Canto XII Paradiso, Divina Commedia | Video

Di Redazione Studenti.

Canto XII Paradiso, video: analisi e spiegazione del canto della Divina Commedia in cui Dante parla di San Domenico e del suo ordine

CANTO 12 PARADISO

Canto 12 Paradiso, video: analisi e spiegazione a cura di Chiara Famooss
Canto 12 Paradiso, video: analisi e spiegazione a cura di Chiara Famooss — Fonte: redazione

Ti ricordi dove avevamo lasciato Dante? Nell’XI canto del Paradiso della Divina Commedia il poeta aveva incontrato San Tommaso d’Aquino ma nel XII Dante si vuole concentrare su san Domenico, e lo fa descrivendolo con le parole di Bonaventura da Bagnoregio.

I CANTI GEMELLI DEL PARADISO

Come dicevamo il XII è il secondo dei canti gemelli del Paradiso, che sono chiamati così perché in questi Dante opera una sorta di chiasmo narrativo facendo raccontare nel primo la vita di san Francesco d'Assisi al domenicano san Tommaso d'Aquino, nel secondo, cioè nel dodicesimo, la vita di san Domenico di Guzmán al francescano san Bonaventura da Bagnoregio.  

Il racconto del Canto comincia non appena san Tommaso ha finito di parlare. La corona di dodici anime beate di cui fa parte ricomincia a ruotare e ad essa si avvicina una seconda corona, composta di altrettante dodici anime, che la circonda cantando con voce armoniosa e ne imita i movimenti, come se si trattasse di due arcobaleni disposti in maniera concentrica e dello stesso colore.  

I due gruppi di anime si fermano all'unisono e, dal gruppo appena arrivato, se ne stacca una che afferma che, se prima sono state tessute le lodi di san Francesco, adesso dev'essere lui a parlare del fondatore dell'Ordine domenicano.

Comincia così il racconto della vita di san Domenico che, come per quello di san Francesco, si apre con la descrizione del suo luogo di nascita, Calaruega, una cittadina spagnola situata nell'entroterra castigliano, non molto lontano dalla costa atlantica dove soffia lo Zefiro, il vento che viene da Occidente durante la primavera, e fa fiorire l'Europa. Nota bene: questa è un'allusione alla funzione vivificatrice che del santo spagnolo sull'Europa cristiana.

Domenico, combattente della fede cristiana, talmente pieno di virtù che ciò apparì chiaramente in sogno alla madre quando lui non era ancora nato. Con il battesimo, il bambino si sposò alla Fede e la sua madrina, ispirata da un sogno in cui vide le future azioni del bambino, decise di dargli un nome per dire che lui era proprietà del Signore: Domenico.

Fin dall'infanzia dimostra amore verso gli insegnamenti di Cristo, e da grande si dedica allo studio della Teologia non per voglia d'arricchirsi, ma per amore di Dio e presto diventa un esperto teologo. Mise la sua sapienza al servizio della Chiesa chiedendo al Papa di dargli l'autorità per combattere le eresie che dividevano l'esercito di Cristo; e, quando il papa glielo concesse, agì contro gli eretici soprattutto in Provenza, dove erano molto diffusi, e fu solo il primo a fare ciò, perché con le sue gesta fondò un ordine. Solo alle ultime battute del Canto il narratore si presenta come Bonaventura da Bagnoregio, grande esponente dell'Ordine francescano che, anche ricoprendo alte cariche ecclesiastiche, non ha mai messo al primo posto i beni materiali. Solo alle ultime battute del Canto il narratore si presenta come Bonaventura da Bagnoregio, grande esponente dell'Ordine francescano che, anche ricoprendo alte cariche ecclesiastiche, non ha mai messo al primo posto i beni materiali.

CANTO 12 PARADISO: CARATTERISTICHE

Il Canto XII del Paradiso appare stilisticamente più complesso, composto di lunghe similitudini che si arricchiscono di perifrasi interne, e reiterazioni di metafore che, anche a distanza, vengono recuperate in diversi momenti della composizione.

Il collegamento diretto al Canto precedente emerge dai primi versi con una serie di ripetizioni che richiamano a campi semantici simili ed immagini che evocano l’idea della gemellarità.

Su un piano più ampio il Canto si innerva di piani metaforici che ritornano e lo caratterizzano, uno di questi riguarda l’ambito agricolo, che riprende l’immagine della Chiesa e della comunità cattolica come un orto di cui Domenico viene eletto agricoltore e che viene ripresa quando, parlando del suo Ordine, i suoi membri sono descritti come dei ruscelli che irrigano l’orto cattolico. Un’altra metafora è quella, di origine biblica, della Chiesa rappresentata come una vigna e che viene ripresa da Bonaventura quando, parlando dell’esempio di san Francesco, lo paragona ad una botte trascurata dove il vino ormai marcisce.

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