Canto VI Paradiso, Divina Commedia | Video

Di Redazione Studenti.

Canto 6 Paradiso: analisi e spiegazione a cura di Chiara Famooss del canto politico in cui Dante parla di guelfi e ghibellini

CANTO VI PARADISO

Canto VI Paradiso: spiegazione e analisi con Chiara Famooss
Canto VI Paradiso: spiegazione e analisi con Chiara Famooss — Fonte: redazione

Il sesto canto del Paradiso che si svolge nel cielo di Mercurio, dove risiedono le anime degli uomini che si sono attivati per ottenere fama e onori. Qui Dante incontra Giustiniano. Così come il canto sesto dell’Inferno e del Purgatorio, anche questo è molto politico.

Se il Canto V si era concluso con una domanda che il poeta viaggiatore aveva rivolto direttamente ad un’anima del cielo di Mercurio, il Canto VI si apre con la risposta diretta dell’anima. Questa è una peculiarità di questo canto che è dedicato completamente al discorso diretto dell’unico protagonista: l’imperatore Giustiniano.

Giustiniano si presenta e racconta la sua vita e spiega a Dante che ha iniziato la stesura del suo codice di leggi dopo la conversione cattolica. Ma Giustiniano non si ferma qui e chiarisce che il simbolo imperiale deve essere onorato ed è sbagliato opporsi a questo, così come fanno i guelfi, ma è sbagliato anche strumentalizzarlo per esigenze di partito come succede invece ai ghibellini.

Inizia quindi una lunga digressione sul simbolo imperiale ed il suo significato e sul suo ruolo storico a partire da Enea fino ai tempi di Carlo Magno. Fai attenzione, perché questo excursus occupa la maggior parte del canto e dopo ti spiegheremo perché.

Giustiniano racconta poi  l’azione del simbolo imperiale nel condurre e guidare i protagonisti dell’ascesa di Roma in età repubblicana prima e imperiale poi fino alla nascita di Cristo. Una volta conclusa la parentesi storica, Giustiniano ritorna a parlare del presente e del modo in cui guelfi e ghibellini si rapportano al simbolo imperiale. I guelfi lo contrastano, mentre i ghibellini lo usano solo per difendere i propri interessi, allontanandolo quindi dall’ideale di giustizia che rappresenta.

Le battute conclusive del sesto canto sono dedicate alla descrizione del Cielo di Mercurio, un cielo che si arricchisce delle anime degli spiriti che in vita hanno cercato la gloria terrena attraverso la politica, ma che si sono allontanati dall’amore divino.

Il canto si conclude con il racconto della vita di Romeo di Villanova, che condivide lo stesso cielo dell’imperatore bizantino. In vita fu un politico al servizio di Raimondo Berengario, conte di Provenza, e nonostante la sua fedeltà al signore e la sua abilità politica, venne travolto dall’invidia dei cortigiani che lo accusarono di corruzione. Cacciato dal palazzo, passò il resto della vita a mendicare.

Questo canto rappresenta l’ultimo canto politico della Commedia. Se in quello dell’inferno e del purgatorio erano stati affrontati i problemi di Firenze e dell’Italia, qui Dante definisce un quadro più ampio, portando avanti il discorso attraverso la voce di un imperatore.

CANTO 6 PARADISO: COSA DEVI RICORDARTI

Cosa ti devi ricordare del canto?

  • Nel lungo excursus che Dante dedica al simbolo imperiale si capisce che per Dante il percorso della storia non segue il volere delle azioni degli uomini ma il disegno della Provvidenza.
  • Le idee che Dante sviluppa in questo canto si trovano anche nel suo saggio De Monarchia. Quest'opera sembra collegarsi direttamente al Canto VI del Paradiso quando, nel secondo libro, la storia dell'ascesa e dell'affermazione del dominio di Roma viene letta come un avvenimento provvidenziale, voluto da Dio per riunire sotto un'unica legge tutti i popoli e prepararli alla venuta di Cristo.

GUARDA IL VIDEO