Boccaccio: le 10 cose che devi sapere per superare l'interrogazione

Di Veronica Adriani.

10 cose da tenere a mente su Giovanni Boccaccio per fare un'interrogazione perfetta. Spunti e risorse audio e video per approfondire

GIOVANNI BOCCACCIO

Quali sono le 10 cose da sapere su Giovanni Boccaccio?
Quali sono le 10 cose da sapere su Giovanni Boccaccio? — Fonte: getty-images

Il nome di Giovanni Boccaccio è legato indissolubilmente al suo Decameron. Ma la produzione dell'autore è molto eterogenea, e comprende anche opere che presentano tutt'altro stile.

In questo articolo proviamo a mettere insieme i 10 temi più importanti che riguardano la figura di Boccaccio. In fondo, poi, trovi anche tutti gli approfondimenti che possono servirti per trovare informazioni ancora più precise.

10 COSE DA SAPERE SU GIOVANNI BOCCACCIO

Ecco 10 cose che devi tenere a mente su Giovanni Boccaccio:

  1. Boccaccio è stato un erudito a tutto tondo. È nato a Certaldo (o a Firenze, non è chiaro), figlio di un mercante. Per seguire suo padre si trasferisce a Napoli già a 14 anni, ma decide di non seguire il mestiere del padre. Frequenta invece la corte angioina, dove si a divertimenti mondani, ai primi amori e alla lettura dei romanzi francesi e della poesia provenzale e fiorentina.
    E proprio da questo amore per la letteratura nasce in Boccaccio un’idea: riportare in lingua volgare fiorentina la materia tratta dai romanzi francesi e da quelli latini, oltre che di parlare dei suoi amori giovanili creando una letteratura di intrattenimento per un pubblico aristocratico e soprattutto femminile.
    E così Boccaccio scrive prima il Filostrato, poi la Teseida, poi il Filocolo, ma nel 1340, con il fallimento della compagnia dei Bardi e l’inasprirsi dei rapporti tra Napoli e Firenze, è costretto a tornare in Toscana.

  2. Boccaccio è segnato dall'epidemia di peste del 1348, che è anche spunto per il suo Decameron. L'evento è importante perché è durante questo periodo che perde anche suo padre. È proprio ora, infatti, che gradualmente si stacca dalla letteratura alta, cortese, per abbracciare invece quella realistica e popolareggiante, che porterà alla stesura della sua opera più famosa. Scrivere il Decameron per lui significa aprirsi le porte del Comune di Firenze, per cui riesce ad ottenere alcuni incarichi, che lo risollevano almeno parzialmente dai problemi economici.

  3. Boccaccio si lega fortemente a Petrarca, da lui considerato un modello di intellettuale, da cui eredita l’amore per i classici, che inizia a studiare maggiormente. In questo periodo che nella sua mente si fanno strada scrupoli religiosi che, sembra, lo portano addirittura a pensare di bruciare il Decameron. A proposito di quest'opera e della relativa censura, va ricordato che, nonostante le critiche, l’opera trova un pubblico immediatamente entusiasta. Pietro Bembo, nel Cinquecento propone di utilizzare il Decameron come testo a modello della prosa letteraria. Di contro, nel 1559 l’opera viene inserita nell’Indice dei libri proibiti, ma continua a circolare sia in forma clandestina sia in strane copie “moralizzate”, cioè mutile delle parti più licenziose e corrotte secondo il giudizio della Chiesa.

  4. Nel 1365 Boccaccio scrive il Corbaccio, che rappresenta un brusco cambiamento rispetto a tutta la sua letteratura precedente: in quest’opera la simpatia e l’antica ammirazione per le donne si trasformano in una aperta misoginia.

  5. Il Filostrato viene composto da Boccaccio nel 1335, e ha tema amoroso. Si tratta di un poema in ottave ispirato al ciclo troiano, uno dei repertori di storie di cavalleria a cui attingevano i romanzi francesi tanto amati da Boccaccio. Quest’opera resta importantissima per la nostra letteratura soprattutto per il tipo di metro scelto: l’ottava rima diventa da questo momento il metro per eccellenza della poesia narrativa e soprattutto cavalleresca che caratterizza il genere dei cantari.   

