Benjamin Franklin: biografia, pensiero politico e invenzioni

Benjamin Franklin: biografia, pensiero politico e invenzioni A cura di Michele Tommasi.

Biografia e pensiero politico di Benjamin Franklin, scienziato e politico statunitense considerato tra i padri fondatori degli Stati Uniti.

1Introduzione

Scena della firma della Costituzione degli Stati Uniti. Dipinto di Howard Chandler Christy
Scena della firma della Costituzione degli Stati Uniti. Dipinto di Howard Chandler Christy — Fonte: getty-images

In un celebre quadro dipinto nel 1940 da Howard Chandler Christy, è immortalata una delle scene più importanti della storia degli Stati Uniti, ovvero la firma della Costituzione americana, l’evento fondante della nascita degli USA, avvenuto il 17 settembre 1787 nella Independence Hall di Filadelfia. Nel quadro, immediatamente sotto il palco dove spicca George Washington, è seduto in primo piano Benjamin Franklin, che posto al centro dell’immagine catalizza l’attenzione dello spettatore.  

Non è infatti un caso che tra tutti i 55 “Padri fondatori” proprio a Franklin sia riservato un posto così importante, a sottolineare il ruolo che aveva avuto nella nascita della nazione americana. Giornalista, editore, diplomatico, attivista, scienziato e inventore Franklin diede in innumerevoli campi il suo apporto nel definire i valori fondanti della nuova nazione, come un mix di valori pratici (la dedizione al lavoro e la parsimonia) e di valori democratici (lo spirito comunitario e il rifiuto dell’autoritarismo), partecipando a tutti i principali eventi che portarono alla nascita degli Stati Uniti

2L’infanzia e la carriera come giornalista ed editore

Franklin nasce il 17 gennaio 1706 a Boston; la famiglia di Benjamin è numerosa quanto modesta: Benjamin è infatti il quindicesimo di diciassette figli e il padre Josiah è un mercante di candele e grasso animale emigrato dall’Inghilterra nel 1682. All’epoca Boston è infatti parte del Massachusetts Bay, una delle 13 colonie fondate sulla costa orientale degli Stati Uniti e formalmente inserite nei domini inglesi, che proprio tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo vengono definite come entità territoriali dipendenti dalla corona britannica. 

La modesta condizione familiare impedisce al giovane Benjamin di avere una solida formazione culturale: non potendo terminare gli studi alla Boston Latin School già all’età di dieci anni inizia a lavorare per il padre; due anni più tardi si trasferisce alle dipendenze del fratello James che lo inizia all’arte della tipografia. Mentre il fratello maggiore fonda il primo quotidiano della storia americana, il giovane Franklin continua la sua formazione da autodidatta contribuendo al giornale con alcuni articoli polemici verso i governanti.

Benjamin Franklin (1706-1790): stampatore, editore, scienziato, inventore, statista e diplomatico americano
Benjamin Franklin (1706-1790): stampatore, editore, scienziato, inventore, statista e diplomatico americano — Fonte: getty-images

Proprio il contenuto di questi articoli causeranno attriti tra lui e il fratello: a causa del litigio nel 1723 Franklin emigra, in condizioni di assoluta povertà, prima a Filadelfia, dove per un anno continua a lavorare come tipografo e dove conosce la sua futura moglie Deborah. Una volta normalizzati i rapporti con la famiglia Franklin ritorna a Boston prima di partire per Londra, dove si trasferisce per due anni per approfondire le tecniche di stampa. Tornato nelle colonie, Franklin è di nuovo a Filadelfia, dove inaugura la sua personale tipografia nel 1726.

Fin dall’inizio della sua nuova attività, Franklin punta sulla diffusione della stampa come mezzo di circolazione del sapere: grazie ad alcune scelte editoriali di successo, riesce ad acquistare nel 1729 la Pennsylvania Gazette, e a renderlo il giornale più venduto nelle 13 colonie nordamericane, dove spesso appaiono articoli critici verso la madrepatria inglese e si chiedono riforme per le colonie. Nel frattempo, Franklin ha fondato il primo nucleo di quella che sarà la Società Filosofica Americana, e divenuto ormai piuttosto famoso si prepara al salto nella politica. 

