Candido, ovvero l'ottimismo di Voltaire: riassunto dei capitoli

Di Redazione Studenti.

Riassunto della più famosa opera del filosofo francese Voltaire: Candido, ovvero l'ottimismo. Trama e riassunto dei capitoli

CANDIDO, OVVERO L'OTTIMISMO

Candido, ovvero l'Ottimismo. Illustrazione per un'edizione del 1809
Candido, ovvero l'Ottimismo. Illustrazione per un'edizione del 1809 — Fonte: getty-images

Il Candido di Voltaire, scritto dal filosofo francese nel 1759, si compone di trenta brevi capitoli e presenta una rapida struttura lineare, scandita dalle tappe del viaggio del protagonista.

La narrazione si può dividere in tre parti:

  • cacciata dal castello e fuga di Candido verso il Nuovo Mondo
  • soggiorno nell'Eldorado
  • ricerca di Cunegonda e ritorno nel Vecchio Mondo fino al giardino di Costantinopoli.

CAPITOLO I CANDIDO

Nel castello di Thunder-ten-tronckh vivono Candido, madamigella Cunegonda, figlia del barone, e Pangloss, insegnante di "metafisico-teologo-cosmoscemologia" e convinto dall'inizio alla fine che le cose non possono essere in altro modo: perchè, siccome tutto è creato per un fine, tutto è necessariamente per il migliore dei fini.

Cunegonda, scoperto Pangloss tra i cespugli con la cameriera, ne imita l'esperienza abbracciando Candido dietro un paravento. Sorpresi dal signor Barone, Candido viene cacciato dal migliore dei castelli possibili.

CAPITOLI II - III CANDIDO

Candido si scontra subito con l'atrocità del mondo. Stanco e affamato, viene arruolato a forza tra i Bulgari e costretto a suon di bastonate a fare gli esercizi militari della celebre armata di Federico II.

La battaglia tra Avari e Bulgari si trasforma in una carneficina, benedetta dal canto del Te deum. Candido fugge scavalcando montagne di cadaveri. Si rifugia in Olanda dove sperimenta il fanatismo di un ugonotto e la pietà di un anabattista che lo accoglie e lo aiuta. Incontra poi un povero sfigurato dalla sifilide.

CAPITOLO IV CANDIDO

Il povero è Pangloss che, sopravvissuto alla distruzione del castello da parte dei bulgari, trova il coraggio di giustificare il suo male come cosa indispensabile nel migliore dei mondi. I due si imbarcano insieme all'anabattista benefattore alla volta di Lisbona.

CAPITOLI V - VI CANDIDO

In questi capitoli vengono descritte delle catastrofi naturali: la tempesta, il naufragio e il terremoto.

La tempesta uccide l'anabattista, mentre i malvagi si salvano. Il terribile terremoto di Lisbona miete 30000 vittime innocenti.

Pangloss e Candido finiscono nelle mani dell'Inquisizione che cerca eretici per esorcizzare la sciagura con un autodafè. Pangloss è impiccato e Candido fustigato. Lo stesso giorno, la terra trema di nuovo. A Candido si avvicina misteriosamente una vecchia.

CAPITOLI VII - X CANDIDO

La vecchia conduce Candido da Cunegonda che, violentata e massacrata dai Bulgari, che avevano messo a ferro e a fuoco il castello, non era morta, come invece aveva raccontato Pangloss. Venduta a un banchiere ebreo, che la divide con il grande Inquisitore, aveva assistito all'autodafè e, riconosciuto Candido, se lo era fatto condurre a casa.

Sorpreso dall'ebreo don Issacar e poi dall'Inquisitore, Candido uccide entrambi. Cunegonda, la vecchia e Candido fuggono su tre cavalli andalusi. A Cadice si imbarcano su una nave che trasporta truppe contro i gesuiti del Paraguay. Sulla nave si fa un gran discutere sul male e sulla felicità. La vecchia inizia a raccontare la sua vita.

CAPITOLI XI - XII CANDIDO

Tutti e due i capitoli sono occupati dalle disgrazie della vecchia, raccontate nella digressione sulla sua vita, e che permette a Voltaire di denunciare le violenze e le oscenità perpetrate quotidianamente ai danni delle donne. Alla fine del tragico racconto della vecchia, Candido è sconcertato e vorrebbe fosse presente il savio Pangloss, poichè si sente abbastanza forte per muovergli qualche rispettosa obiezione.

