ripiega sul jersey, ma utilizzato in modo originale, cioè ovviando alle difficoltà di lavorazione grazie all’eliminazione di tutte le cuciture superflue e affermando ancora una volta uno stile semplice e dinamico.

I suoi modelli vengono pubblicati su riviste come Harper's Bazar e il mercato si allarga alle clienti statunitensi; elabora modi sempre nuovi di intendere l’abbigliamento femminile, come l’abito con i cerchi in crinolina trasparente portato sopra invece che sotto la gonna.

8Arte e teatro d’avanguardia

Rivista con le creazioni di Coco Chanel
Rivista con le creazioni di Coco Chanel — Fonte: getty-images

Al successo commerciale si accompagna una enorme delusione amorosa: in perenne scalata sociale, il suo Boy si sposa con una ragazza di buona famiglia; continuano a frequentarsi come amanti ma nel dicembre del 1919, Boy muore tragicamente in un incidente d'auto mentre torna a casa dalla moglie.

Coco si riprende solo grazie all’amicizia di Misia, una pianista polacca che la introduce presso gli artisti presenti nella capitale, ma soprattutto le fa scoprire personalità del teatro all’avanguardia; disegna abiti di scena per Diaghilev, il fondatore dei Ballets Russes, e per Jean Cocteau.

Nel 1920 acquista una casa in un quartiere di lusso parigino e dopo pochi anni le sue attività comprendono più di 2000 dipendenti, impiegati nella sua sartoria, nel laboratorio di profumeria, nella fabbrica di tessuti e nel laboratorio orafo.

9Chanel n.5: la nascita di un mito

Chanel N°5
Chanel N°5 — Fonte: getty-images

Coco si lega al granduca Dmitrij Romanov, esule a Parigi, privo delle passate ricchezze ma possessore di un bagaglio culturale vasto e raffinatissimo e tramite lui conosce Ernest Beaux, un chimico di Grasse che la convince a creare un profumo con il suo nome. Pare che delle varie combinazioni offerte dal profumiere, Coco abbia scelto la quinta con un complesso bouquet contenente fra gli altri del gelsomino; inoltre rivoluziona anche la confezione: una semplice ma elegantissima bottiglia di vetro di farmacia, praticamente un prodotto d’arte d’avanguardia.

Nel 1921 nasce il profumo Chanel N.5. Il profumo femminile non è ancora un prodotto d’uso diffuso e Coco non vuole occuparsi di quella che riguarda la produzione industriale. Così nel 1924 conclude un accordo commerciale con Théophile Bader delle gallerie Lafayette e con Pierre Wertheimer delle profumerie Bourjois: creare Les Parfums Chanel e tiene per sé solo del 10% sulle vendite, mentre i due finanziatori si occupano della produzione e della commercializzazione del prodotto.

Il successo di Chanel n.5 è enorme e ovviamente gli accordi si rivelano particolarmente sfavorevoli: ci mette decenni per riavere il controllo totale del profumo con il suo marchio, ma ottiene comunque grande prestigio dal successo della fragranza.

10Chanel e la petite robe noire

Abito in jersey, modello di Coco Chanel pubblicato sulla rivista "Les elegances parisiennes", marzo 1917
Abito in jersey, modello di Coco Chanel pubblicato sulla rivista "Les elegances parisiennes", marzo 1917 — Fonte: getty-images

Nel frattempo sperimenta abiti ispirati alla roubachka, la tunica tradizionale dei contadini e soldati russi, ma la riadatta, e la accorcia gradualmente cercando la perfetta combinazione di praticità ed eleganza.

Ma uno dei tanti colpi di genio di Coco è quanto di più semplice si possa immaginare: il tubino nero. Per i benpensanti è uno scandalo, perché l’abito nero portato al di fuori dei periodi di lutto è considerato inopportuno; inoltre l’apparente rigore del vestito è visto come una provocazione, una moda per “piccole telegrafiste sotto-alimentate” mentre nelle intenzioni di Gabrielle si tratta di un’idea azzeccata: un abito adatto a ogni donna, in ogni occasione.

L’abito conosciuto anche come LBD, compare sulla rivista Vogue America il 1° ottobre del 1926, e viene presentato come "il vestito che tutte le donne indosseranno", paragonato al modello T della Ford come simbolo dell’era moderna per le sue caratteristiche:

  • democratico, perché il colore non permette di distinguere facilmente il tessuto utilizzato;
  • pratico, perché la linea scivolata obbliga ad usare cuciture standard ottenendo maggiore libertà di movimento;
  • versatile, perché abbinabile con qualsiasi accessorio colorato, anche una sciarpa o bijoux, o il famoso giro di perle.

11Chanel e la fama oltreoceano

Tra il 1927 e il 1930 la Maison Chanel si identifica ancora con le scelte più audaci del settore, proponendo completi con giacca maschile su gonna e camicia coordinate o accostando con disinvoltura i maglioni in lana ai gioielli. Nel 1924 viene aperto un laboratorio per la creazione di bigiotteria, creando accessori simili ai gioielli veri ma di proporzioni eccessive e quasi altrettanto costosi. Funzionalità prima di tutto quindi, di pari passo con il gusto architettonico dell’epoca dalle linee semplici e rigorose.

