Canaletto: opere e stile di Giovanni Antonio Canal

Canaletto: opere e stile di Giovanni Antonio Canal A cura di Bianca Dematteis.

Opere e stile di Giovanni Antonio Canal, il pittore di Venezia e dei suoi canali. Pittore e incisore veneziano, influenza tutta la successiva generazione di pittori paesaggisti.

1La pittura per il teatro

Il Colosseo: olio su tela di Canaletto. Galleria Borghese (Museo Archeologico e d'Arte)
Il Colosseo: olio su tela di Canaletto. Galleria Borghese (Museo Archeologico e d'Arte) — Fonte: getty-images

Giovanni Antonio Canal nasce a Venezia in una famiglia benestante, da Bernardo che è un noto scenografo teatrale e da Artemisia Barbieri, anche appartenente a una famiglia di artisti. 

Canaletto e altri parenti (forse lo zio Cristoforo) collaborano con lui dal 1716 al 1719 a Venezia, poi la loro presenza è registrata a Roma nel biennio 1719-20, dove dipingono i fondali per le opere di Alessandro Scarlatti

Canaletto ama la pittura di paesaggio e qui frequenta artisti come l’olandese Gaspar Van Wittel, esperto in rappresentazioni topografiche di Roma, e matura la scelta di prendere un'altra strada rispetto al mestiere paterno. 

A Roma conosce e studia il paesaggismo romano e nordico, ma soprattutto rielabora la prospettiva scenografica approcciando il vedutismo con la rappresentazione dal vero. 

Decide quindi di diventare vedutista, ma alcuni elementi della sua formazione tuttavia rimangono

  • i soggetti scelti sono delineati in maniera suggestiva come in un fondale teatrale,
  • l’uso della linea rimane marcato,
  • la prospettiva è spesso rielaborata accostando diversi punti focali nella stessa composizione.

2Il vedutismo veneziano

Veduta del bacino di San Marco: olio su tela di Canaletto. Milano, Pinacoteca di Brera
Veduta del bacino di San Marco: olio su tela di Canaletto. Milano, Pinacoteca di Brera — Fonte: getty-images

Il vedutismo è un genere pittorico che si sviluppa nel '700: le città conoscono un nuovo sviluppo urbano e la presenza di artisti fiamminghi in particolare a Roma, stabilitisi per rappresentare i monumenti e gli edifici della città, alimenta e rinnova l'interesse per l'elemento architettonico rispetto al paesaggio naturale.

A Venezia il vedutismo vede la sua massima affermazione, grazie al mercato che si crea intorno ai turisti del Grand Tour.

Piazza San Marco e il Colonnato di Canaletto, 1756. La Basilica di San Marco e il campanile visti da sotto il colonnato delle Procuratie Nuove sul lato sud della piazza. Collezione National Gallery, Londra
Piazza San Marco e il Colonnato di Canaletto, 1756. La Basilica di San Marco e il campanile visti da sotto il colonnato delle Procuratie Nuove sul lato sud della piazza. Collezione National Gallery, Londra — Fonte: getty-images

Si diffonde inoltre l’applicazione in pittura della camera ottica: una scatola dotata di lente con uno specchio all'interno collocato in posizione inclinata, dove l'immagine viene riflessa e proiettata su un vetro posto in alto, sul quale viene appoggiato il foglio di carta per ricalcare l'immagine.

Questo sistema permette agli artisti di tracciare disegni con precisione assoluta, per poi rielaborarli e usarli come disegni preparatori per i quadri, ma attira anche molte critiche, dato che secondo alcuni l’eccessiva meccanicità andrebbe a nascondere la mancanza di vero talento.

Gli artisti si specializzano nelle rappresentazioni realistiche degli scorci più suggestivi di Venezia, Roma e Napoli ma anche nella creazione di capricci, cioè di vedute urbane "inesistenti" composte con elementi realistici.

3I clienti del Grand Tour

Dopo la parentesi romana, Canaletto torna a Venezia verso il 1720 e si iscrive alla Fraglia, la locale corporazione dei pittori. All’inizio lavora continuando a usare una gamma cromatica dalle tonalità scure (tipica dei fondali teatrali), poi passa a colori più chiari con grande attenzione per la resa naturalistica della luce.

Completa nel 1723 le sue prime vedute topografiche per il principe di Liechtenstein, mentre nel biennio 1725-26 crea una serie di quadri per Stefano Conti, un mercante di Lucca.

Veduta di Piazza San Marco a Venezia. Dipinto di Canaletto, 1740 circa. 76x45 cm. Museo Jacquemart-André
Veduta di Piazza San Marco a Venezia. Dipinto di Canaletto, 1740 circa. 76x45 cm. Museo Jacquemart-André — Fonte: getty-images

Dopo queste consegne stringe contatti con quelli che rimarranno i suoi principali intermediari, cioè Owen MacSwiney e Joseph Smith

Smith è un banchiere, un mercante e un collezionista d’arte. Nel 1730 rileva addirittura una stamperia per produrre i cataloghi delle proprie collezioni, ma la sua principale attività è quella del mediatore nell’acquisto di opere d’arte: cura direttamente la scelta e la spedizione in Inghilterra delle opere per conto dei clienti, che si affidano completamente al suo gusto e alla sua esperienza, tanto da comprare opere senza averle nemmeno viste. 

