Capitolo 1 promessi sposi: figure retoriche

Di Marta Ferrucci.

Analisi delle figure retoriche presenti nel 1° capitolo de I promessi sposi dove vengono introdotti e presentati la storia e i vari personaggi

LE FIGURE RETORICHE DEL 1° CAPITOLO DE I PROMESSI SPOSI

Manzoni usa nel testo numerose figure retoriche che si individuano in una frase oppure in una intera scena del romanzo. Ma cosa sono le figure retoriche? Si tratta di trucchi, accorgimenti che l'autore usa per rendere più efficace il linguaggio. 

Le figure retoriche che impiega sono:

  1. Litote: si tratta di una figura retorica che fa un'affermazione usando la negazione di un'espressione che ha il senso opposto. Ad esempio: "Don Abbondio non era nato con un cuor di leone".
  2. Similitudine: si tratta di un paragone tra due o più parole. Nel capitolo 1 ce ne sono diverse:"si dipingeva qua e là sui massi sporgenti, come a larghe e ineguali pezze di porpora".
  3. Metafore: nella metafora si sostituisce un termine con un altro. Vedi qui di seguito:
  • Metafora: "l'ossatura de' due monti"
  • Metafora: "monti che si spiegano, a uno a uno, allo sguardo"
  • Similitudine: "si dipingeva qua e là sui massi sporgenti, come a larghe e ineguali pezze di porpora".
  • Similitudine: "Questo nome fu, nella mente di don Abbondio, come, nel forte d'un temporale notturno, un lampo che illumina momentaneamente e in confuso gli oggetti, e accresce il terrore..."
  • Metafora: "Ma fin da' primi suoi anni, (don Abbondio) aveva dovuto comprendere che la peggior condizione, era quella d'un animale senza artigli e senza zanne."
  • Metafora: "Questo chiamava un comprarsi gl'impicci a contanti, un voler raddrizzare le gambe ai cani".
  • Metafora: "Eh! Le scoppiettate non si danno via come confetti: e guai se questi cani dovessero mordere tutte le volte che abbaiano!".