I castelli nel Medioevo: storia, struttura e caratteristiche

I castelli nel Medioevo: storia, struttura e caratteristiche A cura di Bianca Dematteis.

Storia dei castelli in Italia e in Europa: origine del termine, funzioni, il fenomeno dell'incastellamento, il potere del Signore, il ruolo del castello in guerra.

1Il castello: origine del termine

Castello di Coca in Spagna
Castello di Coca in Spagna — Fonte: getty-images

Il termine castello deriva dal latino castellum, diminutivo di castrum, termine che indica una fortificazione che di solito veniva costruita, al tempo dei romani, in legno o in pietra per presidiare dei punti sensibili dell’Impero, come ad esempio le strade o i ponti lungo le frontiere. 

Nel corso del Medioevo, vennero costruiti numerosi castelli e il paesaggio di tutta Europa fu caratterizzato dalla presenza di fortificazioni, sia semplici, sia complesse, costruite in punti che offrivano una posizione strategica dal punto di vista della difesa. 

Nei pressi di fiume, sulle alture, a volte nelle vicinanze di paludi, i signori locali cominciarono a edificare castelli in pietra o in legno. 

2Il fenomeno dell'incastellamento

La tendenza a costruire castelli fu talmente visibile che gli storici definiscono questo fenomeno con il termine incastellamento.

A partire dal IX secolo infatti si è notato come l’azione di costruire un castello a scopo difensivo fosse una azione molto comune tra i signori locali, desiderosi di difendersi dagli attacchi e di mostrare, con un segno concreto quale una costruzione fortificata, il proprio potere.

Il fatto che molti signori desiderassero costruire una struttura fortificata, dentro la quale risiedere in modo da proteggersi in caso di attacchi esterni è da collegarsi ad alcuni avvenimenti specifici: 

non solo le rivalità tra signori locali per il controllo dei territori, ma anche le invasioni di popoli stranieri furono tra i fattori che più di altri contribuirono al fenomeno dell’incastellamento.

Tra IX e X secolo l’Europa infatti fu caratterizzata da numerose invasioni: tutta l’Europa sentì infatti l’esigenza di difendersi dagli attacchi che provenivano sia da Est, da Sud e da Nord, condotti rispettivamente da Ungari, Saraceni e Normanni

Il castello, nato come struttura difensiva, divenne allora una caratteristica del paesaggio europeo.

3La struttura del castello

Castello di Chambord in Francia. Fossato decorativo in primo piano
Castello di Chambord in Francia. Fossato decorativo in primo piano — Fonte: getty-images

I castelli potevano essere molto diversi, per struttura, ampiezza, materiali impiegati, ma in generale erano tutti accumunati da una serie di caratteristiche che facevano di questa struttura un luogo in grado di rispondere a una esigenza sia residenziale sia difensiva

In origine con il termine castello si poteva indicare una costruzione caratterizzata da una semplice palizzata in legno e una torre costruita in muratura, dove il signore poteva nascondersi in caso di conflitto o difendersi in caso di attacco. 

Con il passare del tempo il castello divenne una struttura sempre più complessa, divenendo una realtà autosufficiente al cui interno vivevano il signore e una intera comunità di contadini, artigiani, uomini in armi

Il castello era infatti abitato sia dal signore locale, sia da quella parte di popolazione, contadini e artigiani che in cambio di prestazioni lavorative e denaro dovute al signore, ricevevano da questi la possibilità di vivere all’interno della struttura fortificata e quindi di proteggersi in caso di guerra.

All’interno del castello vivevano poi ovviamente gli uomini in armi che combattevano e difendevano il signore e il castello stesso.

Castello di Bodiam nel Sussex
Castello di Bodiam nel Sussex — Fonte: getty-images

Il castello era costruito in luoghi strategici, isolati e su alture per dominare visivamente tutta l’area circostante

Esso venne edificato con le seguenti caratteristiche:    

Un fossato, spesso riempito d’acqua, isolava il castello e ne rendeva difficoltoso l’accesso.    

Per entrare al castello, bisognava superare almeno una cinta muraria che proteggeva il castello vero e proprio.

Tale cinta difensiva, costruita prima in legno poi in muratura, era caratterizzata da una serie di torri quadrate o rotonde.    

La porta di accesso era spesso costruita ad altezze elevate e per accedervi era necessario superare un ponte levatoio.    

Dalle feritoie costruite sul muro esterno, le guarnigioni potevano lanciare frecce, dardi, pietre contro i nemici che dal di fuori tentavano di porre sotto assedio il castello.    

Tra le due cinte murarie più esterne era costruito un camminamento di ronda: sopra di esso delle guardie armate erano di vedetta e si occupavano di controllare che nessun nemico si avvicinasse alle mura del castello.    