Canaletto realizza per lui una serie di grandi vedute dell’area intorno a San Marco e viene messo in contatto con i ricchi turisti che toccano Venezia nel corso del loro Grand Tour.

In occasione di questo viaggio i ricchi turisti hanno l'occasione di riportare in patria dei ritratti e delle vedute dei posti che visitano; la crescente domanda di queste opere porta alla nascita di una vera e propria rete di mercanti, collezionisti e artisti che lavorano in maniera sempre più frenetica nella produzione di: ritratti e vedute reali o immaginarie, spesso basate su rovine archeologiche, nature morte e scene di genere.

4Grandi affari

Capriccio romano con il Campidoglio (1743-1745) di Canaletto. Parma, Galleria Nazionale, Palazzo della Pilotta. Olio su tela, 134x116 cm.
Capriccio romano con il Campidoglio (1743-1745) di Canaletto. Parma, Galleria Nazionale, Palazzo della Pilotta. Olio su tela, 134x116 cm. — Fonte: getty-images

Canaletto probabilmente lavora all'aperto, cosa non comune al tempo, ma solo per eseguire i disegni preparatori, che poi "assembla" in maniera accattivante nelle sue vedute, utilizzando più punti focali, creando paesaggi urbani verosimili ma non del tutto reali, anche quando gli edifici rappresentati coesistono nella realtà.

In questo periodo scrive spesso riguardo alle commissioni che gli sono arrivate nel frattempo, rivelando un carattere esigente e poco accomodante con la clientela, anche perché praticamente privo di rivali al suo livello.

Per tutto il decennio del 1730 Canaletto crea souvenir per i visitatori stranieri che desiderano portare con sé un pezzo di Venezia, ma la richiesta è talmente alta che per soddisfare le richieste inizia a lavorare persino da disegni e incisioni di altri artisti.

Alla fine trova un modo per velocizzare l’esecuzione dell’opera, che diventa più meticolosa e ripetitiva, sviluppando una tecnica meccanica con righello e compasso combinati con:

  • l’inchiostrazione dei contorni;
  • la perforazione del perimetro nei disegni;
  • un uso più convenzionale del colore e nel tratto.

Ricorre spesso alla camera ottica e secondo alcuni studiosi, si avvale anche di una squadra di collaboratori, ma è solo un’ipotesi.

5Vedute inglesi

Il vecchio Walton Bridge sul Tamigi, 1754. Dipinto di Canaletto presso la Dulwich Picture Gallery di Londra
Il vecchio Walton Bridge sul Tamigi, 1754. Dipinto di Canaletto presso la Dulwich Picture Gallery di Londra — Fonte: getty-images

Lo scoppio della guerra di successione austriaca nel 1740 limita l'afflusso di stranieri a Venezia, e Joseph Smith convince Canaletto a dipingere soggetti diversi da quanto richiesto di solito per invogliare nuovi clienti, come le antichità romane, immagini di Padova e del Brenta.

Dipinge spesso i capricci, delle composizioni immaginarie di elementi reali e inventati, o vedute con architetture di fantasia (veduta ideata).

Nel 1746 va in Inghilterra rimanendovi fino al 1755 (rifiuta anche un invito dell'elettore di Sassonia di recarsi a Dresda); lavora a Londra dipingendo soprattutto vedute del fiume Tamigi e delle ville degli aristocratici.

Nel 1760 torna definitivamente a Venezia, dove viene finalmente ammesso all'accademia nel 1763 e nello stesso anno è priore del collegio dei pittori. Muore nel 1768.

6Canaletto: le date importanti della sua vita

  • Nasce a Venezia nel 1697. Accompagna il padre a Roma per lavoro nel 1719, frequenta i pittori fiamminghi e conosce le loro rappresentazioni topografiche di Roma.
  • Nel 1720 si iscrive alla corporazione veneziana dei pittori e nel 1723 realizza la prima serie di vedute topografiche per il principe di Liechtenstein. Inizia a collaborare con i mecenati e collezionisti Owen MacSwiney e Joseph Smith.
  • Il suo stile rientra nel vedutismo veneto, caratterizzato da alta qualità e resa tecnica, con un’altissima precisione e resa dei particolari.
  • Ha una grande capacità di rendere la luce solare, dipingendo splendidi giochi di luce sulle facciate degli edifici affacciati sui canali, ma usando comunque un estremo rigore compositivo.
  • Scoppia la guerra di successione austriaca nel 1740, diminuiscono i soliti clienti, Canaletto varia i soggetti. Dal 1746 al 1755 lavora a Londra.
  • Torna a Venezia nel 1760 e nel 1763 viene ammesso all'accademia e diventa priore del collegio dei pittori. Muore nel 1768.