La bomba atomica: caratteristiche e conseguenze

La bomba atomica: caratteristiche e conseguenze A cura di Edoardo Angione.

Riassunto dei fatti che portarono all'utilizzo della bomba atomica nel 1945 segnando la fine della seconda guerra mondiale

1L’ultima potenza dell’Asse

Harry Truman (1884-1972)
Harry Truman (1884-1972) — Fonte: getty-images

Tra il 1941 ed il 1945, un gruppo di scienziati americani sviluppano la bomba atomica, che viene provata per la prima volta il 16 luglio del 1945. La difficile decisione di gettarla sul Giappone toccò al neoeletto presidente Harry S. Truman (1884-1972): l’idea era quella di far terminare in fretta la guerra col Giappone, ma fu certamente anche una prova di forza nei confronti del potente alleato sovietico. La prima bomba atomica, nome in codice “Little Boy”, viene lanciata sulla città di Hiroshima il 6 agosto del 1945, la seconda, nome in codice “Fat Man” tre giorni dopo, su Nagasaki. Pochi giorni dopo, il 14 agosto del ‘45, il Giappone si arrende.

La bomba atomica è stata una svolta epocale non soltanto nella tecnica militare, ma anche storica: un’arma talmente pericolosa da poter modificare per sempre la politica internazionale, dando inizio alla ‘guerra fredda’ tra due superpotenze: Stati Uniti ed Unione Sovietica.   

Le mire espansionistiche del Giappone sull’Asia spinsero il paese ad attaccare la regione cinese della Manciuria nel 1931, instaurando con la forza un regime fantoccio in Manciuria dall’anno successivo. Nel 1937 il Giappone entra in guerra con la Cina, dando inizio ad una brutale campagna militare con la presa di Nanchino a dicembre. Alla fine del 1941, in piena Seconda Guerra Mondiale, il Giappone entra formalmente in guerra a fianco dell’Asse, con il drammatico attacco a sorpresa di Pearl Harbour contro gli Stati Uniti, che dichiararono immediatamente guerra al Giappone.  Nei tre anni successivi, le due potenze si erano fronteggiate sull’Oceano Pacifico. Alla fine del ‘44, mentre in Europa le cose sembravano mettersi bene per gli Alleati, gli Stati Uniti avevano iniziato a bombardare il Giappone con l’apporto di portaerei e bombardieri strategici.   

Chiang Kai-shek alla guida di un gruppo di soldati
Chiang Kai-shek alla guida di un gruppo di soldati — Fonte: getty-images

In cinese 'Pinyin', la Manciuria è una regione situata nel nord-est della Cina. I giapponesi attaccarono la regione nel 1931, ed il regime fantoccio (Manchukuo) venne instaurato nel marzo del '32. A capo dello stato venne nominato Puyi, ultimo imperatore della dinastia Qing, ma si trattava di un regime rigidamente controllato dal Giappone, che tramutò la Manciuria in una base militare ed industriale per iniziare un'invasione dell'Asia.      

Nanchino, attualmente capitale della provincia cinese del Jiangsu, era dal 1927 la capitale della Repubblica di Cina, il regime del generalissimo Chiang Kai-shek. L'occupazione di Nanchino fu un vero e proprio massacro, che causò più di 300.000 morti.      

L'asse era la coalizione di paesi guidata da Germania, Italia e Giappone che durante la Seconda guerra mondiale si opposero agli Alleati. L'asse Roma-Berlino era stata proclamata a Roma nel 1936. Sempre nel 1936. Il Giappone, che aveva iniziato un'offensiva contro la Cina dal 1931, firmò un patto anti-comintern con la Germania nazista nel 1936, e nel 1940 il Patto Tripartito con Italia e Germania che sancì l'alleanza definitiva tra i tre paesi. Con l'attacco di Pearl Harbour, nel 1941, il Giappone attacca formalmente gli Stati Uniti.      

Poco prima delle otto di mattina del 7 dicembre 1941, l’aeronautica giapponese sferra un devastante attacco alla base navale americana di Pearl Harbor, nell’isola di Oahu, alle Hawaii. Era il primo attacco straniero su suolo americano, ed era un attacco a sorpresa, senza nessuna formale dichiarazione di guerra. Il giorno dopo, gli Stati uniti approvano la dichiarazine di guerra al Giappone, e l’11 dicembre Germania e Italia, secondo il patto tripartito, dichiarano a loro volta guerra agli Stati Uniti.      

