Charles Dickens: biografia, pensiero e opere

Charles Dickens: biografia, pensiero e opere A cura di Teresa Bosica.

Charles Dickens: vita e opere di uno dei romanzieri più popolari di tutti i tempi. Commento e analisi del suo romanzo più famoso: “Oliver Twist”

1Charles Dickens: vita e opere

Charles Dickens
Charles Dickens — Fonte: istock

Charles Dickens nacque nel 1812 a Portsmouth, dove suo padre lavorava come impiegato della Marina Britannica. In seguito la famiglia si trasferì a Chatham nel Kent, qui Dickens frequentò la scuola e iniziò ad appassionarsi alla lettura, in particolare leggeva i romanzi di Daniel Defoe e Henry Fielding.

Nel 1823 i Dickens si trasferirono in uno squallido sobborgo di Londra, ma dopo un anno il padre dello scrittore finì in prigione per debiti e Dickens fu costretto a lavorare in una fabbrica di lucido per scarpe quando aveva solo dodici anni. Questo fu un periodo molto doloroso per lui e le esperienze vissute furono spesso descritte nei suoi romanzi.

Qualche anno più tardi andò a lavorare in un ufficio legale, imparò a stenografare da autodidatta e diventò un giornalista. Collaborò con diversi giornali e riviste e nel primo periodo della sua carriera letteraria cominciò a scrivere opere di carattere umoristico come Sketches by Boz (Schizzi di Boz – 1836), una raccolta di articoli che descrivevano scene di vita londinese che divennero molto popolari. 

Nello stesso anno cominciò a pubblicare a puntate The Pickwick Papers (Il Circolo Pickwick), un romanzo di carattere umoristico che racconta le avventure del Signor Pickwick e del suo servitore Sam Weller. Il romanzo non ebbe un successo immediato, ma quando Dickens introdusse il personaggio di Sam Weller le vendite aumentarono e finalmente raggiunse la fama sia in Inghilterra sia negli Stati Uniti, dove si recò due volte per una serie di conferenze. 

Nei successivi vent’anni, Charles Dickens pubblicò molti romanzi in forma seriale su famose riviste del tempo come Oliver Twist (1838), David Copperfield (1849-1850), Little Dorrit (La Piccola Dorrit -1857), i cui protagonisti divennero il simbolo dell’infanzia sfruttata, uno dei più gravi problemi sociali del tempo. Tra le sue opere più famose ricordiamo The Old Curiosity Shop (La Bottega dell’Antiquario - 1840), Hard Times (Tempi Difficili – 1854), Bleak House (Casa Desolata, 1852-53), Great Expectations (Grandi Speranze, 1860-61) Our Mutual Friend (Il Nostro Comune Amico, 1864-65) e una serie di racconti dal titolo A Christmas Carol (Racconti di Natale - 1843).

Dickens fu uno scrittore molto prolifico e di enorme successo che spaziò tra molti generi, non scrisse solo romanzi ma fu impegnato in diverse attività letterarie, scrisse anche per il teatro e trascorse gli ultimi anni della sua vita viaggiando e leggendo le sue opere in pubblico alcune anche alla presenza della Regina Vittoria. Morì nel 1870 e fu sepolto nell’angolo dei poeti (Poets’ Corner) nell’Abbazia di Westminster a Londra. 

2Charles Dickens e il Romanzo Vittoriano

La regina Vittoria
La regina Vittoria — Fonte: getty-images

Il romanzo divenne un genere popolarissimo durante l’epoca vittoriana, infatti, in questo periodo il numero dei lettori aumentò in modo considerevole anche perché un maggior numero di persone era in grado di leggere. I romanzi erano pubblicati a puntate in periodici settimanali o mensili, questa forma di pubblicazione era più economica e ciò rendeva i romanzi accessibili anche alle classi meno abbienti. 

In questo modo gli scrittori potevano mantenere uno stretto contatto con i loro lettori e per tenere vivo il loro interesse, in modo da spingerli ad acquistare l’episodio successivo, creavano suspense alla fine di ogni episodio, seguendo la formula suggerita dallo scrittore Wilkie Collins Make ‘em laugh, make ‘em cry, make ‘em wait (Falli ridere, falli piangere, falli aspettare).

