Biennale di Venezia: cos'è e come funziona. Storia, caratteristiche e protagonisti

Storia, caratteristiche e protagonisti della Biennale di Venezia, l’Esposizione internazionale d’arte più antica e prestigiosa al mondo, focalizzata su Architettura, Arti Visive, Cinema, Danza, Musica e Teatro.
Biennale di Venezia: cos'è e come funziona. Storia, caratteristiche e protagonisti
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1Introduzione

Biennale di Venezia
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L’Esposizione internazionale d'arte di Venezia, più nota semplicemente come la Biennale di Venezia, è la rassegna internazionale d’arte più antica nonché una delle più prestigiose al mondo, organizzata ogni due anni nella città di Venezia.  

Fondata nel 1893, la Biennale di Venezia aveva lo scopo di promuovere l’arte contemporanea. Contestualmente, nel corso del Novecento, l’Ente arricchì la propria offerta culturale organizzando Mostre d’Architettura, di Cinema e Festival di Musica, di Teatro e di Danza.  

La Biennale ha il compito primario di promuovere le avanguardie e le nuove tendenze delle discipline artistiche di cui sopra ma, in particolare in modo, quelle nell’ambito dell’arte contemporanea, invitando tutti quanti al dialogo e al confronto tra le pluralità di voci e di punti di vista.  

2Biennale di Venezia: 1895-1945

2.1Fondazione

L'inaugurazione della nona Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, 1910
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L’atto ufficiale della fondazione della Biennale è datato 19 aprile 1893. I promotori principali dell’Esposizione furono il poeta nonché sindaco di Venezia Riccardo Selvatico (1849-1901), l’accademico Antonio Fradeletto (1858-1930) e il matematico Giovanni Bordiga (1854-1933).

Dal forte carattere internazionale, la I Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia fu inaugurata il 30 aprile 1895. L’evento ebbe un notevolissimo successo e si consumò anche il primo “scandalo, il tratto distintivo che caratterizza le edizioni della Biennale.

2.2Anni Dieci e Venti

Le prime Biennali fino al 1912 furono delle esposizioni di retroguardia, dal gusto pompiers dei salons ufficiali. Gli intellettuali e gli artisti insofferenti a questa direzione artistica organizzarono dal 1909 al 1920 l’anti-Biennale di Ca’ Pesaro

Un cambio direzione della Biennale avvenne nel 1920 con il nuovo segretario  generale Vittorio Pica (1862-1930), che tentò di esporre le esperienze artistiche più moderne. Tuttavia, le edizioni successive fino al 1926 risentirono di freni politici che scaddero nel conformismo

2.3Periodo fascista

XI° Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia, 1914: 15 aprile - 31 ottobre
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L’era di Giuseppe Volpi (1877-1947) alla Biennale iniziò con l’edizione del 1930: l’obiettivo del nuovo presidente era quello di rendere Venezia un grande festival turistico culturale: nel 1930 nacque il Festival della Musica; nel 1932 la Mostra del Cinema; e nel 1934 il Festival del Teatro

Le Biennali degli Anni Trenta furono sulla falsariga di quella del 1930. Solo dal 1936 in poi le edizioni si legarono al regime fascista. Nel 1942 l’Ente arrestò le sue attività in attesa che il dramma della Seconda Guerra Mondiale cessasse. 

3Biennale di Venezia: 1948-1973

3.1Secondo dopoguerra

XXII Esposizione della Biennale Di Venezia, 1940
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Se Venezia riprese la propria vivacità culturale fu grazie al lavoro del sindaco Giovanni Ponti (1896-1961) e dello storico dell’arte Rodolfo Pallucchini (1908-1989): essi riuscirono nell’impresa di realizzare la Biennale del 1948, ritenuta la mostra d’arte moderna più grande e più completa mai allestita al mondo. 

Le Biennali di Pallucchini furono caratterizzate dall’arte d’avanguardia. Fu così fino al 1956, quando il nuovo presidente dell’Ente Massimo Alesi (1907-1988) rivolse la rotta verso le esperienze realiste e figurative, accedendo numerose controversie.

3.2Anni Sessanta e Settanta

L'ingresso alla 34° Biennale di Venezia. Giugno 1968
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La gestione del nuovo segretario della Biennale Gian Alberto Dell'Acqua (1909-2004) fu complessa. Se le prime edizioni furono sottotono, quelle del 1964 e del 1968 furono tumultuose e con numerose polemiche.

In attesa della riforma dello statuto, la Biennale inseguì il nuovo: l’edizionedi ricerca” del 1970 fu l’ultima di Dell’Acqua; mentre l’Esposizione del 1972, targata Mario Penelope (1915-1992), fu la prima nella storia dell’Ente ad avere un tema: Opera o comportamento, orientamento poi mantenuto negli anni successivi.

