Chichibio e la gru, riassunto e spiegazione della novella del Decameron | Video

Di Marta Ferrucci.

Riassunto e analisi della novella di Chichibio e la gru, la quarta della sesta giornata del Decameron. Guarda il video riassunto

CHICHIBIO E LA GRU, RIASSUNTO VIDEO DELLA NOVELLA DEL DECAMERON

Fonte: Video Interni

CHICHIBIO E LA GRU, RIASSUNTO

Quarta novella della sesta giornata del Decameron: la novella di Chichibio e la gru. Il tema della giornata sono le risposte argute e la loro efficacia. La regina è Elissa e la narratrice è Neifile. Lo scopo di questa storia è mostrare come le risposte argute che possono venire in mente nel momento in cui ci si trova in difficoltà, possono essere davvero risolutive. Anche se pensate da persone che mai e poi mai nella vita si sarebbero sognate di avere così tanto acume. Il tema principale di questa novella - e di tutte quelle della sesta giornata- è la Fortuna, che deve essere colta al volo da chi è dotato di intelligenza.
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CHICHIBIO E LA GRU PERSONAGGI

La narrazione inizia parlando di un nobile fiorentino, una persona magnanima e dedita alla caccia. Si chiama Currado Gianfigliazzi e torna a casa con un bottino di guerra, cioè una gru che ha cacciato. La gru viene subito affidata al suo cuoco veneziano, Chichibio, che è un uomo vanesio e chiacchierone, che si mette subito all’opera. Quando la gru è quasi pronta e il profumo aleggia nell’aria, giunge nelle cucine la fanciulla di cui Chichibio è innamorato. La ragazza si chiama Brunetta, è affamata e chiede di avere una coscia della gru. Chichibio vuole rifiutare ma quando la ragazza lo minaccia che non potrà mai avere le sue grazie se non le darà la coscia della gru, Chichibio accetta.

Ovviamente, però, quando la pietanza viene servita in tavola a Currado e i suoi ospiti, il Signore nota subito che manca una coscia e chiede spiegazioni al cuoco. A quel punto Chichibio risponde che le gru hanno una gamba sola ma Currado non gli crede e promette di verificare insieme a lui il mattino dopo ma lascia cadere la cosa per evitare di discutere davanti ai suoi ospiti. Chichibio è ovviamente spaventato dalla punizione che gli spetterà quando si capirà che ha mentito.

Quindi, con un animo piuttosto pesante, si avvia al mattino dopo sul ronzino che ha fatto sellare il suo padrone. Quando arrivano al fiume ci sono delle gru che stanno dormendo e quindi riposano su una zampa sola. Chichibio sottolinea di avere ragione. Currado non cede e non gli crede e battendo le mani e urlando fa volare via le gru che così dimostrano di avere due zampe.

CONCLUSIONE DELLA NOVELLA CHICHIBIO E LA GRU

A questo punto Chichibio non sapendo più come salvarsi, risponde che se lui effettivamente avesse urlato alla gru la sera precedente, anche quella avrebbe tirato fuori l’altra coscia. A questo punto la battuta del cuoco fa sorridere a tal punto Currado che la sua ira si trasforma in gaiezza e Chichibio riesce a passarla liscia. La novella si conclude così.

ANALISI CHICHIBIO E LA GRU

La prima cosa che devi ricordare è che siamo di fronte all’illustrazione di due mondi completamente diversi. Da una parte abbiamo il mondo popolare e dall’altra abbiamo il mondo della nobiltà, dove risiede una certa cortesia. Cortesia che Currado dimostra di avere sempre nel corso dell’intera novella. Mentre nel mondo popolare abbiamo delle tonalità completamente diverse e soprattutto puoi ricordarti che la scena amorosa si svolge in cucina, così come accade della novella di Frate Cipolla. Infine fai caso al fatto che Chichibio è veneziano ed è descritto come un personaggio frivolo e vanitoso. E non è l’unico veneziano a venire dipinto così nel Decameron e questo perché  vi era una certa rivalità tra Venezia e Firenze, dovuta sia a ragioni commerciali che a ragioni politiche.