Chi è, cosa fa e dove lavora il lobbista

Il lobbista è un esperto di pubbliche relazioni capace di influenzare decisioni istituzionali cruciali. Ecco cosa fa nello specifico

Chi è, cosa fa e dove lavora il lobbista
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Chi è, cosa fa e dove lavora il lobbista

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Stimolante, gratificante, strategico, quello del lobbista è un mestiere tanto affascinante quanto variegato, che svolge un ruolo chiave sia nel settore economico che in quello politico. Il suo ruolo principale è quello di garantire gli interessi dei propri clienti, imprese e gruppi politici in primis, e di influenzare le decisioni di tali realtà a favore di interessi specifici. Ma nel dettaglio, chi è, cosa fa e dove lavora un lobbista? Lo scopriamo subito!

Chi è il lobbista

Professionista nel settore delle pubbliche relazioni e promotore degli interessi del proprio cliente, il lobbista è un intermediario che può lavorare sia come dipendente che come libero professionista e in alcuni casi anche come volontario.

Figura di spicco all’interno di associazioni di settore, organizzazioni, aziende pubbliche e private e istituti di ricerca, il lobbista ha come compito principale quello di fare da intermediario tra l’azienda, l’ente o il cliente singolo per cui lavora (spesso un politico) e le istituzioni pubbliche o i gruppi di interesse che il cliente ha l’obiettivo di influenzare.

Cosa fa il lobbista

Avendo come compito principale l’intermediazione tra due parti principali, il lobbista mette in atto vere e proprie strategie ad hoc, strutturate per condizionare e convincere gli attori influenti che possono impattare in maniera importante sul lavoro del cliente che il lobbista rappresenta. Aziende, enti, gruppi politici, si rivolgono a lobbisti interni o consulenti liberi professionisti proprio per negoziare con le istituzioni di spicco attraverso un’intensa attività di pubbliche relazioni.

Dove lavora il lobbista

Se le pubbliche relazioni possono essere definite il focus del lavoro del lobbista, le relazioni istituzionali sono il vero polo di interesse di questa professione. Sono proprio le istituzioni infatti, a rappresentare il contesto di lavoro principale del lobbista. Essendo dei veri e propri gruppi di pressione, le lobby sono presenti nei maggiori contesti di potere, per questo la politica ha una posizione apicale in questo senso. In Parlamento sia i singoli deputati che i partiti politici hanno in organico i loro lobbisti esperti.

L’attività dei lobbisti, denominata attività di lobbying, è stata oggetto di una proposta di legge, del gennaio 2022, approvata per regolamentare le attività di rappresentanza di interessi. Questo testimonia il ruolo di spicco che i lobbisti hanno all’interno dei gruppi di potere e l’influenza del loro lavoro strategico sui processi decisionali pubblici e privati.

Competenze di un lobbista

Ma quali sono le competenze di base che ogni lobbista dovrebbe acquisire per svolgere al meglio il suo lavoro? Innanzitutto non si può prescindere da ottime capacità comunicative e organizzative. Il lobbista è un professionista delle pubbliche relazioni e sa bene come relazionarsi con i vari attori principali dei contesti in cui opera.

Ha una conoscenza approfondita della politica, delle dinamiche di governo e delle varie figure che orbitano nei contesti amministrativi, politici e aziendali, soprattutto ad alto livello. Conosce le principali tecniche di persuasione ed è in grado di analizzare in maniera peculiare il settore in cui è chiamato a lavorare, strutturando specifiche strategie ad hoc per influenzare le decisioni politiche e istituzionali a favore dei propri clienti.

Formazione per diventare lobbista

Come abbiamo avuto modo di vedere, la professione del lobbista è decisamente dinamica e variegata. Altrettanto variegata può essere la sua formazione. Il lavoro del lobbista si impara sul campo, ma il background formativo può fare decisamente la differenza. Non esiste una laurea in lobbying e solo nel 2017, nel nostro Paese, è entrato in vigore il registro delle Lobby.

Chi decide di voler intraprendere una carriera di questo tipo, non ha l’obbligo di iscriversi a un corso universitario, ma, come accennato poc’anzi, una formazione di base può rivelarsi preziosa per il successo in questo ambito. Alcune delle facoltà migliori da tenere in considerazione se si desidera diventare lobbista sono le seguenti:

Particolarmente interessante è il programma istituito dall’Università degli Studi di Firenze, che all’interno del Corso di Laurea Magistrale in Politica, Istituzioni e Mercato, ha strutturato un curriculum specifico dedicato proprio a chi è interessato al mondo delle lobby, denominato "Istituzioni e Lobbying".

Guadagni di un lobbista

La professione del lobbista vi ha affascinato e vi state chiedendo quali siano i guadagni medi di un professionista di questo tipo? Data la varietà delle sue mansioni e dei contesti in cui opera, il lobbista ha guadagni decisamente variegati che si basano soprattutto sul tipo di settore in cui opera e sui risultati che arricchiscono, negli anni, il suo bagaglio di connessioni di spicco. I lobbisti volontari si battono solitamente per una causa che hanno a cuore e erogano i loro servizi a titolo gratuito.

I lobbisti alle prime armi, che prendono dimestichezza con la professione, possono iniziare a muovere i primi passi nel mondo delle lobby da stagisti e i guadagni possono rientrare in un semplice rimborso spese. Discorso diverso vale per i lobbisti professionisti. Si tratta di avvocati, esperti in pubbliche relazioni, manager, che offrono i loro servizi sia come dipendenti di enti, aziende e singoli, che come consulenti esterni. In questo caso, in base al livello della loro esperienza, al settore e ai risultati ottenuti, i guadagni possono superare i 200 euro all’ora. E che dire delle grandi società di lobbying? I loro guadagni sono raddoppiati negli ultimi anni sino a sfiorare cifre annuali che superano le decine di milioni di euro.

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