Bonifacio VIII e Filippo il Bello

Bonifacio VIII e Filippo il Bello A cura di Giulia Guadagni.

Storia e caratteristiche del conflitto tra papa Bonifacio VIII e Filippo il Bello, re di Francia, che sfociò nello "schiaffo di Anagni".

1Il contesto dello scontro tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello

Benedetto Caetani, papa Bonifacio VIII dal 1294 al 1303
Benedetto Caetani, papa Bonifacio VIII dal 1294 al 1303 — Fonte: getty-images

Il conflitto che oppose il re di Francia Filippo IV, detto il Bello, e papa Bonifacio VIII fu breve, ma denso di avvenimenti. Nell’arco di una decina d’anni, i due si diedero battaglia a colpi di decreti regi e bolle papali, fino all’apice dell’“oltraggio di Anagni”, nel 1303, quando il re fece prigioniero il papa e tentò senza successo di condurlo in Francia per processarlo. 

Le ragioni del conflitto risiedono nella riorganizzazione politica ed economica della monarchia francese, da un parte, e nel ruolo del papato e nelle ambizioni teocratiche di Bonifacio VIII, dall’altra. 

Nel 1294, fu eletto papa un eremita molisano, Pietro da Morrone, col nome di Celestino V. Questa elezione aveva alimentato le speranze di chi auspicava in una limitazione del potere papale al solo ambito spirituale. Celestino V deluse i suoi sostenitori – fra i quali c’era anche Danteabdicando dopo pochi mesi

2I protagonisti: Bonifacio VIII e Filippo il Bello

A Celestino V succedette, col nome di Bonifacio VIII, Benedetto Caetani, esponente di una famiglia nobile del Lazio. I suoi progetti erano di tutt’altro tenore: voleva un papato potente, che detenesse solidamente entrambi i poteri, spirituale e temporale, conservando la propria superiorità rispetto alle monarchie europee e ai comuni.

Per rilanciare il ruolo della Chiesa come dispensatrice di salvezza – in un periodo in cui da più parti si alzavano voci di dissenso e richieste di rinnovamento e ritorno ai valori evangelici – Bonifacio VIII indisse il primo giubileo, o “anno santo”, garantendo il perdono di ogni peccato a tutti coloro che si fossero recati a Roma in pellegrinaggio.

Filippo Il Bello, l’avversario di Bonifacio VIII, fu re di Francia dal 1285 al 1314. Faceva parte della dinastia dei Capetingi, iniziata nel X secolo da Ugo Capeto, e si impegnò a proseguire l’opera di consolidamento del potere monarchico iniziata dai suoi predecessori.

Filippo IV detto il Bello, 1300: re di Francia
Filippo IV detto il Bello, 1300: re di Francia — Fonte: getty-images

Avvalendosi del contributo di consiglieri esperti, il re impose una serie di riforme che avviarono il Regno di Francia a diventare una monarchia nazionale.

Filippo il Bello è ricordato anche per la sanguinosa fine dell’Ordine dei Templari, da lui orchestrata per impadronirsi delle ricchezze dell’Ordine e per liberarsi di uno scomodo creditore. La soppressione dell’Ordine fu resa possibile dalla collaborazione di papa Clemente V, eletto per volere del re dopo la morte di Bonifacio VIII.

3La prima fase del conflitto: il problema della tassazione del clero

Nell’ambito della riorganizzazione della fiscalità del regno, per assicurare alla monarchia maggiore prosperità economica, Filippo il Bello impose delle tasse anche agli ecclesiastici, che fino ad allora erano stati immuni al prelievo fiscale.

Il papa reagì immediatamente ordinando al clero francese di non versare alcuna tassa senza la sua autorizzazione. La posta in gioco di questo primo episodio di conflitto, almeno dal punto di vista di papa Caetani, non era solo economica: ne andava del rapporto di forza fra la monarchia francese e il papato e del prestigio politico “internazionale” di quest’ultimo.

Per tutta risposta, il re ordinò che i proventi delle decime raccolte in Francia dalla Chiesa non potessero uscire dai confini del Regno, impedendo che raggiungessero Roma.

Questa prima fase dello scontro si risolse con un compromesso. Il papa riconobbe al re la facoltà di tassare il clero, almeno in una certa misura.

