Carlo Magno: storia, biografia e pensiero politico

Carlo Magno: storia, biografia e pensiero politico A cura di Edoardo Angione.

Biografia di Carlo Magno e storia del suo Impero. Pensiero politico e conquiste del primo imperatore del Sacro Romano Impero

1Biografia di Carlo Magno

Carlo Magno, 800 d.C. Re dei Franchi e imperatore d'Occidente dall'800 fino alla sua morte. Ha in mano una sfera e una spada ingioiellata e indossa una corona
Carlo Magno, 800 d.C. Re dei Franchi e imperatore d'Occidente dall'800 fino alla sua morte. Ha in mano una sfera e una spada ingioiellata e indossa una corona — Fonte: getty-images

Molto di ciò che sappiamo di Carlomagno proviene da una biografia (la Vita Karoli) scritta dal cronista franco Eginardo, storico di corte dal 796, che ebbe modo di conoscerlo molto bene. Chi era il padre di Carlo Magno? Carlo Magno era il figlio primogenito di Pipino III, detto il Breve, e di Bertrada di Laon, anche conosciuta come “Berta del gran piè”. 

Di Carlomagno non sono stati conservati ritratti, ma la descrizione che ne fece Eginardo ci ha restituito l’immagine di un uomo altissimo, robusto, eloquente e carismatico. Sempre stando ad Eginardo, Carlomagno era un uomo leale, che amava la propria famiglia, dotato di un ottimo carattere e di una volontà forte, per giunta con un fisico atletico ed imponente: sembra che al re piacesse molto mangiare, in particolare carne, e tenersi in allenamento con attività come il nuoto e la caccia. 

Mappa del regno dei Franchi sotto Carlo Magno
Mappa del regno dei Franchi sotto Carlo Magno — Fonte: getty-images

Queste parole furono scritte da un uomo che passò gran parte della propria vita presso la corte di Aquisgrana: Eginardo non poteva fare altro che amare e servire il proprio re ed i suoi discendenti. Nondimeno è una testimonianza preziosa, perché è più o meno tutto ciò che sappiamo dell’aspetto fisico e del carattere del re. A confermare in qualche modo l’immagine di un uomo vigoroso e attaccato alla vita c’è il fatto che Carlomagno ebbe cinque mogli, svariate concubine ed innumerevoli figli

2Carlo Magno re dei Franchi

Secondo la consuetudine che vigeva presso i Franchi, alla morte di Pipino III (768), il regno venne ereditato in parti più o meno uguali dai due figli maschi. A Carlomagno toccò la parte occidentale, mentre suo fratello minore, Carlomanno, ereditò la parte interiore, più sicura ed avanzata. 

Carlomanno seppe amministrare le province ereditate, ma mancava di talento militare. Nel 769 ebbe bisogno dell’aiuto di Carlomagno per sedare una rivolta in Aquitania (provincia che amministravano insieme). Tra i due fratelli iniziò un’aspra rivalità, che tuttavia Bertrada, la loro madre, seppe tenere a bada fino al 771, anno in cui Carlomanno morì di malattia dopo poco più di due anni di regno.

Alla morte di Carlomanno i suoi partigiani si rifugiarono presso Desiderio, re dei Longobardi e suocero di Carlomagno. Desiderio occupava alcuni territori del papato: per questo motivo papa Adriano III spinse per questo Carlomagno a prendere la sua parte contro i Longobardi.  

3Le conquiste di Carlo Magno

Esattamente come suo padre e suo nonno, Carlomagno consolidò i domini dei Franchi e li aumentò considerevolmente attraverso l’uso delle armi. Nel 773 valicò le Alpi e conquistò, occupando Pavia, tutta l’Italia settentrionale (774), assumendo il titolo di Re dei Franchi e dei Longobardi. Tornò in Italia nel 776 per reprimere alcune rivolte longobarde in Friuli, a Chiusi, Spoleto, e nell’Italia meridionale, e poi ancora nel 780, quando il papa consacrò suo figlio come re d’Italia.  

I Sassoni si sottomettono a Carlo Magno, 777. Litografia del XIX secolo
I Sassoni si sottomettono a Carlo Magno, 777. Litografia del XIX secolo — Fonte: getty-images

Carlomagno fu anche attivo contro i musulmani di Spagna, ma con scarsi successi (celebre in questo senso la battaglia di Roncisvalle), pur riuscendo a favorire, con capitale a Barcellona, la creazione di un avamposto cristiano (la Marca hispanica). 

Decisivi furono invece i successi di Carlomagno contro i Sassoni, contro cui i Franchi combatterono una guerra sanguinosa e violenta. I domini verso est furono ulteriormente consolidati con la sconfitta dei Bavari (787) e degli Avari (791-796). Carlomagno si ritrovò così a dominare un territorio considerevole, che comprendeva i territori tra l’Oceano Atlantico e l’Elba, l’Ebro, il Danubio ed il Tibisco, compresa Roma, centro della cristianità occidentale. 

In particolare, queste vittorie tennero anche impegnata l’aggressiva élite militare franca, assicurando a Carlomagno il loro consenso. 

