Capitolo VI Il Principe di Machiavelli: riassunto e analisi

Di Redazione Studenti.

Capitolo VI Il Principe: secondo Machiavelli il principe deve fare affidamento sulle proprie capacità e non sulla fortuna

Capitolo VI de Il Principe di Machiavelli

Capitolo 6 de Il Principe di Niccolò Machiavelli: riassunto
Capitolo 6 de Il Principe di Niccolò Machiavelli: riassunto — Fonte: getty-images

Nel capitolo 6 "I principati nuovi acqisiti con virtù e armi proprie" de Il Principe, Niccolò Macchiavelli spiega che gli uomini camminano sempre lungo le vie battute dagli altri e agiscono per imitazione di un modello, ma allo stesso tempo non possono eguagliare il valore di questi modelli. Quindi un uomo saggio deve seguire le strade battute dai grandi uomini e imitarli in modo che, anche se non raggiunge l'altezza dei propri modelli, gli assomigli almeno in qualcosa. Il saggio, dunque, agirà come i più accorti arcieri, i quali dopo aver giudicato il proprio bersaglio troppo lontano e conoscendo i limiti del proprio arco, mirano molto più in alto  per colpire il loro bersaglio.

La fortuna del Principe secondo Machiavelli

Secondo Machiavelli Mosè, Ciro, Romolo, Teseo, diventarono principi grazie alle loro capacità e non per fortuna. Secondo il filosofo coloro che diventano principi con la sola virtù conquisteranno il principato con più difficoltà, ma allo stesso tempo per loro sarà più facile mantenerlo. Le difficoltà sorgeranno nel caso di nuovi ordinamenti introdotti dal Principe: sarà ostacolato da chi, dai vecchi ordinamenti, aveva un utile; mentre potrà contare su un appoggio da tutti coloro che dalle nuove istituzioni trarrebbero giovamento. Il Principe deve essere in grado di agire da solo imponendosi con la forza e senza contare sull’appoggio degli altri, altrimenti andrebbe in rovina.

Ecco perché tutti i profeti armati vinsero e tutti i profeti disarmati andarono in rovina. Infatti Mosè, Cirò, Teseo se fossero stati disarmati non avrebbero potuto far osservare i loro ordinamenti, come accadde a Girolamo Savonarola, il quale non possedeva i mezzi capaci di tener fermi coloro che gli avevano creduto, né di far credere agli increduli. Esempio di grande importanza è Gerone Siracusano, il quale diventò principe di Siracusa e la fortuna gli fornì soltanto l’occasione: fece grande fatica nel conquistare il principato ma per lui fu facile mantenerlo.

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