Classicismo musicale e Beethoven: riassunto

Di Redazione Studenti.

Riassunto sul classicismo musicale: caratteristiche, origini e temi di questo movimento e approfondimento sullo stile e sulle opere di Beethoven

IL CLASSICISMO MUSICALE

Classicismo musicale e Beethoven: riassunto
Classicismo musicale e Beethoven: riassunto — Fonte: getty-images

La seconda metà del Settecento è un periodo di profonda metamorfosi delle idee e del pensiero.

Le scoperte rivoluzionano la scienza della natura, ma favoriscono l’instaurarsi di un contesto economico nel quale le vecchie classi sono obbligate a cedere il passo all’avanzare di una nuova società.

La rivoluzione industriale favorisce l’ascesa di una nuova intraprendente élite di famiglie economicamente potenti. Il Classicismo è un orientamento letterario ed artistico che si propone il rispetto e l'imitazione del classici, soprattutto greci e latini.

Il suo periodo storico è compreso tra il declinare dello stile galante, o Rococò, ed il sorgere del Romanticismo (1770-1820). Il termine «classico» indicò l'opera d'arte che assumeva qualità affini di misura ed equilibrio.

Il Classicismo mirò alla fusione del bello col buono e cercò di unire la ricerca geometrica con quella naturalistica. Attraverso i secoli, diversi movimenti artistici ebbero in comune il concetto che la bellezza dell'opera d'arte consiste soprattutto in ordine, coerenza, simmetria e proporzioni.

Proprio per una sostanziale unità di fondo, di principi ispiratori e di poetica, si può parlare di Classicismo per opere dell'età ellenistico-romana, dell'alto Medioevo, del periodo romanico, del Rinascimento e del '600 soprattutto francese.

Gli ultimi resti del mondo medievale cadono davanti alla supremazia della ragione. Riaffiora l’antico spirito rinascimentale, irrobustito da un cospicuo lavoro di indagini, di stufi, di conquiste.

Questa grande rivoluzione di vita, di mentalità e di pensiero, questo spirito unanime che illumina tutta la società si chiama appunto Illuminismo.

Facendo leva su quella ragione che secondo gli illuministi è data in dono alla nascita a tutti gli uomini, questa corrente di pensiero ha come obiettivo la massima diffusione del sapere.

Le idee emergenti sul primato della ragione, la sua totale indipendenza da ogni autorità temporale e spirituale, il ritorno agli antichi ideali della democrazia portano una ventata di rinnovamento anche nel campo dell’arte. L’architettura ritorna alla linearità delle antiche forme classiche.

L’aggettivo classico si applica in genere ai prodotti dell’arte la cui bellezza è universale e senza tempo. I capolavori greco-romani, estranei a tutte le bizzarrie della moda, hanno conservato un immutabile fascino che continua ancora a sedurre.

Il Classicismo diede origine ad uno stile sereno e controllato, nel quale tutti gli elementi costitutivi della musica (melodia, ritmo e armonia) raggiungevano un'equilibrata fusione anche se la melodia aveva un posto preminente; si trattava però un tipo di melodia semplice e scorrevole, ben lontana dalla facile cantabilità e legata strettamente ad un raffinato sviluppo armonico.

Inoltre, la chiarezza melodica del Classicismo si unì a ben determinati interessi costruttivi e per questo le melodie sono sempre collegate a sviluppi precisi, in ampie strutture formali: su questa via, il Classicismo definì la «forma-sonata» e cioè lo schema base dei generi strumentali più importanti dell'Ottocento.

Viene esaltata la creazione a carattere improvvisativo, l'espressione immediata dei sentimenti; l'attenzione si rivolge alle vite «maledette» e «tristi», diverse dalla banalità quotidiana e soprattutto opposte all'ideale equilibrio e alla serenità tanto agognata nell'età precedente.

L’ottimismo, e anche lo spirito tragico impassibile, scompare dalle opere per lasciar posto anche a personaggi brutali ma che abbiano nella loro malvagità una superiore grandezza. In musica, il Romanticismo comincia molto più tardi di quello letterario, si dovrà attendere la stagione di Schubert, di Schumann e di Chopin.