Esplosione a  Ford Island, Pearl Harbour, durante l'attacco del Giappone
Esplosione a Ford Island, Pearl Harbour, durante l'attacco del Giappone — Fonte: getty-images

I piani prevedevano uno sbarco in Giappone per l’estate del 1945, ma il combattivo impero non sembrava minimamente intenzionato ad arrendersi, ricorrendo a misure estreme, come gli attacchi suicidi dei kamikaze in battaglie che iniziavano a causare perdite piuttosto gravi alla marina statunitense. Anche per il popolo giapponese le operazioni americane furono una prova durissima: negli ultimi sette mesi di ‘bombardamenti strategici’ vennero rase al suolo 67 città giapponesi, circa 500.000 persone persero la vita, e cinque milioni di cittadini rimasero senza casa. Nonostante questo, nel luglio del ‘45 il Giappone era più che deciso a fronteggiare gli americani prossimi allo sbarco: si prevedeva che lo sbarco avrebbe causato milioni di perdite all’esercito americano.    

L'espressione "kamikaze" significa 'vento divino', ed indicava gli appartenenti ad un corpo di piloti volontari dell'aeronautica giapponese, che compievano attacchi suicidi contro il nemico, gettandosi contro le portaeree americane con gli aerei carichi di esplosivi.    

2I progressi scientifici

Albert Einstein (1879-1955)
Albert Einstein (1879-1955) — Fonte: getty-images

Nel 1939, il presidente degli stati uniti Franklin D. Roosevelt (1882-1945) riceve una lettera firmata da Albert Einstein (1879-1955). C’era scritto che il lavoro di alcuni fisici, tra cui Enrico Fermi (1901-1954), stava rendendo possibile la costruzione di bombe atomiche dall’enorme potenziale distruttivo. Einstein raccomandava al presidente di assicurare agli Stati Uniti una riserva di uranio e di stanziare fondi per la ricerca, sottolineando il fatto che anche la Germania nazista stava compiendo ricerche per costruire una bomba atomica.    

Franklin D. Roosevelt, 32esimo presidente degli Stati Uniti (dal 1933 al 1945), fu l'unico presidente ad essere eletto per quattro mandati consecutivi, e governò il paese durante due delle peggiori crisi che attraversò nel '900: la Grande Depressione, e la Seconda guerra mondiale. Espanse i poteri del governo federale attraverso una serie di riforme (il New Deal) ed architettò l'azione comune per sconfiggere il nazismo ed il militarismo cinese. Sin da quando aveva 39 anni, Roosevelt aveva perso l'uso delle gambe a causa della poliomelite.    

Albert Einstein, nato in Germania, è generalmente considerato il fisico più importante del '900. Elaborò le teorie della relatività e vinse un premio Nobel per la fisica nel '21.    

Nato a Roma, Enrico Fermi è stato uno degli scienziati più influenti nello sviluppo dell'energia nucleare. Ha vinto un Nobel per la fisica nel 1938, cogliendo l'occasione per emigrare negli Stati Uniti: sua moglie Laura era ebrea, e l'Italia stava adottando le leggi razziali.    

Franklin Roosvelt (1882 - 1945) e la moglie Eleanor, nota attivista per i diritti umani.
Franklin Roosvelt (1882 - 1945) e la moglie Eleanor, nota attivista per i diritti umani. — Fonte: getty-images

Roosevelt non perse tempo: dopo ulteriori ricerche, nel 1941 prende avvio il ‘progetto Manhattan’, che aveva lo scopo di costruire una bomba atomica. Ad Oak Ridge, nel Tennessee, venne costruito un centro di ricerca diretto da Robert Oppenheimer, a cui lavorarono molti scienziati tedeschi sfuggiti al nazismo. Quattro anni dopo, il 16 luglio del 1945, la prima bomba atomica della storia esplose in un test svoltosi ad Alamogordo, un poligono che si trovava nel deserto del New Mexico: il nome in codice dell’operazione era “Trinity”, e la bomba venne ironicamente chiamata “il gadget”.   