Mentre ottiene importanti successi nel lavoro come giornalista ed editore, Franklin si fa conoscere anche per un’altra attività che testimonia l’ampiezza dei suoi interessi: conduce infatti numerosi esperimenti scientifici sull’elettricità durante tutti gli anni ‘40, fino a comprendere che gli stessi fulmini hanno natura elettrica. Grazie a questa intuizione nel 1752 inventa il primo parafulmine: ma l’interesse per l’elettricità è solo una piccola parte del sapere di Franklin, che si cimenta anche in numerosi altri campi, tra cui la meteorologia e la musica

3L’attività di politico e diplomatico: la Rivoluzione americana

Intrapresa la carriera politica, nel 1750 Franklin riceve il primo incarico come deputato all’assemblea della Pennyslvania. La situazione delle colonie americane è in fermento: l’Inghilterra è in procinto di scontrarsi con la Francia nella Guerra dei sette anni e i coloni discutono su come prepararsi alla minaccia francese, ad Albany, nel 1754. Benjamin, inviato come rappresentante al congresso, propone un primo piano di unione delle colonie americane in un governo unificato sottoposto alla Corona britannica: il progetto viene respinto dagli stessi delegati, ma la discussione sul futuro delle colonie è ormai sul tavolo.

Franklin nel frattanto continua la sua carriera politica, e nel 1757 la sua abilità gli vale un ruolo nella diplomazia a Londra, dove cerca di sensibilizzare il governo inglese alle richieste delle colonie. Nel corso del suo mandato le tensioni con la madrepatria continuano però ad aumentare: gli inglesi vorrebbero un maggior contributo delle colonie alle spese dell’Impero, e si preparano a introdurre lo Stamp Act, una tassazione che colpisce ogni pubblicazione cartacea. Per i coloni, privi di rappresentanza nel parlamento, la tassa è inaccettabile, come recita il loro slogan “no taxation without representation”.

Nonostante l’opposizione lo Stamp Act entra in vigore nel 1765; Franklin è in prima linea per cercare una mediazione tra la Corona britannica e i coloni americani: pur ritenendo la tassa una grave ingiustizia è persuaso che la fedeltà all’Inghilterra sia fondamentale. Alla fine, l’ampiezza delle proteste pubbliche nelle colonie costringono il governo britannico a ritirare il provvedimento dopo appena un anno, e l’intervento di Franklin al Parlamento inglese risulta fondamentale per l’abrogazione della tassa.

Benjamin Franklin e soci della sua tipografia, 1732
Benjamin Franklin e soci della sua tipografia, 1732 — Fonte: getty-images

Con il passare degli anni la tensione tra Inghilterra e colonie americane si fa sempre maggiore e il continuo innalzamento delle tasse porta i coloni ad atti di aperta ribellione, come successo a Boston nel 1773 con i fatti del cosiddettoTea Party”. Lo scontro sembra ormai inevitabile e Franklin, nel frattempo sempre più convinto della causa indipendentista, si fa portavoce delle richieste dei coloni. Saltata la mediazione, con l’Inghilterra decisa a reprimere con la forza i ribelli, non resta altra strada che l’inizio della guerra per l’indipendenza nell’aprile del 1775.

Mentre nel nuovo mondo infuria il conflitto per l’indipendenza americana, nel 1776 Franklin viene inviato dal Congresso, il massimo organo degli indipendentisti, come ambasciatore statunitense in Francia: in questa veste cerca di sensibilizzare altre nazioni alla causa americana, ben consapevole che la lotta delle colonie contro il potente Impero inglese sia destinata al fallimento senza l’aiuto di potenti alleati. La sua azione diplomatica alla fine ha successo, e alcuni paesi europei come Francia, Spagna e Province Unite decidono di aiutare la causa degli insorti, fatto che sarà determinante per l’esito del conflitto.