4Politica e amministrazione di Carlo Magno

Carlo Magno e i suoi nobili
Carlo Magno e i suoi nobili — Fonte: getty-images

Stabilito il proprio dominio su più territori di qualsiasi altro sovrano europeo a lui contemporaneo, Carlomagno introdusse una serie di importanti novità amministrative. Tutti i territori vennero suddivisi in contee e marche (circoscrizioni di confine), e attraverso la regolare riunione di consigli provinciali (i placiti), ci fu un’importante attività legislativa da cui scaturirono i capitolari, ordinanze che riguardavano tutti i rami del diritto.

Anche le leggi “popolari” dei differenti popoli barbarici conquistati, valide soltanto localmente, vennero redatte in forma scritta.  

La corte di Carlomagno si stabilì prevalentemente presso Aquisgrana, ma attraverso i Missi dominici, che agivano come suoi rappresentanti e delegati, il sovrano compieva regolari ispezioni in tutti i reami, reprimendo ove possibile gli abusi. 

In definitiva, il sistema di governo Carolingio si reggeva sulla persona stessa di Carlomagno, da cui scaturivano tutti i poteri. Ciò fu un punto di forza e di stabilità finché il re rimase in vita, ma un elemento di debolezza dopo la sua morte: senza la sua reputazione e la sua autorità guerriera, infatti, il sistema di governo carolingio era destinato a crollare. 

5Carlo Magno e la cultura

Carlo Magno riceve Alcuino, 780. Collezione del Museo di Storia della Francia, il Castello di Versailles.
Carlo Magno riceve Alcuino, 780. Collezione del Museo di Storia della Francia, il Castello di Versailles. — Fonte: getty-images

Più che un uomo di lettere, Carlomagno fu un guerriero. Nonostante ciò, era perfettamente in grado di capire il valore della cultura e dell’educazione, un campo alla sua epoca in declino. Per questa ragione, invitò presso la propria corte alcune tra le migliori menti della sua epoca, tra cui lo storico Paolo Diacono, il già menzionato Eginardo, ed il filosofo Alcuino di York, importante organizzatore del sistema scolastico di tutto l’Impero di Carlomagno.  

In questo clima favorevole al recupero della cultura classica latina, i testi antichi vennero raccolti, preservati e copiati, e ad Aquisgrana venne fondata l’Accademia Palatina (o schola palatina), cenacolo di intellettuali dove venne non solo recuperata, ma anche reinterpretata la cultura del mondo antico. Questo importante rinnovamento culturale è anche ricordato come “rinascita carolingia”. 

6Carlo Magno imperatore

Incoronazione di Carlo Magno
Incoronazione di Carlo Magno — Fonte: ansa

Quando, il giorno di Natale dell’anno 800, Carlomagno venne proclamato imperatore a Roma, il suo potere politico si legò indissolubilmente con il papato. Nel 799, Carlomagno era intervenuto personalmente per riportare il pontefice Leone III, cacciato da una congiura di nobili, sul soglio pontificio

Alla fine dell’800, il re si recò a Roma per esaminare personalmente il caso, anche se, in teoria, per fare ciò era necessaria l’autorità imperiale. In questi anni il titolo di Imperatore, in continuità con l’antico Impero Romano, era una prerogativa dei sovrani di Costantinopoli, diretti eredi degli imperatori romani d’Oriente. Tuttavia, all’Imperatore di Bisanzio Costantino VI era successa, dopo averlo fatto destituire, sua madre Irene, non riconosciuta a Roma. Leone III si rivolse a Carlomagno essenzialmente per due ragioni: affrancarsi dalla sempre più distante autorità bizantina, ed evitare di sottomettersi all’autorità di una donna.   

Il giorno di Natale dell’800, allo scopo di rendere legittimo l’intervento del re dei Franchi, il pontefice incoronò Carlo Magno, ed i presenti lo acclamarono imperatore. Ciò poneva Carlomagno in una situazione diplomatica complessa nei confronti di Costantinopoli.

Allo scopo di ufficializzare ulteriormente quanto era accaduto, ci furono persino trattative per un matrimonio tra Carlomagno ed Irene, che tuttavia naufragarono quando fu deposta nell’802. Dopo la guerra tra Franchi e Bizantini, combattuta principalmente nell’Adriatico, Bisanzio riconobbe parzialmente il titolo di imperatore al sovrano franco.  

Scultura in bronzo di Carlo Magno, Place du Parvis Notre Dame
Scultura in bronzo di Carlo Magno, Place du Parvis Notre Dame — Fonte: getty-images

Più che di una restaurazione dell’Impero Romano occidentale in senso classico, in ogni caso, l’Impero carolingio fu un impero ideale, sia da un punto di vista politico che religioso. L’Imperatore era un difensore della cristianità. Al pontefice, che lo incoronava, spettava implicitamente un ruolo superiore. In ogni caso, a prescindere dalla legittimità del titolo imperiale e da quanto lo stesso Carlomagno ambisse alla dignità imperiale, dopo più di 300 anni (l’ultimo imperatore d’Occidente, Romolo Augustolo, era stato deposto nel 476), un imperatore tornava a regnare sull’Occidente

All’indomani della morte di Carlomagno (814), anziano, stanco ed ammalato, l’Impero e la stessa Europa si sarebbero divisi. Tuttavia, l’eredità più importante di Carlomagno non è materiale, ma ideale: l’Impero carolingio presupponeva un’Europa sovranazionale, e questa concezione fu un’importante conquista del periodo Carolingio.