Calandrino e l'elitropia, novella del Decameron | Video

Di Redazione Studenti.

Calandrino e l'elitropia, guarda il video con Chiara Famooss, sulla novella dell'ottava giornata del Decameron di Boccaccio

CALANDRINO E L'ELITROPIA

Quella di Calandrino e l'elitropia è la novella del Decameron di Boccaccio narrata da Elissa nell'ottava giornata che ha come tema centrale le beffe. L’ambientazione della giornata è quasi sempre toscana. Calandrino è un pittore noto per la sua goffaggine, un personaggio molto caro a Boccaccio tanto che compare quattro volte nelle novelle. Calandrino subisce gli scherzi e le angherie di tutti e poi si sfoga sulla moglie.

Questa novella di Boccaccio parla di tre imbroglioni che torturano il povero Calandrino: il primo è Maso del Saggio che cerca di tentarlo parlando di pietre miracolose, gli rivela che la pietra più preziosa si trova nel Mugnone e ha il potere di rendere invisibili (proprio come il mantello fatato di Harry Potter). Calandrino cade nel tranello e si mette alla ricerca della pietra con gli amici Bruno e Buffalmacco, che però lo bullizzano di continuo. Capiscono che la pietra non esiste, ma decidono di stare al gioco per divertirsi.

Una volta sul posto Calandrino spiega ai due che la pietra è nera, ma quasi tutte le pietre del Mugnone sono nere! Per questo Calandrino decide di raccoglierle tutte. Una volta prese diverse pietre, i tre sia avviano sulla strada del ritorno. Bruno e Buffalmacco gli lanciano addosso diverse pietre, ma Calandrino è sicuro di essere invisibile perché convinto di aver preso la pietra giusta… e quindi non schiva le pietre lanciate dagli amici!

Una volta in casa, la moglie Monna Tessa lo rimprovera perché ha fatto tardi per il pranzo. Calandrino è incredulo: come faceva la moglie a vederlo? Calandrino quindi spiega ai suoi amici che aveva trovato sì la pietra giusta, ma la moglie ne aveva annullato le virtù, perché le donne fanno perdere le virtù a tutte le cose. Ma Bruno e Buffalmacco gli fanno notare che, se sapeva che le donne fanno perdere la virtù a tutte le cose, si doveva ricordare di dire alla moglie di non comparire a lui per tutto il giorno. Se n’era scordato perché Dio aveva fatto in modo che Calandrino perdesse la sua fortuna. 

TEMI E STRUTTURA

Calandrino rappresenta l’avidità stupida, l’incapacità di capire le trame degli altri. I tre imbroglioni invece sono mossi dal narcisismo dell’intelligenza cosicché dimostrino quanto siano in gamba rispetto allo sventurato pittore. Questi valori hanno un traslato mercantile, se così si può dire: infatti saper fare affari implica una buona dose di furbizia e di esperienza, richiede intelligenza e prontezza d’animo; tutte doti che mancano a Calandrino. Boccaccio ce lo descrive però con simpatia perché ha una sua vitalità e intraprendenza, nonostante la stupidità.

Il racconto si può suddividere in tre momenti principali: il primo ambientato nella chiesa di San Giovanni, dove Calandrino incontra Maso del Saggio. Il secondo invece è al torrente Mugnone, dove Calandrino è in compagnia di Bruno e Buffalmacco a cercare l’elitropia e poi sulla strada del ritorno. Il terzo momento è di nuovo in città nella casa di Calandrino dove troviamo il personaggio di Monna Tessa.

Boccaccio, con questa novella, ci mette davanti a un tema importante: scherzare è un bene o un male? Non c’è una risposta sola: l’etica del Decameron è un’etica aperta, mobile, fluida: la risposta si trova nell’esperienza e nel limite che ogni persona deve decidere per sé.

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