Borse di collaborazione all'università: cosa sono, come funzionano, come candidarsi

Borse di collaborazione all'università, tutto quello che c'è da sapere sull'iscrizione, le tempistiche, i requisiti e le retribuzioni

Borse di collaborazione all'università: cosa sono, come funzionano, come candidarsi
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Borse di collaborazione all'università: cosa sono, come funzionano, come candidarsi

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Guida alle borse di collaborazione all'università, tutto quello che c'è da sapere: cosa sono, a chi sono rivolte, quali sono i requisiti per poter partecipare, come fare domanda, le tempistiche e quali lavori vengono messi a disposizione agli studenti dai vari atenei.

Cosa sono le borse di collaborazione all'università

Le borse di collaborazione all'università sono un impiego part-time per gli studenti all'interno dell'università stessa che va da un minimo di 50 a un massimo di 150 ore. L'impiego è regolarmente retribuito: possono accedere alle borse gli studenti dal secondo anno fino al primo anno fuori corso, attraverso gli appositi bandi indetti annualmente da ciascun ateneo. Le graduatorie per accedere alle borse di collaborazione vengono stilate in base a vari parametri come il merito e il reddito dello studente che vuole accedervi.

Sono diverse le attività previste dalle borse di collaborazione e variano di ateneo in ateneo, in base agli uffici predisposti e alle necessità delle facoltà. Dei lavori part-time delle borse di collaborazione non fanno parte le attività di docenza o di ricerca e comunque tutte quelle attività che comportano l'assunzione di responsabilità amministrative.

L'attività lavorativa retribuita che si può svolgere a supporto dei servizi erogati dall'ateneo ha una doppia utilità: da una parte rappresenta un prezioso strumento di supporto per gli studenti che hanno la possibilità di offrire un servizio retribuito, così da poter pagare la propria retta annuale. Dall'altro lato le borse di collaborazione tengono in vita servizi molto utili all'interno degli atenei che altrimenti potrebbero venir meno per mancanza di personale.

Un fattore fondamentale che porta gli studenti a scegliere le borse di collaborazione e a preferirle ad altre offerte di lavoro esterne, è dato dal fatto che sono state pensate appositamente per gli studenti e vengono strutturate tenendo conto del loro principale impegno: lo studio universitario.

Come funzionano le borse di collaborazione

Nate per far fronte alle esigenze degli studenti e offrire la possibilità di sostenere le spese universitarie, le borse di collaborazione sono state introdotte con l'articolo 13 della legge 390/1991: nell'articolo viene spiegato che l'assegnazione delle borse di collaborazione avviene nei limiti delle risorse disponibili nel bilancio delle università, con esclusione di qualsiasi onere aggiuntivo a carico del bilancio dello Stato e sulla base di graduatorie annuali formulate secondo i criteri di merito e di reddito.

Le prestazioni richieste allo studente per le collaborazioni comportano un corrispettivo esente dall'imposta locale sui redditi e da quella sul reddito delle persone fisiche; la collaborazione non configura un rapporto di lavoro subordinato e non dà luogo ad alcuna valutazione ai fini dei concorsi pubblici. Le università prevedono inoltre la copertura assicurativa contro gli infortuni. I lavori svolti nell'ambito delle borse di collaborazione non danno luogo a trattamenti previdenziali.

Quali lavori svolgere con le borse di collaborazione

Gli studenti che scelgono di intraprendere il percorso delle borse di collaborazione all'università possono scegliere tra diversi lavori che variano, ovviamente, in base alle disponibilità e alle necessità delle università. Solitamente i lavori messi a disposizione sono: l'orientamento degli studenti in entrata e in uscita, l'assistenza nelle biblioteche, nei musei e negli archivi universitari, il supporto agli studenti in fase di immatricolazione, il sostegno agli studenti stranieri o agli studenti diversamente abili, il servizio di reception durante congressi, convegni o eventi e i lavori di archiviazione e manutenzione.

Nelle attività possono essere comprese anche: l'assistenza su consultazione e ricerca bibliografica attraverso cataloghi e banche dati dell'università, l'assistenza e il controllo sul corretto utilizzo delle postazioni informatiche e del materiale libraio e la collaborazione nella gestione dei servizi informatizzati.

Di norma il numero di ore di collaborazioni richieste a ogni studente va da un minimo di 50 a un massimo di 150, con un impegno orario non inferiore a 2 ore e non superiore, generalmente, a 4 ore giornaliere. I compensi variano a seconda delle esigenze: nell'anno accademico 2021/2022, per esempio, l'importo della borsa di collaborazione presso l'Università Sapienza di Roma era pari a 1.295 euro.

L'importo complessivo del compenso viene liquidato, di norma, in due rate, ciascuna al raggiungimento di 75 ore di attività di collaborazione quando il lavoro è di 150 ore. Nel caso in cui lo studente subentri nell'atto di incarico, il compenso viene erogato in un'unica soluzione al termine dell'attività svolta, qualunque sia il numero residuale delle ore lavorate.

Come candidarsi per il lavoro part-time nelle università

Possono candidarsi alle borse di collaborazione delle università gli studenti iscritti fino al secondo anno fuori corso che soddisfano i criteri di ammissione in termini di reddito e di merito. In generale bisogna aver superato almeno i due quinti degli esami previsti dal proprio piano di studio prescelto con riferimento all'anno di iscrizione. C'è da tenere in considerazione che a parità di condizioni del curriculum formativo prevalgono le condizioni di reddito più disagiate.

Ogni anno, come previsto dalla legge, le università emanano i bandi di concorso per le borse di collaborazione, accessibili a tutti gli studenti. Per parteciparvi solitamente bisogna candidarsi attraverso l'apposita sezione online dell'università di riferimento: a tal proposito è bene leggere con attenzione il bando e all'occorrenza recarsi di persona presso gli sportelli dedicati per chiedere delucidazioni, così da evitare la possibilità di presentare una candidatura errata.

Sono esclusi dalla selezione gli studenti che risultano vincitori di un'altra borsa di collaborazione o che hanno formalmente accettato l'incarico, quelli che non sono in possesso dei requisiti di ammissione indicati nel bando di concorso, gli studenti che si sono trasferiti in un'altra sede universitaria, che hanno rinunciato o sospeso gli studi o sono iscritti oltre il primo anno fuori corso.

Vengono esclusi dalla partecipazione ai bandi di concorso per le borse di collaborazione all'università anche gli studenti che sono in possesso di un titolo universitario, laurea del Vecchio o del Nuovo ordinamento, che sia superiore o di pari livello al titolo che aspirano a conseguire a conclusione del corso di studio a cui sono attualmente immatricolati o iscritti.

In caso di esito positivo in seguito alla richiesta di accesso alla borsa, il contratto di collaborazione viene formalizzato tramite una mail che contiene l'atto di incarico unilaterale con la firma digitale del Direttore del Dipartimento. Lo studente vincitore del bando deve accettare l'incarico entro un tempo prestabilito a partire dalla ricezione della mail, di solito non oltre i cinque giorni. I vincitori che non accettano entro il termine vengono considerati rinunciatari e decadono dal diritto al contratto di collaborazione.

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