Caduta dell'Impero romano d'Oriente e Occidente: storia, cause, cronologia e protagonisti

Caduta dell'Impero romano d'Oriente e Occidente: storia, cause, cronologia e protagonisti A cura di Edoardo Angione.

Storia e cause della caduta dell'Impero romano d'Oriente e Occidente. Quando e perché è caduto l'Impero romano, cosa è successo dopo la caduta dell'Impero romano, cronologia e protagonisti

1Caduta dell’Impero romano d’Oriente e Occidente: introduzione

Impero romano
Impero romano — Fonte: getty-images

Dal 395 d.C., anno in cui, per convenzione, si fa risalire la separazione definitiva tra i due imperi, l’Impero Romano d’Oriente (anche definito “Bizantino”) e quello d’Occidente ebbero destini separati. A partire da questa data, nonostante i molti punti di contatto e le comuni radici, si parla di due imperi romani separati.  

In questo testo ci concentreremo sulla caduta dei due imperi, avvenuta a quasi un millennio di distanza. Quando è caduto l’impero Romano d’Occidente? Quando avviene la caduta dell’Impero romano d’Oriente? Se la caduta dell’Impero Romano d’Occidente è infatti da collocarsi nel 476 d.C., quello d’Oriente, con una storia lunga e travagliata, sopravvivrà fino al 1453.  

2La caduta di Roma: cause della caduta dell’Impero Romano d’Occidente

Per comprendere la differenza tra i due imperi, bisogna tornare negli anni in cui l’Impero era ancora unito, ed il centro del potere si spostò da Roma a Costantinopoli. La situazione nella città di Roma, da cui tutto era partito, era infatti molto diversa da quella di Bisanzio, la “nuova Roma”, che Costantino rese la nuova capitale dell’Impero e ribattezzò Costantinopoli nel 330.  

Nel IV e V secolo Costantinopoli rimase una capitale fiorente, mentre a Roma iniziò una lunga fase di decadenza. Tanto per cominciare la città eterna non era più neanche capitale, sostituita prima da Milano (286), e poi da Ravenna (402), meglio situate strategicamente per fronteggiare la continua penetrazione di popolazioni barbariche. A Roma rimaneva il Senato, l’antica istituzione repubblicana, che tuttavia, già reso pressoché privo di potere da secoli, venne ulteriormente esautorato. 

Come è caduto l’Impero romano? L’Impero di Occidente viveva ormai una crisi irreparabile. Roma fu saccheggiata dai Goti nel 410, ed in seguito dagli Unni di Attila a metà del V secolo, durante il quale si susseguirono una serie di imperatori d’Occidente sempre più precari e impotenti. La fine fu relativamente silenziosa e indolore: nel 476 il generale sciro Odoacre depose l’ultimo imperatore: Romolo, detto Augustolo

Le insegne imperiali di Roma vennero spedite in Oriente e raccolte dall’imperatore Zenone, imperatore d’Oriente, mentre Odoacre veniva proclamato re delle popolazioni barbariche d’Italia

3La sopravvivenza di Roma

Costantinopoli cristiana
Costantinopoli cristiana — Fonte: getty-images

Perché cade l’Impero romano d’Occidente? In un periodo in cui l’Impero Romano era ancora giovane e fiorente, lo storico Tacito scrisse che Roma era in qualche modo destinata a crollare: in particolare a causa dell’enorme estensione del suo Impero sempre, difficile da controllare da una città situata nel mezzo della penisola italiana. Ed in effetti Tacito non aveva tutti i torti. 

Tra le cause della caduta dell’Impero Romano d’Occidente ci furono anche problemi di integrazione: se ai tempi della Repubblica e nei primi anni dell’Impero i territori conquistati erano stati romanizzati con efficacia, più avanti, tra III e IV secolo, nel sistema militare romano aumentò sempre di più la presenza di guerrieri germanici che non avevano pienamente assorbito la cultura e i valori di Roma, e che erano ben più fedeli ai propri comandanti, con cui condividevano legami personali e tribali, ed al denaro che ricevevano da Roma, che allo Stato stesso. 

