Canto XXXIII Purgatorio: spiegazione e analisi | Video

Di Maria Carola Pisano.

Canto XXXIII Purgatorio: Dante e Virgilio arrivano nel Paradiso terrestre. Guarda il video a cura di Chiara Famooss

Canto XXXIII Purgatorio

Canto 33 Purgatorio: analisi e spiegazione. Video a cura di Chiara Famooss
Canto 33 Purgatorio: analisi e spiegazione. Video a cura di Chiara Famooss — Fonte: redazione

Siamo arrivati alla fine del percorso di Dante nel Purgatorio: siamo nel paradiso terrestre, dove Dio collocò i primi esseri viventi e il primo uomo e la prima donna; il luogo in cui campeggia l’albero della sapienza. 

La processione di cui abbiamo parlato anche nel canto XXXII è ormai conclusa e le sette donne intonano un salmo mentre piangono, rivolte a Beatrice, pallida in volto. Beatrice si rivolge a Dante, invitandolo a non esitare e a porle tutte le domande che desidera: Dante risponde che domandare è superfluo, poiché ella sa già bene quel che lui vuole apprendere e quel che gli serve per apprendere. Beatrice gli spiega che dev’essere libero da timore e vergogna.

Beatrice gli spiega un inviato di Dio ucciderà la meretrice insieme con il gigante: questo per Dante è ora un enigma incomprensibile, ma i fatti lo renderanno chiaro presto. Beatrice dice a Dante che dovrà ricordarsi le sue parole per avvertire i vivi, Dante la rassicura ma lei non ne è convinta. Per Beatrice l’umana comprensione non arriva a capire la scienza divina.

Dante dice di non ricordarsi di essersi mai allontanato da Beatrice, ma questa gli risponde che proprio questa dimenticanza è un segno della sua colpa. Si è fatto, intanto, mezzogiorno e davanti alle donne pare a Dante di veder uscire l'Eufrate e il Tigri da una stessa sorgente, e separarsi lentamente fra loro. Dopo uno scambio tra Matelda e Beatrice, quest’ultima ordina a Matelda di condurre Dante all’Eunoè e di fargli bere la sua acqua, in modo da rinfrescargli la memoria. Dante racconterebbe la dolcezza che gli dette il bere quell’acqua, di cui non si sarebbe mai saziato; ma ormai ha scritto tutto quanto richiedeva la struttura della seconda cantica, e il senso delle proporzioni artistiche non gli permette di andare oltre.

Dante conclude dicendo solo che ritornò indietro dall'Eunoè rinnovato come una pianta rivestita di nuove fronde a primavera, puro e pronto a salire alle stelle. Soffermiamoci sulla guida di Dante, Beatrice. Ella compare nel XXX canto del Purgatorio, ma Dante l’aveva già nominata. Con lei Dante arriverà fino al XXXI canto del Paradiso, alle soglie della visione finale quando si congederà dal poeta con un enigmatico sorriso. Nella terza cantica Beatrice avrà un ruolo speculare a Virgilio nelle prime due, sarà guida e maestra di Dante. Avrà spesso nei confronti del discepolo un atteggiamento severo e rappresenta lo scontro tra la razionalità ottusa di Dante e la grazia illuminante della fede.

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