Il 1973 fu l’anno zero della Biennale, il momento in cui il Parlamento approvò il nuovo statuto dell’Ente. Oltre alla struttura organizzativa, l’impostazione programmatica fu la novità più importante che fu felicemente portata avanti da Carlo Ripa di Meana (1929-2018), il nuovo direttore della Biennale.

4Biennale di Venezia: 1974-1998

4.1Anni Settanta e Ottanta

Carlo Ripa di Meana, Roma 1977. Presidente della Biennale di Venezia dal 1974 al 1979
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Le ultime Biennali degli Anni Settanta sotto Ripa di Meana furono edizioni senza numero. La sua gestione passò alla storia principalmente per la Biennale del dissenso del 1977, la più politicamente impegnata, che rifletteva la situazione geopolitica della Guerra Fredda tra il mondo occidentale e l’Unione Sovietica.

Sotto la gestione del presidente Giuseppe Galasso (1929-2018), l’Ente veneziano visse il suo ritorno alla “normalità”: esso si consolidò istituzionalmente e strutturalmente — nel 1980 fu inaugurata la Mostra d’Architettura — riacquistando così il proprio prestigio nel mondo della cultura.

Nella storia della Biennale, le Esposizioni degli Anni Ottanta furono considerate di “riflusso”: si tratta delle edizioni curate da Luigi Carluccio (1911-1981), Maurizio Calvesi (1927-2020) e Giovanni Carandente (1920-2009) che riportarono l’impianto saggistico, proponendo quindi omaggi, retrospettive e antologie storiche.

4.2Anni Novanta

Achille Bonito Oliva
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Occorrerà attendere la Biennale del 1993, curata da Achille Bonito Oliva (1939), e quella del 1997 di Germano Celant (1940-2020), per avere di nuovo un’edizione di aggiornamento sugli ultimi sviluppi dell’arte.

In occasione del Centenario, nel 1995 la Biennale organizzò un’edizione in cui furono promossi tutti i settori di attività. Curata per la prima volta da uno straniero, Jean Clair (1940), l’Esposizione presentò Identità e alterità, una grande mostra sul volto e sul corpo umano nelle opere degli artisti più importanti del Novecento.

Il decreto legislativo del 23 gennaio 1998 del Consiglio dei Ministri trasformò la Biennale di Venezia in «Società di cultura». Nel quadriennio del primo presidente col nuovo statuto, Paolo Baratta (1939), furono gettate le fondamenta strutturali e programmatiche della Biennale attuale.

5Biennale di Venezia: attualità

5.1Anni Duemila

Harald Szeemann alla Biennale di Venezia
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Il nuovo corso della Biennale fu inaugurato con il recupero degli spazi storici veneziani dell’Arsenale e con la curatela delle Esposizioni del 1999 e del 2001 di Harald Szeemann (1933-2005). Queste edizioni accolsero le novità dal mondo e dalle nuove generazioni

Le attuali Biennali degli anni Duemila hanno intrapreso la direzione tracciata dalla presidenza Baratta: aggiornamenti sugli sviluppi dell’arte contemporanea e selezioni di artisti e di opere che possano creare un’esposizione che risponda alle necessità culturali del pubblico visitatore

L’attuale Biennale di Venezia non è solo l’Esposizione: durante la presidenza Baratta è stato possibile ampliare e consolidare l’offerta culturale: oltre al rinnovo e alla risistemazione dell’Archivio Storico, l’Ente promuove le attività Educational, il College, e numerose conferenze e convegni permanenti.

5.2Caratteristiche

Il curatore americano della 58a Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia Ralph Rugoff (a sinistra) e il Presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta. 7 maggio 2019
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La realizzazione dell’Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia è affidata al curatore, su nomina del CdA, che si occupa autonomamente di selezionare gli artisti e le opere e di mettere a punto l’allestimento per la mostra principale della manifestazione.

La partecipazione dei paesi esteri alla manifestazione è libera. Una commissione specifica, la quale si confronta col curatore dell’Esposizione, è incaricata alla selezione autonoma degli artisti e delle opere e all’allestimento del proprio padiglione. Col passare del tempo il numero dei paesi partecipanti è sempre più alto.

La sede istituzionale della Biennale è a Palazzo Ca' Giustinian, dove si tengono anche convegni e conferenze. Le sedi dell’Esposizione internazionale sono l’Arsenale, i Giardini e i 36 padiglioni sparsi per la città di Venezia.

Una giuria internazionale assegna i premi: il Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale e per il miglior partecipante alla Mostra Internazionale e il Leone d’Argento per un promettente giovane partecipante alla Mostra Internazionale, dove si aggiungono anche menzioni speciali per categoria.

Uno dei problemi principali della Biennale era la capacità economica per l’organizzazione dell’Esposizione, sostentata principalmente da fondi pubblici. Attualmente, la Fondazione riceve finanziamenti sia dal pubblico che dal privato, che le permette di portare avanti i suoi progetti in maniera sostenibile.