Anche Charles Dickens pubblicò i suoi romanzi in forma seriale e per pubblicare il maggior numero di episodi possibile, sia a causa della pressione degli editori sia per il bisogno personale di denaro, scrisse senza sosta creando una gran quantità di personaggi e intrecci secondari superflui all’interno dello stesso romanzo, un fatto che i critici gli hanno rimproverato insieme a un eccessivo sentimentalismo.

Nell’epoca vittoriana il romanzo non era solo una forma d’intrattenimento, ma anche un veicolo per la circolazione di idee sociali e politiche e i romanzieri di questo periodo, primo fra tutti Charles Dickens, sentivano di dover informare i loro lettori, renderli consapevoli dei mali sociali del tempo e la critica sociale fu una delle caratteristiche più importanti dei romanzi dickensiani.

3Temi e Personaggi dei Romanzi di Dickens

Canto di Natale di Charles Dickens, illustrazione
Canto di Natale di Charles Dickens, illustrazione — Fonte: ansa

Nessun romanziere riuscì come Charles Dickens a rappresentare il vasto panorama sociale dell’Inghilterra vittoriana. Ambientò la maggior parte dei suoi romanzi a Londra, città che conosceva  a fondo grazie al suo lavoro di giornalista che lo portava a fare indagini tra i quartieri londinesi più malfamati.

Lo scrittore era consapevole della corruzione materiale e spirituale del tempo causata soprattutto dalla Rivoluzione Industriale e per questo sviluppò un atteggiamento critico nei confronti della società, denunciando le terribili condizioni in cui erano costretti a lavorare gli operai, il lavoro minorile, il crimine, la prostituzione e il sistema legale inglese verso cui non aveva alcuna simpatia, ma affiancò descrizioni terribili della miseria e del crimine che imperversavano nella capitale inglese a episodi umoristici e comici

Dickens creò una galleria di personaggi, talvolta comici e grotteschi, appartenenti a diverse classi sociali (avvocati, commercianti, industriali, negozianti, insegnanti e operai) e descrisse i loro atteggiamenti, le loro ambizioni e vanità. Alcuni suoi personaggi sono tra i più memorabili nella storia della letteratura inglese, come l’orfano Oliver Twist o Ebenezer Scrooge, il protagonista di A Christmas Carol, il cui cognome “Scrooge” è diventato parte della lingua inglese per indicare una persona avara.

4Oliver Twist: la trama

Oliver Twist, versione cinematografica del 1922
Oliver Twist, versione cinematografica del 1922 — Fonte: getty-images

Oliver Twist è il secondo romanzo di Dickens, probabilmente il più popolare e fu pubblicato a puntate mensili tra il 1837 e il 1839 su una rivista chiamata Bentley’s Miscellany. La storia ha inizio quando una giovane donna incinta giunge in un ospizio per poveri (workhouse) situato in una piccola città a nord di Londra; qui nasce Oliver e poco dopo la donna muore di parto.

Oliver è allevato in un orfanotrofio fino all’età di nove anni e poi viene rimandato nell’ospizio per poveri, dove le condizioni di vita sono terribili e lui e i suoi amici soffrono la fame. Un giorno decidono di tirare a sorte per scegliere uno di loro che alla fine dei pasti dovrà chiedere una porzione in più di cibo. Toccherà a Oliver chiedere più cibo e questo farà infuriare gli ufficiali che dirigono l’ospizio. 

Oliver viene messo in cella di isolamento e in seguito viene mandato a lavorare come apprendista presso un becchino. Anche qui il bambino viene maltrattato e un giorno fugge via, giunge a Londra, dove incontra Jack Dawkins, un borseggiatore, che lavora in una banda di ladri bambini guidati da un vecchio ebreo di nome Fagin. Oliver entra a far parte della banda e durante la sua prima missione viene arrestato e poi salvato da Mr Brownlow, la vittima del furto, il quale è convinto dell’innocenza del ragazzo e lo porta a casa sua, dove per la prima volta Oliver viene trattato con affetto.