4Il secondo round: la bolla Unam Sanctam e l’oltraggio di Anagni

Assemblea degli Stati Generali, 10 aprile 1302
Assemblea degli Stati Generali, 10 aprile 1302 — Fonte: getty-images

Il conflitto fra il re di Francia e il papa si riaccese poco tempo dopo. Anche questa volta fu il re a fare la prima mossa, arrestando Bernardo Saisset, vescovo di Pamiers, devoto al papa e difensore delle sue ragioni.

Già un tale gesto non poteva lasciare indifferente Bonifacio VIII, ma Filippo si spinse anche oltre. Convocò per la prima volta gli Stati generali, un’assemblea che riuniva i rappresentanti dei tre ceti, o stati, della società francese: nobiltà feudale, clero e borghesia cittadina. Filippo IV fece proclamare all’assemblea che i poteri del re provenivano direttamente con Dio senza bisogno della mediazione del papa.

La risposta del papa non si fece attendere. Bonifacio VIII emanò la bolla Unam sanctam (1302), manifesto del suo progetto teocratico, in cui si ribadiva la superiorità del potere della Chiesa su qualsiasi potere politico laico.

Filippo il Bello portò lo scontro al suo apice accusando il papa di avere usurpato il trono pontificio e chiamandolo a risponderne in un processo davanti a un tribunale francese. Per condurre Bonifacio VIII in Francia, il re inviò un contingente armato guidato da Guglielmo di Nogaret, suo consigliere. Ai francesi si unì un gruppo di cavalieri guidati da Sciarra Colonna. La truppa raggiunse il papa ad Anagni, nel basso Lazio, e lo tenne prigioniero per alcuni giorni nella sua dimora.

Rappresentazione dello schiaffo di Anagni del 1303: Sciarra Colonna schiaffeggia papa Bonifacio VIII
Rappresentazione dello schiaffo di Anagni del 1303: Sciarra Colonna schiaffeggia papa Bonifacio VIII — Fonte: getty-images

Alcune fonti riportano che il papa sarebbe stato maltrattato e malmenato. Non è certo che sia andata così, ma questo episodio è passato alla storia come “lo schiaffo di Anagni”, a causa di uno schiaffo che Sciarra Colonna avrebbe dato al papa.

Schiaffo o no, quel che è sicuro è che il tentativo del re di portare il papa prigioniero in Francia fu un grave affronto. Ma Filippo non ottenne quello che voleva. Dopo qualche giorno di prigionia il re fu liberato, anche grazie all’intervento degli abitanti di Anagni, e Guglielmo di Nogaret dovette ripiegare.

Nonostante non sia riuscito a portare il papa in Francia per processarlo, si può riconoscere a Filippo il Bello la vittoria complessiva di questo aspro scontro. Bonifacio VIII morì poco dopo i fatti di Anagni, senza essere riuscito a imporre l’autorità pontificia sul regno di Francia e avendo visto naufragare il suo progetto teocratico. Certo, lo stato pontificio era un Regno abbastanza vasto, ma le monarchie europee non riconoscevano al papato alcun ruolo di egemonia politica.

Inoltre, dopo la morte di papa Caetani e la breve successione di papa Benedetto XI, Filippo il Bello riuscì a far eleggere un papa francese, il vescovo di Bordeaux, col nome di Clemente V. Nei decenni successivi, fino al 1377, la sede papale si trasferì in Francia, ad Avignone, e i papi furono tutti francesi.

    Domande & Risposte
  • Perché avviene lo scontro tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello?

    I motivi dello scontro risiedono nella riorganizzazione politica ed economica della monarchia francese e nelle ambizioni teocratiche di papa Bonifacio VIII.

  • Cos'è lo schiaffo di Anagni?

    Alcune fonti riportano che papa Bonifacio VIII sarebbe stato schiaffeggiato da Sciarra Colonna nel suo palazzo ad Anagni.

  • Quali furono le caratteristiche del papato di Bonifacio VIII?

    Bonifacio VIII voleva riaffermare il potere politico e spirituale del papato e conservare la sua superiorità rispetto alle monarchie europee e ai comuni.

  • Chi era Bonifacio VIII?

    Bonifacio VIII, nato Benedetto Caetani, papa della chiesa cattolica che celebrò il primo Giubileo della storia.