Nel frattempo, Franklin D. Roosevelt, eletto da poco presidente per la quarta volta, ma provato dalla guerra e dalle sue condizioni di salute, era morto il 12 aprile: sarà il suo vicepresidente Harry Truman a ereditarne la carica, e ad assumersi la pesante responsabilità del lancio delle due bombe atomiche sul Giappone.   

Robert Oppenheimer, figlio di un immigrato tedesco, è stato un fisico americano. Diresse il laboratorio di Los Alamos durante lo sviluppo della bomba atomica e, dal 1946 al 1966, l'Institute for Advanced Study di Princeton. In seguito, nel 1953, verrà accusato ingiustamente di aver avuto rapporti con i comunisti, perdendo la sua posizione nella Commissione per l'Energia Atomica.   

3Una decisione veloce

Il nuovo presidente Truman era un veterano della Prima guerra mondiale: aveva conosciuto personalmente i costi del combattimento in prima linea. Gli americani erano inoltre piuttosto ostili al Giappone, una potenza imperialista e guerrafondaia: la vittoria doveva essere veloce e completa, e l’obiettivo era quello di una resa senza condizioni. Nel maggio del ‘45 Truman aveva istituito una commissione apposita (‘Interim Committee’) per decidere se utilizzare o meno la bomba atomica, affiancata anche da scienziati del Progetto Manhattan, tra cui si trovava anche Enrico Fermi. La commissione decise che la bomba andava lanciata contro il Giappone il prima possibile, che il bersaglio avrebbe dovuto essere doppio, e che il lancio andava effettuato senza preavviso. La decisione, dunque, era già presa, ed era in linea con le inclinazioni di Truman.

Il 16 luglio del ‘45 Truman venne a sapere dell’operazione Trinity: il lancio della prima bomba atomica nel deserto del Nuovo Messico. Il giorno dopo iniziò la Conferenza di Potsdam, in Germania, dove Truman incontrò Churchill e Stalin, occasione in cui venne firmata la Dichiarazione di Potsdam (26 luglio): un ultimatum al Giappone, firmato da Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina, dove non si menzionava specificamente la bomba, ma si minacciava una la “totale devastazione della patria giapponese”. Il Giappone non si arrese: tra le molte ragioni c’era forse il fatto che l’Unione Sovietica non aveva partecipato alla Dichiarazione di Potsdam, che tra l’altro non dava indicazioni sul futuro dell’imperatore Hirohito, che i giapponesi consideravano un’incarnazione divina ed un simbolo di identità nazionale. Dopo un’altra, inutile, richiesta giapponese per negoziare la pace, gli eventi proseguirono in modo veloce ed inesorabile.     

Durante la Conferenza di Potsdam (17 luglio - 2 agosto 1945), Churchill, Stalin e Truman, con la partecipazione di Francia e Cina, esaminarono i problemi della pace al termine della Seconda guerra mondiale.     

4Il lancio della bomba

Il 6 agosto del ‘45 l’Enola Gay, un B-29 americano, lanciò la prima bomba atomica sulla città di Hiroshima, uccidendo all’istante circa 70.000 persone, e radendo al suolo un’area urbana di 11,4 km quadrati.    

  • La forza dell’esplosione fu pari a circa 20.000 tonnellate di tritolo
  • La temperatura al centro dell’esplosione fu di circa 3000-4000 ºC, più o meno il triplo della lava durante un’eruzione vulcanica
  • Il 67% di tutti gli edifici di Hiroshima vennero distrutti

Due giorni dopo, l’esercito sovietico attaccò la Manciuria occupata dal Giappone. Il 9 agosto, gli Stati Uniti lanciarono la seconda bomba atomica, stavolta sulla città di Nagasaki, uccidendo all’istante circa 40.000 persone.  

L'equipaggio dell'Enola Gay ed il comandante Paul W. Tibbets Jr. al centro
L'equipaggio dell'Enola Gay ed il comandante Paul W. Tibbets Jr. al centro — Fonte: getty-images

Oltre alle vittime morte all’istante, in molti perirono entro un anno a causa delle radiazioni e delle bruciature, ed un alto numero di giapponesi moriranno in seguito di cancro o di malformazioni alla nascita, tutte conseguenze a lungo termine della bomba atomica.  

