Cos'è la Brexit: riassunto, storia e date degli eventi

Cos'è la Brexit: riassunto della storia, eventi principali e data dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea

Cos'è la Brexit: riassunto, storia e date degli eventi
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Brexit, cos'è: significato

Cos'è la Brexit: data, riassunto degli eventi e della storia dell'uscita del Regno Unito dall'UE
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Con il termine Brexit si intende il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, avviato dopo il referendum del 23 giugno 2016. Andiamo un po’ indietro nel tempo per comprendere il contesto storico: storicamente i partiti conservatori inglesi non approvavano i contributi che il Regno Unito era costretto a versare all’Unione.

Brexit: storia

A questa mal sopportazione si aggiunge il tema dell’immigrazione: l’entrata nel paese di immigrati europei ha monopolizzato ogni discussione sul referendum. Il Regno Unito più rurale, anche in zone in cui l’immigrazione è ai minimi, manifestava preoccupazione per l’invasione straniera, accusata dell’abbassamento dei salari minimi e di mettere sotto pressione i servizi pubblici.

Brexit: riassunto

Ma senza la spinta politica il referendum non avrebbe avuto luogo. Nel febbraio 2016 l’allora Primo Ministro inglese e leader del Partito Conservatore David Cameron negozia un nuovo accordo con Bruxelles e decide di indire il referendum per far esprimere gli elettori sulla permanenza o meno del Regno Unito nell’Unione. Cameron era un conservatore antieuropeista che in campagna elettorale aveva spinto sui temi dell’immigrazione, del libero scambio e si era espresso contro il potere dell’Unione Europea.

Dopo l’annuncio del referendum si creano subito due fazioni: quella del remain (rimanere) e quella del leave (lasciare). Sebbene David Cameron avesse promesso il referendum agli elettori durante la sua campagna elettorale, lui stesso si era detto pro permanenza, insieme all’altra metà dei conservatori; di contro c’era invece lo schieramento per l’uscita, capeggiato da Boris Johnson e Nigel Farage.

Brexit: data referendum

Dopo una dura campagna elettorale, il 23 giugno 2016 il popolo inglese si esprime: il 51,9% degli elettori è favorevole all’uscita dall’Unione Europea. Il processo per l’uscita del Regno Unito ha avuto inizio ufficialmente il 29 marzo 2017, con la consegna della lettera in cui Theresa May chiede formalmente di lasciare l’UE al Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, dando avvio alla procedura dell’articolo 50, che prevede la possibilità di lasciare l’Unione.

Brexit: quando è diventata ufficiale

A questo sono seguiti una serie di negoziati, rinvii, bocciature e di nuovo negoziati che ci conducono a ciò che conosciamo bene: la data del 31 gennaio 2020 ultimo giorno di permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Cosa succede ora? Parte del 2020 sarà dedicata a negoziare trattati di libero scambio e il Regno Unito dovrà affrontare sfide tanto sul fronte internazionale, quanto su quello nazionale considerato che in Scozia e in Irlanda del Nord gli elettori hanno votato per la permanenza nell’UE.

Brexit: conseguenze

I maggiori rischi adesso sono economici e politici: la nazione continuerà ad avere la sua influenza sui mercati globali e sulla società occidentale? Le aziende lasceranno il Paese verso legislazioni più aperte e se sì, questa fuga di lavoratori cosa comporterà per l’economia inglese? Ai posteri l’ardua sentenza.

Secondo uno sondaggio condotto dall’agenzia di ricerca Opinium a fine 2023, a tre anni di distanza dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la maggioranza dei britannici boccia la Brexit.

Molti ritengono che la Brexit abbia avuto effetti negativi sull’economia del Paese, contribuendo all’aumento dei prezzi. Dall’indagine è emerso che solo una persona su 10 pensa che l’uscita dall’Unione Europea abbia aiutato la situazione finanziaria personale, contro il 35% che afferma che ha avuto un effetto negativo per le proprie finanze.

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