Caterina d'Aragona

Di Redazione Studenti.

Storia di Caterina d'Aragona, figlia dei Re Cattolici - Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia - e moglie di Enrico VIII

CATERINA D’ARAGONA ED ENRICO VIII

Storia di Caterina d'Aragona
Storia di Caterina d'Aragona — Fonte: getty-images

Caterina d’Aragona della casata di Trastamara era la figlia dei cosiddetti re cattolici Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia.

Caterina era stata originariamente data in prime nozze al fratello di Enrico VIII, Arturo, morto prematuramente. Per confermare l'alleanza tra Spagna e Inghilterra, dovette allora unirsi in seconde nozze con Enrico VIII, chiedendo nel 1505 una dispensa di papa Giulio II per legittimare l’atto nonostante il matrimonio precedente, che pure non era stato consumato.

Caterina ebbe in tutto dal re sei figli, alcuni dei quali abortì e altri che morirono prematuramente. Nel 1516 diede alla luce la prima erede di Enrico VIII, Maria, che regnò successivamente sul trono inglese col nome di Maria I, detta la sanguinaria.

CATERINA D’ARAGONA E IL DIVORZIO

Nel 1526, tuttavia, Enrico VIII iniziò a corteggiare la dama di compagnia della regina, Anna Bolena, che si diceva avesse imparato l'arte della seduzione in Francia. La motivazione principale risiedeva nell’ossessione del re di avere un erede maschio. Dal momento che Caterina non godeva di buona salute e non poteva avere altri figli, Enrico aveva l’obiettivo di sposare la più giovane Anna, nella speranza che potesse dargli un erede al trono.

Naturalmente, per potersi unire in seconde nozze, era necessario prima sciogliere l’unione con Caterina. Per fare questo, nel 1505 Enrico VIII iniziò delle trattative segrete per annullare le nozze, utilizzando il cavillo dell’unione precedente di Caterina con suo fratello, che avrebbe portato i due ad essere, nei fatti, parenti, e dunque uniti illecitamente. Tuttavia, queste pratiche non ebbero successo. Una delle motivazioni principali risiede nelle pressioni di Carlo V, nipote di Caterina, che spingeva perché il matrimonio restasse in piedi per poter mantenere il controllo sull’Inghilterra.

Si rese allora necessario per Enrico ripudiare Caterina: questo accadde nel 1532, anno in cui fu celebrato segretamente anche il matrimonio con Anna Bolena, probabilmente già incinta del re. L’anno seguente arrivò la scomunica da parte del papa Clemente VII: fu allora che avvenne lo scisma con la chiesa cattolica durante il quale Enrico VIII si assunse pieni poteri religiosi e promulgò un atto di successione per spostare la linea ereditaria da Caterina d’Aragona ad Anna Bolena.

In seguito al divorzio Caterina continuò a considerarsi la legittima moglie di Enrico VIII, ma ufficialmente le fu assegnato il titolo di principessa vedova di Galles, lo stesso titolo che assunse dopo la morte del primo marito.

Caterina morì il 7 gennaio 1536 presso il castello di Kimbolton nel Cambridgeshire, dove trascorse gli ultimi tre anni di vita senza più poter vedere la figlia e senza mai riconoscere le seconde nozze del re. Lo stesso giorno del funerale di Caterina, Anna Bolena ebbe l’ennesimo aborto spontaneo, che la portarono definitivamente a perdere le grazie del re.

CATERINA E L’INGHILTERRA

Nonostante fosse una sovrana “acquisita”, Caterina fu molto amata dagli inglesi. Amica e mecenate di artisti e filosofi quali Tommaso Moro ed Erasmo da Rotterdam, fu reggente del regno d'Inghilterra mentre Enrico VIII era in Francia: in quel periodo, gli inglesi vinsero la battaglia di Flodden Field.

Commissionò un manuale che le fu dedicato sul diritto all’educazione per le donne, scritto da Juan Luis Vives, e fu rispettata anche dai suoi nemici, come Oliver Cromwell. Sua la frase: Se non fosse stato per il suo sesso, avrebbe potuto tener testa a tutti gli eroi della Storia.

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