CAPITOLI XIII - XV CANDIDO

Arrivati a Buenos Aires, Cunegonda è accolta dal governatore, di cui diventa la favorita. Tuttavia Candido, perseguitato dalla giustizia, è costretto a fuggire. Guidato dal servo Cacambò, passa nel regno dei gesuiti: Quel governo é cosa mirabile ... Los padres son tutto, i popoli niente. Candido ritrova qui il fratello di Cunegonda. Ferito nell'orgoglio di casta, appena il giovane manifesta l'intenzione di sposarne la sorella, colpisce Candido. Questi lo uccide e ne indossa gli abiti, fuggendo prima che il delitto sia scoperto.

CAPITOLO XVI CANDIDO

Candido in una bella prateria vede due scimmie inseguire due fanciulle nude. Preso da pietà uccide gli animali, convinto di salvare la vita delle fanciulle, ma in realtà ne provoca la disperazione: ne ha ucciso gli amanti. Candido e Cacambò si avventurano nella foresta e qui, durante il sonno, sono catturati dagli Orecchioni in guerra con i gesuiti, che hanno preso le loro terre.

Stanno entrambi per finire in pentola, quando Cacambò convince la tribù che Candido non solo non é gesuita, ma ne ha appena ucciso uno. Liberati, ricevono dagli indigeni ogni sorta di onore.

CAPITOLI XVII - XVIII CANDIDO

Affranti e affamati, dopo aver percorso montagne e precipizi, si abbandonano alla corrente di un fiume che li porta tra rocce scoscese nel paese dell'Eldorado. Questo è il regno della felicità, dove non esistono denaro, né violenza , né tribunali o preti. I due passano di meraviglia in meraviglia, ma dopo un mese, pur felici, decidono di non esserlo più e di chieder licenza a sua maestà. Carichi di oro, essi ripartono alla ricerca di Cunegonda.

CAPITOLO XIX CANDIDO

Candido e Cacambò incontrano nella colonia olandese di Surinam un nero senza una mano e senza una gamba, mutilato dallo sfruttamento dei proprietari bianchi di piantagione. A questo prezzo mangiate zucchero in Europa, dice lo schiavo. Un mercante olandese deruba poi Candido, che si convince che se tutto va bene, tutto va bene ad Eldorado, e non nel resto della terra. Candido, incaricato Cacambò di riscattare Cunegonda, dà a questi appuntamento a Venezia. Disperato per la malvagità umana, cerca come compagno di viaggio il più infelice uomo della regione. Entra così in scena Martin, il filosofo pessimista, di visione completamente opposta a quella di Pangloss.

CAPITOLI XX - XXI CANDIDO

Martin, durante il viaggio verso l'Europa, espone a Candido il suo pessimismo manicheo, secondo cui esistono due princìpi che si contendono l'universo: Dio, il bene e il Diavolo, il male. La terra sarebbe caduta sotto il dominio del male.

Subito si imbattono in una battaglia navale, dove trovano la morte centinaia di innocenti.

CAPITOLI XXII - XXIII CANDIDO

Candido desidera conoscere Parigi, ma resta deluso, vittima dell'imbroglio di un abate che lo deruba. Si imbatte nel fanatismo clericale, nella passione sfrenata del gioco, nella vacuità dei letterati. Raggiunge l'Inghilterra, ma non vi sbarca nemmeno, disgustato dall'esecuzione sommaria dell'ammiraglio Byng, fucilato dagli Inglesi perché sconfitto dai Francesi.

CAPITOLI XXIV - XXV CANDIDO

Candido a Venezia non ritrova Cunegonda, ma Paquette, la vecchia amante di Pangloss, divenuta prostituta.

Trova anche la sazietà e il disgusto e incontra il senatore Procurante, che è ricco, intelligente, ha tutto, ma non é felice. Tutto lo annoia.

CAPITOLI XXVI - XXX CANDIDO

Candido e Martin incontrano sei monarchi spodestati. Anche i re, dunque, sono in balìa del destino.

Cacambò arriva a Venezia, ma viene ridotto in schiavitù. I tre si imbarcano per Costantinopoli, dove anche Cunegonda è divenuta schiava di un avventuriero. Sulla nave Candido riconosce in due forzati incatenati ai remi il filosofo Pangloss, male impiccato, e il redivivo baronetto gesuita, fratello di Cunegonda.

Candido li riscatta entrambi e insieme giungono in Turchia dove, sulle rive della Propontide, trovano Cunegonda, brutta e invecchiata. Liberata anche lei, insieme alla vecchia, si stabilisce con il resto della compagnia in una piccola fattoria.

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