Storia della borghesia nell'età del progresso

Storia della borghesia nell'età del progresso A cura di Joshua De Loa.

Definizione, caratteristiche e vicende della borghesia in Europa durante l'età del progresso.

1Borghesia e l’età del progresso: introduzione

La Royal Society di Londra
La Royal Society di Londra — Fonte: getty-images

Per “borghesia” si intende l’insieme delle persone che appartengono al cosiddetto ceto medio, ossia tutti coloro che vivono per mezzo del loro reddito, che hanno un’occupazione commerciale, industriale oppure che esercitano una libera professione.  

Secondo l’accezione di Karl Marx (1818-1883), è la classe sociale che ha il controllo dei mezzi di produzione e di distribuzione.  

La parola borghesia deriva dal termine latino-medievale burgenses. Fu utilizzato in alcune zone della Germania e nelle Fiandre intorno all’anno Mille e andava ad indicare quella parte di popolazione che abitava nei quartieri periferici della città, solitamente fuori dalle mura, chiamati appunto borghi.  

L’età del progresso coincide con la seconda metà dell’Ottocento, quando il mondo industrializzato occidentale conobbe un incredibile sviluppo sul piano politico, economico, scientifico e culturale.  

Non a caso fu il periodo della seconda rivoluzione industriale e delle nuove scoperte e innovazioni scientifiche.  

«Ma che terribile invenzione, la borghesia, non crede?» Gustave Flaubert, Lettere a Madame Louise Colet, 1846.

2Borghesia e l’età del progresso: le basi della modernità

2.1La vita moderna

Charles Darwin
Charles Darwin — Fonte: istock

Il momento in cui si passò dalla tradizione alla modernità è il lasso di tempo compreso tra il 1750 e il 1850. Questo periodo, intitolato dalla storiografia, quello della modernizzazione fu caratterizzato da un’articolata trasformazione sociale dove si intersecarono processi di crescita politica, economica e sociale.

Con la prima rivoluzione industriale e poi soprattutto con la seconda, l’uomo del mondo occidentale si trovò a vivere un’esistenza completamente diversa rispetto ai suoi antenati: i nuovi mezzi di trasporto e di comunicazione hanno accorciato le distanze e i tempi; l’elettricità, l’acqua e il gas nelle città permisero agi mai conosciuti prima e l’accesso ai servizi facilitarono la vita dei cittadini.

2.2Sensibilità dell’epoca

Mentre la modernità avanzava, il sentimento religioso delle persone si affievoliva: da una parte c’era la «morte di Dio» teorizzata da Friedrich Hegel (1770-1831) e, dall’altra, c’era la messa in discussione dell’autorità clericale, in particolare modo quella cristiana.

La Rivoluzione Francese contribuì al diffondersi in Europa della secolarizzazione delle istituzioni e della società.

Durante questo periodo si affermarono con più risonanza rispetto alle altre la corrente filosofica del Positivismo elaborata da Auguste Comte (1798 - 1857) e la teoria dell’Evoluzionismo proposta da Charles Darwin (1809-1882): vi era quindi il progressivo processo che vedeva la conoscenza scientifica sostituire Dio nell’interpretazione dell’universo.

3Borghesia e l’età del progresso: l’ascesa della classe borghese

3.1La composizione della classe borghese

Se già prima della rivoluzione industriale la classe borghese fu molto eterogenea, durante il Lungo Ottocento aumentarono sempre di più gli appartenenti al ceto ma con la linea di demarcazione più netta all’interno del gruppo sociale: in un lato, la cerchia ristretta dell’alta borghesia e, nell’altro, la vastissima platea della bassa borghesia

I protagonisti del trionfo borghese furono quelli dell’industria, della finanza e dei commerci. Questa era una élite ristrettissima che però disponeva un potere economico, quindi anche politico e sociale, influente e potente.

Questi si basavano su una mentalità individualistica che mirava all’unico scopo di produrre profitto e utili.

A comporre l’estesa bassa borghesia o il cosiddetto ceto medio erano tutti quelli che si trovano al di sopra della soglia della povertà, ma ben al di sotto della soglia della ricchezza: ecco quindi che si hanno gli artigiani, i piccoli proprietari terrieri, i liberi professionisti, gli insegnanti, i piccoli commercianti e i tanti impiegati pubblici e privati

Il comun denominatore di tutti questi era il timore di scivolare verso il cosiddetto proletariato

3.2I valori borghesi

Età del progresso: stampa tipografica, telegrafo, ferrovia, macchina a vapore
Età del progresso: stampa tipografica, telegrafo, ferrovia, macchina a vapore — Fonte: getty-images

Nonostante la complessità e la pluralità della borghesia ottocentesca, si affermò lo stereotipo del modello di vita del buon borghese: quest’immagine apparteneva perlopiù ai borghesi industriali ed imprenditoriali, specificatamente del Regno Unito durante l’età vittoriana, i cui pilastri imprescindibili erano il culto del lavoro e la moderatezza nei costumi.