Le mura erano sovrastate da una merlatura la cui forma dava indicazioni sulla famiglia di appartenenza del signore locale, l’autorità più importante del castello.    

Tra le torri, quella più alta, massiccia e ultimo baluardo a scopo difensivo era il maschio o mastio.    

Il dongione era una parte fondamentale del castello. Esso infatti era fortificato e in esso poteva risiedere il signore durante gli attacchi.  

Superate le mura del castello si entrava nella parte di essa dedicata alle abitazioni: le case dei contadini e degli artigiani, le botteghe e ovviamente la residenza del signore

Essa era costruita su più piani: il signore e la sua famiglia vivevano nei piani più alti, i piani nobili, mentre al piano terra vi erano gli uomini armati che proteggevano i nobili abitanti della residenza. 

Sottoterra vi erano generalmente le prigioni e una serie di cunicoli scavati per collegare la residenza del signore con l’esterno del castello

Il castello era un sistema pressoché autosufficiente: oltre alle abitazioni, vi erano quindi magazzini, dispense, granai, pozzi, cisterne per conservare l’acqua, stalle

4Il potere del signore del castello

Castello Estense di Ferrara
Castello Estense di Ferrara — Fonte: getty-images

Il castello era dunque un microcosmo costruito attorno alla residenza signorile.

La duplicità della sua funzione – residenziale e difensiva – era strettamente connessa all’autorità e al potere esercitati dal signore locale.   

In assenza di un forte potere centrale, il signore diventava la massima autorità in un determinato territorio.   

Tale frammentazione politica spiega anche le rivalità che sorgevano tra diversi casati.

Il signore deteneva un amplissimo potere sul territorio e sul castello: per lui combattevano fanti e cavalieri e in cambio dell’accoglienza all’interno del castello, i contadini pagavano tasse e dovevano prestazioni lavorative. 

Il signore si occupava della giustizia, dell’amministrazione, di dirimere controversie, di raccogliere le tasse, di gestire l’organizzazione del mulino, del frantoio, dei forni presenti all’interno delle mura e di far sì che il castello funzionasse sia dal punto di vista economico, sia come struttura difensiva. 

Durante il Medioevo, il castello era dunque il centro del potere, dell’economia e anche la più importante struttura difensiva.

5Il castello in guerra

L'assedio del castello medievale di Torres Novas in Portogallo
L'assedio del castello medievale di Torres Novas in Portogallo — Fonte: getty-images

Gli uomini in armi che vivevano nel castello erano costantemente pronti a rispondere agli attacchi e le loro giornate erano scandite da esercitazioni, addestramenti, tornei.  

Il castello era posto sotto la loro difesa e uomini erano sempre di vedetta, dalle torri o dai camminamenti di ronda.  

In caso di attacco, gli abitanti del castello sbarravano gli accessi e si preparavano a giorni o settimane in cui avrebbero vissuto solo delle provviste di viveri e di acqua, poiché era impossibile varcare la soglia delle mura.

Posti sotto assedio, il castello si preparava a rispondere agli attacchi dei nemici.  

Assedio di un castello nel XIV secolo. Un combattimento corpo a corpo su una scala scagliata contro i bastioni mentre la guarnigione lancia pietre da una catapulta
Assedio di un castello nel XIV secolo. Un combattimento corpo a corpo su una scala scagliata contro i bastioni mentre la guarnigione lancia pietre da una catapulta — Fonte: getty-images

Il fossato che circondava le mura esterne veniva riempito d’acqua in modo da renderne difficoltoso il superamento. 

Gli uomini in armi scagliavano frecce e pietre contro i nemici sia dalle mura sia dalle feritoie costruite su di esse. 

Coloro che invece ponevano l’assedio utilizzavano tutta una serie di strumenti per cercare di sfondare la porta d’accesso, sbarrata e con il ponte levatoio serrato, e crearsi una breccia in modo da penetrare all’interno delle mura e vincere gli abitanti e il signore.  

Tra le armi utilizzate dagli assedianti possono essere ricordate: 

  • le macchine da lancio, utili per sfondare le mura;
  • l’ariete, un’asse con una estremità fatta di metallo, impiegato per sfondare la porta di ingresso;
  • le torri mobili dotate di ruote. Esse permettevano di avvicinarsi alle mura e, attraverso una serie di ponti collegati alle torri, far accedere uomini in prossimità di esse e dei camminamenti.

Lo strumento più forte nelle mani degli assedianti era anche il più tragico. Una delle strategie messe in atto per riuscire a conquistare il castello era infatti quello di ridurre alla fame i suoi abitanti

Questi infatti, durante l’assedio, erano asserragliati all’interno delle mura e facevano affidamento esclusivamente sulle provviste di acqua e viveri

Cercare di prolungare l’assedio era dunque funzionale anche a far sì che le provviste all’interno venissero meno e con esse anche ogni forma di resistenza.