Eppure, da un altro punto di vista, è possibile affermare che sotto molti aspetti l’Impero Romano non finì davvero con la proverbiale deposizione di Romolo Augustolo, ma soltanto con la caduta dell’Impero Romano d’Oriente

L'imperatore bizantino Giustiano in un particolare dei mosaici di San Vitale a Ravenna
L'imperatore bizantino Giustiano in un particolare dei mosaici di San Vitale a Ravenna — Fonte: ansa

Certamente dopo il 476, ed in particolare con Giustiniano ci sarebbero stati tentativi, in parte riusciti per qualche tempo, di ristabilire il controllo sull’Occidente, sull’Italia e su Roma stessa. Tuttavia, nonostante i tentativi bizantini, in Occidente ed in Nordafrica i regni romano-barbarici e cattolici, ma anche le conquiste arabe, avrebbero progressivamente escluso i Greci dalla competizione

In ogni caso per quasi un millennio, tra la Grecia, e l’attuale Turchia, e per un lungo periodo anche nei Balcani, lo Stato bizantino continuò dapprima a prosperare, e poi a resistere. I nemici dei Bizantini non furono soltanto le popolazioni barbariche che avevano portato al collasso l’Impero d’Occidente, ma anche potenti imperi e regni: in un primo tempo i Persiani, poi gli Arabi musulmani, poi i regni cristiani, sia occidentali, eredi della tradizione romano-barbarica, che slavi e balcanici. 

Per molto tempo Bisanzio fu un tramite tra l’Oriente, dove commerciava con l’Impero cinese, e l’Occidente medievale. A sconfiggere Costantinopoli, trasformandola in Istanbul, sarebbe stato infine l’Impero ottomano

4Continuità tra i due Imperi

Cosa succede dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente? A Costantinopoli l’Impero Romano, cristiano, sopravvisse ancora per un lunghissimo periodo, di fatto fino al 1453: per quanto parlassero principalmente greco, i Bizantini si consideravano Romani anno in cui la città imperiale, conquistata da Maometto II, divenne capitale dell’Impero Ottomano

Ippodromo di Costantinopoli
Ippodromo di Costantinopoli — Fonte: getty-images

Fino a questa data, gli imperatori d’Oriente si considerarono legittimi eredi dell’Impero Romano, sia in Oriente che in Occidente, e la continuità tra Bisanzio e Roma fu continua: politicamente, l’Imperatore continuava ad esercitare un potere militare assoluto, ci furono costanti guerre, il sistema economico continuò a reggersi su tassazioni altissime sul commercio e sull’agricoltura

Anche tradizioni come lo sport e gli spettacoli pubblici continuarono, in particolare presso l’Ippodromo di Costantinopoli, dove peraltro la rivalità tra le tifoserie delle principali “squadre” della città, i blu e i verdi, fu non soltanto sportiva ma anche politica. Anche le tradizioni legali di Roma, in particolare con Giustiniano (che nel 529 pubblicò il Codice giustinianeo), continuarono sotto l’Impero d’Oriente.   

5Grande Scisma tra Oriente e Occidente: una delle principali cause fu la religione

Uno dei principali punti di rottura tra Costantinopoli e l’Italia, nonostante la comune aderenza al cristianesimo, fu la religione.  Il cristianesimo orientale, o greco-ortodosso, e quello cattolico si separarono per molte ragioni complesse: lo Scisma definitivo avvenne nel 1054, ma già da molto tempo tra Roma e Costantinopoli, due tra i principali centri del cristianesimo, le gravi dispute teologiche non erano diventate definitive soltanto per ragioni di opportunismo: molto spesso, infatti, gli Imperatori bizantini ebbero bisogno dell’appoggio dei pontefici per risolvere dispute interne. 