  6. Il Filocolo invece è stato scritto fra il 1336 e il 1339, e rappresenta al meglio l’atteggiamento sperimentale di Boccaccio. Riprende una storia famosissima ai suoi tempi, quella di Florio e Biancifiore, e cioè una leggenda di origine francese che circola largamente anche in Italia attraverso i cantari, molto amata dal pubblico sia colto che cortese.


    A differenza del Filostrato, il Filocolo è in prosa, ed è dedicata apertamente a Fiammetta, la donna amata da Boccaccio. La lingua è latineggiante, la trama coinvolgente.

  7. Passiamo al Teseida. Per quest’opera Boccaccio riprende i temi della Tebaide di Stazio. Composto fra il 1339 e il 1340 affronta l'innamoramento di due ragazzi tebani (Arcita e Palemone) per la bella Emilia, cognata di Teseo, e sullo sfondo della guerra di quest’ultimo contro le amazzoni.

  8. Il più importante tema da trattare riguardo al Decameron è la composizione. La stesura dell’opera risale al periodo che va tra il 1349 e il 1353, ma alcune delle novelle che lo compongono circolarono indipendentemente prima di essere sistemate in via definitiva nel lavoro completo. La struttura del Decameron risponde a un’esigenza tipicamente medievale: vedere organizzata la narrazione in modo coerente e ordinato in un quadro che rispondesse alla perfezione numerica. Ecco perché l’opera è composta da 100 novelle: 10 giornate per 10 novelle ciascuna.

  9. Vediamo invece brevemente quali sono le principali tematiche del Decameron:
    - Le donne: Boccaccio compone il suo capolavoro pensando a loro, ai loro tormenti amorosi e al fatto che, a differenza degli uomini, queste non hanno modo di distrarsi dalle pene sentimentali se non ricorrendo al piacere del racconto. Le donne sono nel Decameron un personaggio costante: sensualissime, materne oppure fiabesche. Attraverso tutte queste sfaccettature Boccaccio rappresenta ogni possibile angolazione delle femminilità.
    - Il tema dell’amore e del desiderio amoroso. Anche qui Boccaccio mostra una grande versatilità perché l’amore non è rappresentato in una sola accezione ma lo troviamo a volte comico, altre struggente e passionale, altre ancora casto o idealizzato.
    - L’avventura è un altro importante tassello in questo gigantesco quadro: la stragrande maggioranza delle novelle narra viaggi avventurosi in mondi terreni o territori magici che mettono l’uomo in rapporto con forze benigne o maligne dando l’opportunità all’autore di riflettere sulla volubilità dell’animo umano e dei vizi.

    A questo si collega il discorso sul rapporto fra Natura e Fortuna, due forze che l’uomo si trova a dover affrontare nella vita.
    - Religione e clero: sono elementi centrali intorno a cui ruota tutta la vita del comune uomo trecentesco e medievale in generale. Nonostante questo, Boccaccio non si lascia scappare l’occasione di criticare gli atteggiamenti più ipocriti di tanti uomini di chiesa.

  10. La figura di Boccaccio è spesso associata al mondo mercantile, e non è un caso. All'interno delle novelle del Decameron, e più in generale nella sua prosa, emergono temi che hanno molto a che fare con il commercio e la trasformazione di quest'epoca. Se in Dante e in Petrarca il tema della religione e la tradizione amorosa sono ancora preponderanti, in Boccaccio i personaggi esprimono nuove necessità e una licenziosità che ha molto a che fare con queste ultime. I personaggi di Boccaccio sono uomini e donne di mondo, che sanno vivere con astuzia e sono estremamente pragmatici. Anche nelle novelle più comiche del Decameron, il modo in cui i personaggi riescono a cavarsi d'impaccio con l'aiuto della loro astuzia e della fortuna - intesa anche come destino che l'uomo stesso si crea - racconta molto di come il Medioevo di lì a poco lascerà spazio all'età moderna.

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