L’uomo del ‘700 si trasforma nell’artista ottocentesco, libero e indipendente; il tramite è idealmente, Beethoven, fautore di una musica dal forte impegno sociale.

La sonata (classica), come struttura formale, dominerà il periodo; la sezione di sviluppo di questa si amplierà; i temi della sonata in esso si mescoleranno e quasi si «perderanno» negli anfratti delle continue modulazioni e variazioni, uscendone rafforzati nella tensione drammatica.

La comparsa e l’affermazione delle grandi forme classiche (sonata, sinfonia, concerto) è preceduta e preparata dagli importanti progressi della tecnica strumentale promossi dai seguenti fattori:

  • l’invenzione di nuovi strumenti musicali e il perfezionamento di quelli già esistenti;
  • il progresso tecnico degli esecutori;
  • il nascere di una vera e propria scuola dell’orchestrazione che studia le caratteristiche tecniche e coloristiche di ogni singolo strumento.

CLASSICISMO MUSICALE: BEETHOVEN

Beethoven visse e operò nel periodo a cavallo tra il Settecento classico e l’Ottocento romantico. Nel 1792, lasciata Bonn, la sua città natale, si trasferì a Vienna, dove rimase fino alla morte.

Ebbe tra i suoi maestri anche Mozart e Haydn, ma il suo temperamento seppe trasformare le forme classiche da loro create e consolidate in originali e poderosi affreschi sonori.

Non più concepita per un pubblico ristretto, ma indirizzata a tutti, la musica sinfonica di Beethoven si sviluppa in temi semplici, chiari e concisi che con immediatezza si imprimono nella memoria dell’ascoltatore.

La forza d’animo del maestro fu messa a dura prova, sin dall’infanzia, dalle tristi vicissitudini della vita famigliare.

Affetto da una tormentosa ed inguaribile sordità, che aumento col passare degli anni al punto da impedirgli di udire le sue stesse creazioni, visse in una sorta di cupo esilio dal resto degli uomini, chiuso in se stesso e con la sola compagnia del proprio mondo interiore.

La sua opera comprende 32 sonate per pianoforte, 5 concerti per pianoforte e orchestra e 9 sinfonie.

Tutta la sua produzione di L.V. Beethoven si può considerare gravitante attorno all’orbita della forma sonata. La sua opera viene solitamente suddivisa in tre stagioni: la prima di acquisizione e sviluppo della forma, la seconda della crisi della forma sonata con importanti modificazioni alla struttura di questa; l’ultima, di assestamento su un genere di composizione simile a quello del primo periodo.

Le prime sonate per pianoforte sono già in 4 movimenti, diversamente da Haydn e Mozart che sperimentarono in principio la forma in 3 movimenti.

Il secondo periodo della produzione di Beethoven viene idealmente aperto dalla composizione della III sinfonia, detta «Eroica», anche se in un primo tempo dedicata a Napoleone con il titolo di «Bonaparte».

In seguito Beethoven, deluso dalle ambizioni di conquista del condottiero corso, sembra che stracciò la dedica sostituendola con quello attuale.

Tali opere non possono essere considerate né classiche né romantiche in quanto non sono classificabili secondo i canoni estetici di queste due epoche; possono invece essere considerate moderne «ante litteram» e forniranno notevoli esempi ai compositori del primo Novecento.

Le principali novità del linguaggio beethoveniano del 3° periodo si possono riassumere nel modo seguente: sinfonia.

Questa ha rappresentato per la storia della musica, una vera pietra miliare poiché l’autore sconvolge completamente la struttura classica della sinfonia attraverso non solo il cambiamento nell’abituale ordine dei movimenti, ma anche per l’aggiunta persino di un quinto in cui, compaiono un coro e dei solisti.

Gioia, dolore, eroismo e fedeltà, tutte le grandi eterne aspirazioni dell’animo umano, assumono nella sua musica proporzioni gigantesche si rivolgono per la prima volta alle masse riscattate dalla rivoluzione francese.

Egli è il primo fra i liberi artisti che conquisa il successo scrivendo musica cosi come la sente, per se e per tutti ricchi e poveri.