Oltre alle differenze dottrinali, che qui non abbiamo lo spazio di affrontare, ci fu un’importantissima differenza politica. Nell’Occidente cattolico venne riconosciuta l’autorità del papa, vescovo di Roma, capo assoluto della chiesa. I papi si imposero come vicari di Cristo sulla terra, e nel corso del Medioevo il papato si sviluppò sempre più come un’istituzione religiosa ma anche politica, perché non rispondeva, almeno in teoria, a nessuna autorità secolare. Questo spiega in sostanza i conflitti secolari che nell’Europa Occidentale si consumarono tra papi e re.   

Nell’Impero bizantino, al contrario, i patriarchi ecumenici, massima autorità della chiesa d’Oriente, continuarono ad essere nominati dall’Imperatore, che in linea di massima esercitò un forte controllo su una chiesa che pure, in particolare a partire dal Medioevo, ebbe una relativa autonomia. Caduta Costantinopoli, infatti, i patriarchi ecumenici continuarono ininterrottamente a svolgere il proprio mandato ad Istanbul, nominati dai sultani musulmani, e tutelati in quanto capi di una minoranza religiosa che gli Ottomani continuarono sempre a riconoscere.   

6Costantinopoli conquistata

Tra le due chiese ci furono numerosi tentativi di ricongiunzione, ma nessuno andrà in porto fino in fondo. Al contrario, si toccheranno punte di rivalità drammatiche. La più grave fu probabilmente la Quarta Crociata (1202-1204), che vide la capitale dell’Impero ed altre città bizantine saccheggiate e conquistate dai crociati (in particolare Veneziani e Francesi), che si spartirono ampie parti dell’Impero bizantino. Costantinopoli aveva subito prima di allora numerosi assedi, ma nessuna conquista. 

Assedio di Costantinopoli (parte della quarta crociata)
Assedio di Costantinopoli (parte della quarta crociata) — Fonte: getty-images

Per qualche tempo la città fu capitale di un Impero latino di Costantinopoli (1204-1261), nei fatti fortemente dipendente dalla Repubblica di Venezia. L’Imperatore che riuscì a recuperare Costantinopoli, Michele Paleologo, ed i suoi successori, non riuscirono tuttavia in nessun modo a restituire all’Impero bizantino l’antico splendore. 

Gli ultimi secoli di vita dell’Impero Bizantino, nonostante alcuni momenti di ripresa ed un’intensa vita culturale e religiosa, furono una lenta agonia: travagliato su tutti i lati da vecchi e nuovi nemici, ed in particolare i regni Crociati, le Repubbliche marinare, i regni slavi nei Balcani, e gli Ottomani, l’antico Impero continuò tuttavia a resistere.  

Maometto II, il Conquistatore
Maometto II, il Conquistatore — Fonte: getty-images

È in questo contesto che bisogna considerare la caduta di Costantinopoli, conquistata il 29 maggio del 1453 dal sultano Maometto II, da allora conosciuto come “il Conquistatore”: gli appelli dell’ultimo imperatore bizantino, Costantino XI Paleologo, che era addirittura riuscito ad avviare una riunificazione tra le due chiese, cozzarono contro la realtà di un’Occidente che non riuscì, nonostante qualche eccezione, a soccorrere la città. 

Dopo un assedio durato 53 giorni, i cannoni ottomani riuscirono ad aprire una breccia nelle mura di Costantinopoli, che dopo la Quarta Crociata erano state ricostruite dall’Imperatore Michele VIII. Quando Maometto II entrò nella città, a cavallo di un destriero bianco, l’entità politica romana e bizantina cessò di esistere in modo definitivo

La città divenne capitale dell’Impero ottomano fino al 1922: la sua posizione di ponte tra Europa ed Asia, a cavallo tra due mari e tra due continenti, permisero a Costantinopoli, ormai Istanbul, di rimanere un centro politico e culturale di enorme importanza. 

7Guarda il video: sei curiosità sugli imperatori