La linea Chanel degli anni ‘30 è composta da:

  • abiti dritti e semplici;
  • giacche sportive;
  • materiali morbidi con cuciture dritte e invisibili;
  • gioielli finti.
L'attrice Ina Claire e la stilista Coco Chanel (a destra)
L'attrice Ina Claire e la stilista Coco Chanel (a destra) — Fonte: getty-images

Il crollo in borsa del 1929 azzera il mercato statunitense con conseguenze mondiali, ma il mercato della moda in qualche modo regge. Samuel Goldwyn offre a Chanel un milione di dollari all’anno per vestire le attrici delle sue produzioni, ma le dive giudicano i suoi abiti poco spettacolari e la collaborazione termina dopo il secondo film.

Tornata a Parigi continua a diversificare la produzione per attenuare possibili cadute del mercato, nell’ottica di un lusso come investimento per un futuro incerto; disegna per Diamond Guild dei gioielli veri con montature snodabili e trasformabili, esposti nel 1932 con un catalogo del fotografo Robert Bresson.

Dopo questa esperienza torna però al suo amore per la bigiotteria, assumendo Fulco Santostefano della Cerda; con lui nascono i bijoux Chanel più famosi, mentre i suoi abiti conoscono un lieve declino.

12Chanel, le simpatie naziste e i rapporti con il sindacato

Coco Chanel (1959) nel suo lussuoso appartamento a Parigi
Coco Chanel (1959) nel suo lussuoso appartamento a Parigi — Fonte: getty-images

Nel 1936 in una Francia molto impoverita vince il Fronte popolare e tutti gli operai entrano in sciopero; anche le operaie di Chanel protestano per vedersi riconosciute delle tutele lavorative ma lei, invece di incontrare le delegate, licenzia 300 dipendenti.

Il compagno del momento è legato a movimenti dell’estrema destra e Chanel fa sue le idee anticomuniste disprezzando le richieste di garanzie lavorative avanzate dalle sue operaie. In più è una donna che si è fatta da sé e non tollera nessuna intromissione nel suo lavoro; in questo periodo subisce la forte concorrenza di Schiaparelli e Vionnet e cede solo per produrre la collezione autunnale.

Allo scoppio della seconda Guerra Mondiale chiude la sua casa di moda, lasciando improvvisamente senza lavoro quasi 4.000 operaie.

Durante la durata del conflitto, si rifugia al Ritz dove intreccia una relazione con un ufficiale nazista molto più giovane di lei che cerca di coinvolgerla, in virtù delle sue conoscenze, in imprese di spionaggio. Viene arrestata dal comitato di epurazione nel 1944 e subito rilasciata, ma la sua reputazione è compromessa; parte per la Svizzera dove resta per nove anni. 

Le vendite del suo profumo calano in maniera vertiginosa e lei decide di riaprire l’atelier nel 1954 ma dedicandosi solo all’alta moda; la prima sfilata è un fiasco totale ma gradualmente l’idea di non assecondare i cambi repentini della moda vince su tutto, anche se per ragioni economiche si dedica ad accessori e profumi più facilmente vendibili. Fedele al proprio attaccamento al lavoro, muore di domenica, lasciando in eredità uno stile universalmente considerato sinonimo di raffinatezza femminile

La moda secondo Coco Chanel:

  • la petite robe noire,
  • la bigiotteria,
  • la borsa 2.55, borsa in jersey ispirata alle borse militari da uomo,
  • la camelia per decorare giacca e tubino nero,
  • scarpe con punta a contrasto
  • giacca senza colletto.

13Coco Chanel: le date importanti della sua vita

  • Nasce a Saumur il 19 agosto 1883 da una coppia di venditori ambulanti.
  • Alla morte della madre nel 1895, viene messa in orfanotrofio con le sorelle ad Aubazine.
  • Nel 1908 diventa la mantenuta di un ricco borghese e l’anno successivo apre un negozio di cappelli a Parigi.
  • Il nuovo compagno l'aiuta ad aprire la sua prima boutique a Parigi nel 1910 in rue Cambon.
  • Nel 1913 apre un negozio di abiti sportivi, anche femminili, in una località di villeggiatura in Normandia; nel 1916 apre un secondo negozio a Biarritz.
  • Al 1921 risale la creazione del profumo Chanel n.5.
  • Nel 1924 crea il proprio laboratorio di bigiotteria.
  • In una sfilata del 1926 debutta uno suoi capisaldi: il tubino nero.
  • Allo scoppio della guerra nel 1939 chiude la Maison e licenzia tutte le operaie.
  • Dal 1943 al 1944 viene coinvolta dall'amante nazista in azioni di spionaggio.
  • Dopo un’inchiesta, nel 1944 si autoesilia in svizzera per anni.
  • Torna in Francia e riapre la sua maison nel 1954, da questo momento investe prevalentemente in accessori e profumi.
  • Muore il 10 gennaio del 1971 a Parigi.
    Domande & Risposte
  • Quanto era alta Coco Chanel?

    1,66 m.

  • Come si vestiva Coco Chanel?

    Coco Chanel si vestiva con abiti in stile semplice e dinamico. Indossava tailleur, completi di tweed e in seta nera.

  •   Cosa ha fatto Coco Chanel?

    Ha rivoluzionato la moda femminile ideando abiti e accessori basati su un originale combinazione di praticità e raffinatezza. Ha realizzato un profumo che porta il suo nome e ha aperto un laboratorio per la creazione di bigiotteria.

  • Quando è morta Coco Chanel?

    10 gennaio 1971.

  • Qual era il vero nome di Coco Chanel?

    Gabrielle Bonheur Chanel.