Laborioso ed equilibrato nonché affabile e rispettabile, il buon borghese deve anche consumare senza sciupare, la sua casa arredata in maniera solo funzionale e il suo vestiario esige eleganza, qualità ma anche austerità.

Ad ogni persona di sesso maschile e in età produttiva si chiedeva questo comportamentovirtuoso’ perché potesse ricevere il riconoscimento sociale tanto ambito.

Questa tendenza all’ideale di austerità borghese va a contraddirsi con la realtà dei fatti: l’insaziabile desiderio di rispettabilità si tradusse poi in esibizione del proprio status sociale.

Il lusso borghese si espresse visivamente con una dimora sovrabbondante di suppellettili sfarzosi e con una condotta di vita ipocrita e ossessionata dal denaro e dal sesso.

«Nei momenti di commozione, commuoversi; ma solo commisuratamente al rapporto che vi lega con chi sta offrendo il ricevuto, o con la persona in onore della quale il ricevimento è offerto», Mark Twain, Letters from Earth, 1906.

4Borghesia e l’età del progresso: la fiducia e l’ottimismo del progresso

4.1Le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche

Académie des Sciences di Parigi. Nell'immagine: Luigi XIV, Jean-Baptiste Colbert e Charles Perrault
Académie des Sciences di Parigi. Nell'immagine: Luigi XIV, Jean-Baptiste Colbert e Charles Perrault — Fonte: getty-images

Nell’Ottocento, la novità principale della ricerca scientifica è la sua progressiva professionalizzazione e istituzionalizzazione: non fu più ritenuta un’attività dilettantistica bensì venne elevata a rango accademico, quindi rispettabile e socialmente riconosciuta

Questo sviluppo avvenne in tutta l’Europa, dove vennero fondate diverse accademie e si formò una comunità scientifica transnazionale

La scienza medica fu uno dei campi in cui si ebbe una rivoluzione importante: in questo periodo si scoprirono delle cure e delle terapie contro le malattie che storicamente mietevano vittime, come la tubercolosi o il vaiolo.

Il primo telegrafo di Samuel Morse
Il primo telegrafo di Samuel Morse — Fonte: getty-images

Questo sviluppo medico, accompagnato anche alla maggiore attenzione verso l’igiene personale, contribuì a migliorare la sanità pubblica

Molte delle innovazioni tecnologiche di questo periodo furono possibili grazie all’investimento degli imprenditori e degli industriali sulla ricerca scientifica.

Alcuni esempi più importanti furono: prima il telegrafo elettrico di Samuel Morse (1791-1872) e poi il telefono di Innocenzo Manzetti (1826-1877) o l’illuminazione elettrica con la lampada elettrica ad incandescenza di Thomas Edison (1847-1931).

4.2Luci e ombre del progresso

Danza al Mouline Rouge di Henri de Toulouse-Lautrec
Danza al Mouline Rouge di Henri de Toulouse-Lautrec — Fonte: getty-images

L’immaginario che si ha di questo periodo è gran parte costruito sulla letteratura e sull’arte della cosiddetta Belle Époque francese: da una parte, i contributi letterari di Honoré de Balzac (1799-1850), Gustave Flaubert (1821-1880) e Charles Baudelaire (1821-1867), dall’altra, i dipinti di Édoaurd Manet (1832-1883), Claude Monet (1840-1926) e Pierre-Auguste Renoir (1841-1919).

I luoghi in cui si espresse in maniera limpida i successi ma anche i fallimenti del progresso furono le città: se da una parte queste si adeguarono e si abbellirono per far fronte alle esigenze alla cittadinanza in continuo aumento, soprattutto appartenente al ceto borghese, dall’altra, le istituzioni si persero per strada la parte di popolazione più in difficoltà.

L’ottimismo borghese privilegiò principalmente gli aspetti positivi delle conquiste che la civiltà umana, ovvero quella europea, riuscì ad ottenere: effettivamente le condizioni generali di vita sono migliorate sensibilmente ma, dall’altra parte, il costo di questo progresso comportò danni ambientali, aumento degli armamenti e, soprattutto, la denigrazione delle culture ‘altrenon alfabetizzate, non occidentali e non bianche.

«Le classi medie che si stavano rapidamente espandendo grazie alle attività commerciali, videro nello ‘stile scientifico’ più che in quello tradizionale legato alla religione, un veicolo di espressione simbolica e culturale», Barry Barnes, Scientific Knowledge and Sociological Theory, 1974.