Cause della seconda guerra mondiale: riassunto

Di Redazione Studenti.

Cause dello scoppio della seconda guerra mondiale. Riassunto dei presupposti economici, politici e sociali che portarono al conflitto e le tappe con l’entrata in guerra dei vari contendenti

PRESUPPOSTI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Seconda guerra mondiale
Seconda guerra mondiale — Fonte: getty-images

Il 1° settembre del 1939 con l’invasione tedesca della Polonia scoppia ufficialmente la seconda guerra mondiale. Ma quali furono i presupposti che fecero scatenare il più grande conflitto che l’umanità abbia mai conosciuto?

L’ascesa del nazismo in Germania trovò le sue radici nelle drammatiche condizioni del paese nel primo dopoguerra.

La crisi economica dei primi anni Venti causò profondi cambiamenti e forti rivolgimenti nella società tedesca. La Repubblica di Weimar con la sua costituzione democratica e federale non riuscì a fermare l’avanzata dei movimenti antidemocratici e nazionalisti. Tra questi si distinse il Partito Nazionalsocialista, fondato da Adolf Hitler.

Dopo un periodo di ripresa economica, la crisi del 1929 fece ricadere la Germania nel caos. Hitler e i suoi seguaci si proposero come gli unici capaci di superare la crisi. Hitler così ottenne un consenso sempre maggiore tanto che nel 1933 divenne Cancelliere e poi, nel 1934, Presidente della Repubblica.

CAUSE SCOPPIO SECONDA GUERRA MONDIALE: SCHEMA

  1. La grave pace imposta alla Germania, dopo la Prima guerra mondiale, che le toglieva numerosi territori, tra cui il corridoio polacco, e le proibiva di armarsi. Il provvedimento isolò la Germania dalle altre potenze europee, mettendo nell’animo dei Tedeschi sentimenti di odio e volontà di “rivincita”. Furono proprio questi sentimenti che fecero maturare l’ideologia del nazismo di Hitler, che prometteva di ripristinare il dominio tedesco in Europa, cioè con il Terzo Reich.
  2. Le indecisioni ed i contrasti tra Francia, Inghilterra e Russia per il dominio in Europa. Mancava unità tra i “grandi” che, temendo che la rivoluzione bolscevica potesse estendersi anche all’Europa, non si opposero energicamente alle “aggressioni tedesche”.
  3. Le aggressioni tedesche furono le cause immediate dello scatenamento del conflitto; Hitler, ormai diventato dittatore della Germania, cominciò subito una politica di “rivincita” mostrando la forza e imponendosi sulle altre potenze europee. Nel 1934, sulla scia del Giappone che aggredì la Cina, ruppe il patto di pacifica convivenza e abbandonò la Società delle Nazioni. Avviò il riarmo della Germania ed iniziò ad aggredire gli Stati confinanti al fine di dare ai Tedeschi “il loro legittimo spazio vitale”.

LO STATO TOTALITARIO DI HITLER

Adolf Hitler
Adolf Hitler — Fonte: ansa

Una volta preso il potere Hitler iniziò a costruire lo Stato totalitario. Furono sciolti tutti i partiti d’opposizione, furono aboliti i sindacati, fu controllata la vita culturale, cominciarono le persecuzioni soprattutto nei confronti degli Ebrei, fino allo sterminio nei campi di concentramento.

Per fermare gli oppositori venne istituita un’apposita polizia segreta, la Gestapo, che seminò morte e terrore.

Tutta l’economia tedesca fu sottoposta alle scelte politiche di Hitler che aveva concepito il progetto di un “Grande Germania” dominatrice dell’Europa. Questo obiettivo doveva essere raggiunto con la guerra. Per questo Hitler si cercò degli alleati nei paesi con un regime autoritario come l’Italia ed il Giappone.

Nel 1938 Hitler iniziò il suo programma di espansione: unì l’Austria alla Germania e pretese la regione cecoslovacca dei Sudeti, dove viveva una minoranza tedesca.

La Francia e la Gran Bretagna volevano a tutti i costi evitare una nuova guerra. Ciononostante dichiararono che se i nazisti avessero attaccato la Polonia sarebbero entrate in guerra.

Hitler stava proprio preparando l’invasione di questo paese, forte anche dell’accordo raggiunto con la Russia.

SECONDA GUERRA MONDIALE: COMBATTENTI E TAPPE

Nel Settembre del 1939 la Germania occupò la Polonia e ciò determinò l’entrata in guerra della Francia e della Gran Bretagna e l’inizio, quindi, della Seconda Guerra Mondiale. L’Unione Sovietica occupò, secondo l’accordo con i tedeschi, la Polonia orientale, ma poi proseguì la sua avanzata occupando la Lituania, la Lettonia, l’Estonia e la Finlandia.

Nella primavera del 1940 la Germania attaccò, occupandoli, la Norvegia, la Danimarca, il Belgio, l’Olanda ed, infine, la Francia. Il 14 giugno Parigi venne invasa ed il 23 giugno la Francia si arrese.

