I certificati di deposito

Di Redazione Studenti.

I certificati di deposito a breve e a medio-lungo termine: definizione e caratteristiche e le differenze con i Buoni Ordinari del Tesoro.

CERTIFICATI DI DEPOSITO

Certificati di deposito
Certificati di deposito — Fonte: getty-images

I certificati di deposito sono documenti di credito del valore nominale di 1000 o multiplo di 1000 emessi dalle banche per reperire risorse finanziarie dai risparmiatori.

Possono essere a breve (massimo 18 mesi) oppure a medio-lungo termine e anche per questi titoli possiamo trovare sia certificati di credito nominali che al portatore.

I certificati di deposito a breve sono a rendimento fisso, quindi c'è un tasso di interesse fisso pre-determinato che viene applicato al valore nominale del titolo corrisposto dal cliente, ottenendo così il montante che la banca dovrà accreditare al cliente alla scadenza.

I certificati di deposito a lungo termine possono essere anche:

  • zero coupon: cioè non ci sono gli interessi ma solo il guadagno di capitale tra il prezzo che il cliente deve corrispondere a pronti per l'acquisto del titolo e il valore nominale del titolo che la banca accrediterà al cliente a scadenza;
  • indicizzati: cioè con tassi di interesse che variano al variare di certe condizioni e di certi indici;
  • con interessi legati all'andamento degli indici di borsa e del cambio.

Dal punto di vista dei calcoli, non ci sono grandi difficoltà, si tratta semplicemente di calcolare gli interessi con la formula tradizionale per trovare gli interessi da sommare al valore nominale del titolo per trovare il prezzo a termine.

Ovviamente se il tasso è indicizzato e quindi varia con il passare del tempo, alla scadenza andranno calcolati più interessi parziali con i vari tassi che si sono succeduti e l'interesse totale sarà dato semplicemente dalla somma dei vari interessi parziali.

Ricordiamo sempre che dagli interessi va sottratta la ritenuta fiscale del 27% (prima era il 12,50 ma a partire dal '96 è stata cambiata con la conseguenza che i risparmiatori hanno ridotto sensibilmente l'acquisto di certificati di deposito costringendo le banche a trovare altri metodi di approvvigionamento e a ricorrere in particolare alle obbligazioni).

DIFFERENZE TRA CERTIFICATI DI DEPOSITO E BOT

Potrebbe essere interessante un confronto con i BOT, titoli molto simili ai certificati di deposito come principio. Le principali differenze sono costituite dal fatto che:

  • sui BOT viene calcolata un'imposta sostitutiva del 12,50% mentre sui certificati di deposito come detto viene applicata un'imposta pari al 27% degli interessi;
  • all'acquisto dei BOT è necessario pagare all'intermediario una commissione che invece non viene richiesta se acquistiamo i certificati di deposito;
  • i BOT possono essere smobilizzati facilmente prima della scadenza perché sono negoziati in borsa al contrario dei certificati di deposito il cui smobilizzo prima della scadenza risulta difficoltoso.