4Padre fondatore degli Stati Uniti: dalla Dichiarazione d’Indipendenza alla Costituzione

Dichiarazione di Indipendenza americana, 1776. Benjamin Franklin a sinistra, John Adams e Thomas Jefferson
Dichiarazione di Indipendenza americana, 1776. Benjamin Franklin a sinistra, John Adams e Thomas Jefferson — Fonte: getty-images

All’inizio del conflitto, poco prima di partire per la sua missione diplomatica in Europa, Franklin aveva contribuito alla stesura della Dichiarazione d’Indipendenza americana: il primo documento a sancire la nascita degli Stati Uniti era stato redatto da una commissione di 5 membri, tra cui Franklin stesso, e firmato il 4 luglio 1776 proprio a Filadelfia. Nel testo, pur mancando una chiara idea sulla sistemazione politica futura del nuovo stato, rientrarono i principi democratici di uguaglianza tra uomini, libertà e autodeterminazione, valori figli della cultura illuminista e cari allo stesso Franklin.

Tuttavia per battere il potente impero britannico occorsero quasi 8 anni: il conflitto terminerà infatti solo nel 1783, quando l’Inghilterra, a causa dell’accanita resistenza degli insorti, decise di rinunciare al possesso delle colonie. Ancora una volta il ruolo di Franklin sarà determinante nelle trattative di pace, che si concluderanno con la firma del Trattato di Parigi nello stesso anno: con questo documento il governo britannico riconosceva ufficialmente l’indipendenza delle colonie ed era costretto ad accettare gli Stati Uniti quale nazione sovrana sui territori americani.

Tornato definitivamente in patria, Franklin ha ormai 81 anni quando partecipa, nel 1787, come delegato più anziano alla Convezione costituzionale, l’assemblea incaricata di redigere la carta costituzionale degli Stati Uniti. Il dibattito intorno alla forma del nuovo stato unitario è tuttavia piuttosto acceso, e i delegati dei singoli stati non mancano di trovarsi su posizioni radicalmente opposte. Con un faticoso compromesso viene infine approvata, nel settembre del 1787, una costituzione federale di tipo democratico e la nomina di George Washington come primo presidente degli Stati Uniti.

Benjamin Franklin
Benjamin Franklin — Fonte: getty-images

Con la redazione della Costituzione americana, Franklin appone nuovamente il suo nome su uno dei documenti fondamentali, divenendo l’unico tra i “Padri fondatori” ad aver partecipato alla stesura di tutti i principali trattati che riguardano la nascita degli Stati Uniti. Riguardo la costituzione e la sua difficile genesi, Franklin si dimostrerà fermamente convinto che la nuova costituzione, pur con tutti i suoi limiti, è il miglior testo possibile per la nuova nazione, difendendo il suo operato e quello dei delegati dalle critiche.

Negli ultimi anni della sua vita, per la grande importanza avuta, Franklin è ormai rispettato e apprezzato come un’autentica celebrità: un anno dopo la definitiva ratifica della costituzione, nel 1790, l’anziano statista muore ad 84 anni. I funerali, seguiti da oltre 20.000 persone, si svolgeranno nella città-simbolo della sua vita, Filadelfia.

L’ultima sua volontà sarà quella di lasciare la sua eredità economica alle città di Boston e Filadelfia, per finanziare l’educazione, la ricerca scientifica e lo sviluppo culturale, mantenendo fede ai valori che lo avevano ispirato per tutta la vita e che, grazie a lui, sarebbero divenuti valori fondanti degli Stati Uniti.

    Domande & Risposte
  • Chi è stato Benjamin Franklin?

    E’ stato un giornalista, editore, diplomatico, attivista, scienziato e inventore americano. Fu tra i padri fondatori degli Stati Uniti d’America.

  • Cosa ha fatto Benjamin Franklin?

    Diede importanti contributi allo studio dell’elettricità e, convinto della causa indipendentista, si fece portavoce delle richieste dei coloni. All’inizio della guerra, nel 1776, Franklin contribuì alla redazione della Dichiarazione d’Indipendenza del 4 luglio.

  • Quando è nato Benjamin Franklin?

    E’ nato il 17 gennaio del 1706 a Boston.