In seguito viene rapito da un criminale privo di scrupoli, Bill Sikes, e dalla sua compagna, la prostituta Nancy, che lo riportano da Fagin. Il ragazzo è costretto a partecipare con Bill Sikes a una rapina in casa di Mrs Maylie durante la quale viene ferito e abbandonato dai compagni. Mrs Maylie si occuperà di lui. Nel frattempo Nancy scopre il motivo per cui Fagin è così interessato a Oliver: uno dei complici di Fagin, Monks, è il fratellastro di Oliver, il cui padre, un uomo ricco, ha lasciato i suoi averi alla madre di Oliver, Agnes Fleming. Monks intende uccidere il ragazzo per appropriarsi della sua eredità, si scopre anche che la nipote adottiva di Mrs Maylie, Rose, è la sorella di Agnes e quindi la zia di Oliver.

Intanto Bill uccide Nancy per aver rivelato importanti informazioni a Rose e Mr Brownlow. Alla fine tutti i malviventi sono puniti: Monks riceve una parte dell’eredità, va in America ma finisce in prigione, dove in seguito morirà; Bill Sikes muore accidentalmente durante una rocambolesca fuga sui tetti di Londra; Fagin viene giustiziato. Oliver finalmente scopre la sua identità, riceve la sua eredità e viene adottato da Mr Brownlow.

4.1Oliver Twist: un grande romanzo sociale

Oliver Twist è un romanzo di forte condanna sociale verso la diffusione del crimine, il maltrattamento e lo sfruttamento dei bambini, l’immoralità delle istituzioni, in particolare gli ospizi di mendicità creati dalla Legge sui Poveri del 1834. Nell’Inghilterra vittoriana le classi aristocratiche non avevano bisogno di lavorare per vivere invece per la borghesia il duro lavoro era sinonimo di virtù morale e consideravano la povertà un peccato.

Secondo la mentalità del tempo la disoccupazione derivava dalla pigrizia, idea sostenuta anche da Thomas Malthus nel suo saggio Essay on Population, in cui affermava che la carità era inutile perché incoraggiava la pigrizia. Gli ospizi per poveri, che erano supportati dai fondi pubblici e dalle parrocchie, ospitavano gente senza lavoro e bambini orfani e abbandonati, le condizioni di vita in queste istituzioni erano terribili proprio per scoraggiare i poveri a entrarci.

I mariti e le mogli erano separati tra loro e anche dai loro figli che erano costretti a lavorare duramente ed erano malnutriti. Oliver Twist, attraverso la cui storia Dickens descrive la crudeltà e l’ipocrisia dell’Inghilterra vittoriana, è un bambino buono che fugge dall’ospizio, ma dopo molte disavventure, scoprirà la sua vera identità e troverà la felicità.

5Charles Dickens e il Cinema

Roman Polanski alla presentazione del suo film del 2005, Oliver Twist
Roman Polanski alla presentazione del suo film del 2005, Oliver Twist — Fonte: ansa

Charles Dickens ha avuto un impatto enorme sulla società inglese e ha sempre goduto di una tale popolarità a livello mondiale che molti suoi romanzi sono diventati anche dei successi sia al cinema sia in TV. Le sue storie sono perfette per il piccolo e grande schermo grazie alla trattazione di temi di denuncia sociale rilevanti ancora oggi e alle descrizioni dettagliate dei suoi personaggi che dopo aver sofferto tante ingiustizie, come è successo allo scrittore stesso da bambino, riescono a riscattarsi e a realizzare i loro sogni.

Sono almeno trecento le trasposizioni cinematografiche e televisive basate sui romanzi di Charles Dickens, tra le più famose ricordiamo: Oliver Twist del 2005 per la regia di Roman Polanski, molto fedele al romanzo di Dickens; A Christmas Carol prodotto dalla Disney Pictures per la regia di Robert Zemeckis del 2009, versione in 3D girato con la tecnica del motion capture (cattura del movimento).

Non amare Dickens è un peccato mortale: chi non lo ama, non ama nemmeno il romanzo.

Pietro Citati