Il 10 Giugno del 1940 l’Italia entrò in guerra, a fianco della Germania, dichiarando guerra alla Francia ed alla Gran Bretagna, perché Mussolini pensava che la guerra stesse per finire. Infatti con la sconfitta della Francia Hitler era quasi riuscito ad imporre il dominio tedesco all’Europa. Restava solo la Gran Bretagna.

Ma la Gran Bretagna riuscì a resistere e respinse gli attacchi aerei dei nazisti. Per due mesi l’aviazione britannica (la RAF = Royal Air Force) e quella tedesca (la Luftwaffe) si scontrarono nei cieli dell’Inghilterra (la Battaglia d’Inghilterra – Agosto/Settembre 1940). Londra e le altre citta inglesi subirono drammatici bombardamenti, ma la RAF inflisse pesanti perdite ai Tedeschi che alla fine furono costretti a rinunciare all’idea di invadere la Gran Bretagna.

Tramontava così il sogno di una guerra lampo, cioè vittoriosa in breve tempo.

Nel 1941 la Germania intervenne a sostegno delle forze italiane in Africa e nei Balcani, ma lo sforzo maggiore dell’esercito tedesco fu l’invasione della Russia. Hitler sperava, anche in questo caso, di averne rapidamente ragione la guerra lampo fallì ancora una volta.

Il 7 dicembre 1941 un inatteso evento causò una svolta decisiva nella guerra. Il Giappone, senza neanche dichiarare guerra, attaccò e distrusse quasi metà della flotta degli Stati Uniti nel porto di Pearl Harbour (Hawaii). Il giorno dopo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna dichiararono guerra al Giappone, che venne subito sostenuto da Germania ed Italia. La guerra così divenne veramente mondiale.

Fra il 1942 ed il 1943 le potenze dell’Asse (Germania, Italia e Giappone) subirono il contrattacco nemico e furono sconfitti nelle battaglie di El Alamein, in Africa, e di Stalingrado, in Russia.

LA LIBERAZIONE DELL’ITALIA

Americani in Sicilia, 24 agosto 1943
Americani in Sicilia, 24 agosto 1943 — Fonte: getty-images

Il 9 e il 10 luglio 1943 gli Alleati anglo-americani sbarcarono in Sicilia e la conquistarono entro il mese di Agosto, accolti dalla popolazione come dei liberatori. Era chiaro che gli italiani volevano la fine della guerra, ma erano anche stanchi del fascismo.

Di fronte a questa situazione il Gran Consiglio del Fascismo votò la sfiducia a Mussolini (25 luglio 1943). Il re fece arrestare Mussolini ed affidò il compito di formare il nuovo Governo al maresciallo Badoglio.

Il nuovo Primo Ministro firmò a Cassibile, in Sicilia a settembre del 1943, l’armistizio con gli Alleati, scatenando la reazione dei Tedeschi che occuparono la penisola e liberarono Mussolini.

Nel Nord Italia si formò così la Repubblica di Salò, guidata da Mussolini, che voleva continuare la guerra a fianco dei Tedeschi. Nel Sud continuò ad esistere il Regno d’Italia che si schierò dalla parte degli Alleati.

L’8 settembre 1943 molti italiani sperarono che la guerra fosse finita. Invece stava iniziando la fase più drammatica che portava gli italiani stessi a combattere tra di loro. Iniziò così la guerra di liberazione che vide in azione i partigiani (così si chiamano i cittadini che combattono contro gli invasori tedeschi), coordinati dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN).

Mentre in Italia la guerra continuava, un secondo fronte, dopo quello italiano, venne aperto dagli Alleati in Europa occidentale. Il 6 giugno 1944 la più grande flotta di sbarco della storia mondiale prendeva terra in Normandia. Più di un milione di uomini investirono le difese tedesche che dovettero ritirarsi dai Paesi conquistati.

In Italia, la definitiva sconfitta delle potenze dell’Asse si ebbe solo nell’aprile del 1945, quando gli Alleati riuscirono a sfondare la così detta linea gotica dell’Appenino emiliano ed a conquistare il Nord.

Il 25 aprile fu completata la liberazione dell’Italia. Mussolini venne catturato mentre tentava di fuggire in Svizzera travestito da sergente tedesco e fucilato dai partigiani.

SECONDA GUERRA MONDIALE: LA RESA DELLA GERMANIA

Nel 1945 ormai la sorte della Germania appariva segnata. Il 30 Aprile Hitler si tolse la vita ed il 7 maggio 1945 la Germania firmava la resa senza condizioni.

La resa del Giappone, sconfitto dagli americani nella battaglia di Okinawa, avvenne il 2 settembre 1945, dopo che due bombe atomiche, ordigni mai usati e di una potenza nucleare spaventosa, avevano distrutto le città di Hiroshima e Nagasaki (6 e 7 Agosto).

I MORTI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

La seconda guerra mondiale si concluse con 50 milioni di morti, 3 milioni di dispersi e 35 milioni di feriti, fra cui i sopravvissuti delle città colpite dall’atomica contaminati dalle radiazioni.