2 studenti su 10 hanno subito atti di bullismo e/o cyberbullismo. Il 43% degli abusi è avvenuto a scuola. Il 9% sui social servono pene più severe e sensibilizzazione sul tema

In occasione della Giornata mondiale contro bullismo e cyberbullismo del 7 febbraio, Studenti.it ha realizzato una indagine a cui hanno partecipato 4.000 utenti del sito, ragazzi e ragazze che ci raccontano la loro esperienza e ci dicono qualcosa in più su questo fenomeno.

2 studenti su 10 hanno subito atti di bullismo e/o cyberbullismo. Il 43% degli abusi è avvenuto a scuola. Il 9% sui social servono pene più severe e sensibilizzazione sul tema
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IL 20% DEGLI INTERVISTATI DICHIARA DI AVER SUBITO ATTI DI BULLISMO E DI CYBERBULLISMO

Bullismo, vittime 2 studenti su 10
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Alla domanda Hai mai subito un episodio di bullismo o cyberbullismo? l’8% ha risposto di averli subito entrambi. Il 10% ha subito episodi di bullismo mentre il 2% di cyberbullismo. Il restante 80% nega di averne mai subiti.

IL 43% DEGLI ABUSI E’ AVVENUTO A SCUOLA. IL 9% SUI SOCIAL

E’ la scuola il luogo in cui avvengono più di frequente gli atti di bullismo: è stato così per il 43% degli intervistati. Per il 9% si è trattato di cyberbullismo attraverso i social ovvero: Instagram (3%), TikTok (4%), Youtube (2%). Gli episodi sono avvenuti in altri luoghi per il restante 43%.

IL 24% HA SUBITO SENZA REAGIRE

Come hanno reagito le vittime? Il 22% di chi ha subito atti di bullismo o cyberbullismo si è difeso mentre il 24% ha subito senza reagire. Il 12% ne ha parlato in famiglia, il 5% con i professori. Il 3% ha deciso di denunciare l’accaduto. Non risponde il restante 34%.

DEBOLI CHE VOGLIONO SEMBRARE FORTI: I BULLI SONO VISTI COSI’ DAL 37% DEGLI INTERVISTATI

Secondo te perché i bulli si comportano così? Perché sono deboli che cercano di dimostrare di essere forti è l’opinione del 37% degli intervistati; perché sono persone prepotenti a cui nessuno ha mai posto limiti per il 16%; perché non temono le conseguenze delle loro azioni è la motivazione che si da’ il 9%; perché non sanno accogliere la diversità per l’8%. Non sa darsi una spiegazione il restante 30%.

NON SI DENUNCIA PER PAURA DI RITORSIONI: NE E’ CONVINTO IL 42% DEGLI INTERVISTATI

Il 42% degli intervistati ritiene che le vittime di bullismo non denuncino per paura di ritorsioni. Il 36% pensa che la motivazione sia nella rassegnazione, nella convinzione che tanto non servirà a cambiare le cose. Per il 22% la motivazione è da ricercare nel non sentirsi protetti da chi dovrebbe, invece, tutelarli.

PER COMBATTERE BULLISMO E CYBERBULLISMO SERVONO PENE PIU’ SEVERE E ATTIVITA’ DI SENSIBILIZZAZIONE NELLE SCUOLE

Per combattere bullismo e cyberbullismo servono pene più severe per il 41% degli intervistati e attività di sensibilizzazione nelle scuole per il 39%. Sarebbe invece utile una figura fissa di tutor/psicologo a cui fare riferimento all’interno della scuola per il restante 20%.

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