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Promessi sposi

Capitolo 17 Promessi sposi: la voce dell'Adda

Di Redazione Studenti.

Capitolo 17 Promessi sposi: la voce dell'Adda e il paesaggio nella descrizione fatta da Alessandro Manzoni. Descrizione, analisi e commento

CAPITOLO 17 PROMESSI SPOSI

Quello della Voce dell'Adda è un passo molto importante del capitolo 17 dei Promessi Sposi
Quello della Voce dell'Adda è un passo molto importante del capitolo 17 dei Promessi Sposi — Fonte: getty-images

Manzoni, nel XVII capitolo dei Promessi Sposi, narra come Renzo Tramaglino, turbato dalle false parole del mercante, si allontani dalla città e affidi la sua salvezza a un elemento della natura, l’Adda.

In questo capitolo, il tema della fuga raggiunge il grado di massima tensione emotiva nel protagonista del romanzo.

Manzoni, infatti, rappresenta gli eventi, l’ambiente e il paesaggio dal punto di vista di Renzo,che decide di mettersi in cammino proprio mentre cala la notte. Per buona parte della narrazione, l'Adda, il fiume che scorre nel territorio percorso dall'uomo, diventa punto di riferimento e compagno del protagonista. Non solo: è anche simbolo della purificazione e del passaggio di Renzo da uno stato di difficoltà interiore a uno in cui tornano finalmente nuove energie.

Non solo: il fiume è spartiacque tra dannazione e salvezza: da un lato il mondo che impone un modo di essere, dall'altro uno in cui è l'uomo a trovare la sua dimensione interiore.

Proprio quando Renzo ha perso ogni possibilità di ritrovare il fiume, impaurito dal rumore delle fronde

Nel momento in cui, lo stesso Renzo, aveva perso ogni minima possibilità di trovare il fiume, ed ormai ogni lieve oscillare di fronda e scrosciar di foglia secca, ogni chiaroscuro di luce e tenebra, provocato dalla luna, si traducevano in immagine stregata; l’irrazionale stava per prevalere, la paura stava per trasformarsi in disperazione e egli era tentato di tornare indietro, ecco, che la tanta cercata voce dell’Adda gli ridette sicurezza in se, dato che essa sembrava come quella di una persona conosciuta, sembrava anche il ritrovamento d’un amico, d’un fratello, d’un salvatore, che aveva il potere di ridare, appunto, fiducia, ed era diventata certo punto di riferimento; ma era anche una voce di una potenza religiosa da cui Renzo sentiva di essere accompagnato e benedetto. Questo ritrovamento divise in due parti l’episodio: il dietro caratterizzato dalle tenebre, dal ribrezzo e dalla solitudine, mentre il davanti caratterizzato, invece, dalla gioia e dalla preghiera, per il ringraziamento a Dio.

IL PAESAGGIO NEI PROMESSI SPOSI

Riguardo al paesaggio, Manzoni stesso lo considera come un elemento tecnico estremamente importante, che porta alla risoluzione di un problema fondamentale: come far capire al lettore, in profondità, l’anima dei personaggi, dando loro una collocazione spaziale nella vicenda.

Il paesaggio in Manzoni non è mai fine a se stesso: trascrive anzi un aspetto dell’umanità, e coincide con lo stato d’animo dei personaggi. Nelle descrizioni, come quella della passeggiata di don Abbondio, che cerca di evitare i sassi che incontra sul suo cammino, si può capire molto di un personaggio. Nel caso del prelato, ad esempio, il suo carattere di “evita guai”.

Lo stesso vale per la descrizione, più eloquente, del palazzotto di don Rodrigo, citato come un luogo tenebroso, ricco di casupole abitate da tipi loschi e pronti a tutto.

LA VOCE DELL'ADDA

La capacità di Manzoni di far diventare il paesaggio esterno un paesaggio interiore è ancora più evidente se si pensa all’Addio ai monti di Lucia dopo la fuga dal paese natale. Il modo in cui è strutturata la descrizione mostra che la persona che guarda ciò che sta abbandonando sente un rapporto profondo con quei luoghi, e trasforma quella che è fuga dolorosa in un atto carico di speranza, di fede cristiana e in una gioia futura più certa e più grande.

La natura, nel romanzo, si fa via via sempre più partecipe delle vicende dei personaggi e rivestirà la funzione di altra presenza, capace di dare avvertimenti.Non solo: è inoltre considerata come un presagio spirituale, di cui, lo stesso Renzo dovrà affrontare il percorso nella notte dell’Adda. Sarà proprio nelle tenebre di una natura deserta che Renzo compirà un percorso spirituale affannoso e complesso. Superato il primo timore di un probabile inseguimento, il giovane rivedrà il suo rapporto con la società e sentirà affiorare, in sé, amarezza e successivamente rancore. Proprio per questo si sentirà più solo e smarrito.

Il percorso successivo, fino alle soglie della morte, servirà per recuperare, con l’aiuto della provvidenza, le ragioni del vivere. La provvidenza stessa si manifesterà con l’aiuto esterno della voce dell’Adda.

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