Il Boeing B-29, o 'superfortezza', era un aeroplano di grandi dimensioni con un'apertura alare di 43 metri, appositamente progettato per il bombardamento strategico, ideale per operazioni di lunga distanza.
I B-29 potevano trasportare fino a 9 tonnellate di bombe ad una velocità di 470 km h per più di 5000 km.   

5Le conseguenze del lancio della bomba atomica

Hibakusha vittime dell'esplosione atomica di Hiroshima
Hibakusha vittime dell'esplosione atomica di Hiroshima — Fonte: getty-images

Dopo le due drammatiche esplosioni, la resa giapponese non si fece attendere. La richiesta, che arrivò a Washington il 10 agosto conteneva soltanto un’unica clausola: che l’imperatore rimanesse al suo posto. Truman acconsentì, sottoponendo però l’imperatore all’autorità delle forze di occupazione. Le vittime vennero stimate intorno alle 117.000 dagli americani, ma le cifre più attendibili oscillano tra le 230.000 e le 250.000, senza contare le orribili conseguenze subite dai sopravvissuti alla bomba, conosciuti in giappone come ‘hibakusha’. 

Nel 1945 non ci furono particolari proteste in seguito alle bombe atomiche: in quel momento, la comunità internazionale non era particolarmente comprensiva con un Giappone le cui politiche aggressive e di dominio avevano causato le morti di milioni di persone in Asia e nel Pacifico. Fu chiaro a tutti comunque che le bombe atomiche avevano cambiato il mondo: un mese dopo i bombardamenti, il conduttore radiofonico H. V. Kaltenborn paragonò la nuova arma al mostro di Frankenstein: esattamente come la creatura ideata dalla scrittrice Mary Shelley, la nuova arma avrebbe potuto rivoltarsi contro gli americani.  

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Anno dopo anno, i dubbi dell’opinione pubblica sull’utilizzo della bomba atomica iniziavano a crescere, finché nel 1949 anche l’Unione Sovietica entrò in possesso dell’ordigno nucleare. Negli anni ‘50, sia gli Stati Uniti che i sovietici avrebbero sviluppato la bomba all’idrogeno - un’arma ancora più letale, che tra l’altro poteva essere lanciata da un continente all’altro. Il mondo era ormai definitivamente entrato in una fase in cui la Russia e gli Stati Uniti possedevano (e ancora possiedono) armi capaci di distruggere molto più di quanto sarebbe bastato per vincere una guerra, in altre parole l’overkill nucleare.  

Il termine 'overkill nucleare' divenne di uso comune durante la Guerra Fredda per riferirsi alla 'corsa agli armamenti' tra Stati Uniti e Unione Sovietica, che possedevano abbastanza potenza nucleare da distruggersi l'un l'altra in modo completo per molte volte.  

Altre potenze si armeranno in seguito di bombe nucleari: la Gran Bretagna nel 1952, la Francia nel 1960, la Cina nel 1964, e successivamente l’India, il Pakistan ed Israele. Possiamo quindi affermare che la conseguenza più importante della bomba atomica furono i cambiamenti nelle relazioni internazionali: le superpotenze, ovvero Stati Uniti ed Unione Sovietica, non osarono dare inizio alla guerra per paura delle armi nucleari: stava iniziando il lungo periodo che ricordiamo come guerra fredda. Soltanto alla fine della guerra fredda la ‘corsa agli armamenti’ ha subito un notevole rallentamento, ma nonostante questo una serie di Paesi, spesso politicamente instabili, continuano ad acquisire armamenti nucleari, mettendo a repentaglio la sicurezza internazionale.  

Una superpotenza è una nazione economicamente e tecnologicamente sviluppata, che dispone di armamenti temibili e di una forte influenza sulla politica mondiale. Negli anni della 'guerra fredda' le principali 'superpotenze' saranno l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti.  

La guerra fredda fu un lungo periodo di ostilità tra Stati Uniti ed Unione Sovietica, che inizia nel secondo dopoguerra (circa il 1947) e termina con il crollo del muro di Berlino (1989) e con la fine dell'Unione Sovietica (1991).  

La prossima guerra mondiale sarà combattuta con le pietre.