Le avanguardie europee: significato e caratteristiche

Le avanguardie europee: significato e caratteristiche A cura di Claudia Papaleo.

Le avanguardie del ‘900 in Europa, significato delle avanguardie figurative, storiche e musicali. Manifesto e caratteristiche del Futurismo nell’arte

1Introduzione alle avanguardie

Ritratto di Tristan Tzara: fondatore del Dadaismo
Ritratto di Tristan Tzara: fondatore del Dadaismo — Fonte: getty-images

Il primo Novecento è il periodo in cui in Europa fioriscono le avanguardiel’Espressionismo, il Futurismo, il Dadaismo e il Surrealismo – che si succedono fino alla seconda metà degli anni Venti.
Il termine avanguardia ha le sue origini nel mondo militare e indica quel nucleo di soldati spericolati e arditi che, in battaglia, va più avanti del resto dell’esercito.

In campo letterario e artistico la parola assume una valenza tutta moderna e definisce i caratteri comuni della cultura di tutte le avanguardie:

1. Opposizione al Naturalismo e al Decadentismo: all’arte come rappresentazione oggettiva della realtà, tipica del Naturalismo, si contrappone l’arte come emanazione soggettiva ed espressione dell’inconscio; all’arte come manifestazione del sublime, propria del Decadentismo, si sostituisce l’arte come fatto materiale di gesti, azioni e provocazioni. 

Louis Aragon (1897-1982): scrittore e poeta francese
Louis Aragon (1897-1982): scrittore e poeta francese — Fonte: getty-images

2. La consapevolezza che la museificazione, e quindi la mercificazione dell’arte, neutralizzano il senso dell’opera creativa, annullando l’impatto polemico e dissacrante che può avere sulla società.  

3. Il rifiuto dell’artista come individuo marginale, genio, vate e sacerdote e la convinzione che l’arte sia un’attività di gruppo, che deve farsi strumento politico di rivolta anarchica o affermazione rivoluzionaria.

4. L’attività artistica delle avanguardie si sviluppa in senso internazionale e attraversa tutte le arti – pittura, teatro, musica, cinema e letteratura – con fitti intrecci tra un’arte e l’altra.

2Espressionismo: significato e caratteristiche

Il primo movimento del Novecento è l’Espressionismo, che non è da considerarsi come un’avanguardia organizzata, ma nei termini di una tendenza all’avanguardia che interessa, in particolare, il ventennio che va dal 1905 al 1925. Il termine fa la sua comparsa nel 1901, grazie a un gruppo di pittori che, allestendo una mostra alternativa a Parigi, lo coniano in opposizione all’Impressionismo, considerato un’emanazione stantia della sorpassata arte naturalistica. 

Manifesto di Kirchner realizzato per una mostra del "Die Brücke" alla Galleria Arnold di Dresda, nel 1910
Manifesto di Kirchner realizzato per una mostra del "Die Brücke" alla Galleria Arnold di Dresda, nel 1910 — Fonte: getty-images

Gli elementi dominanti del movimento sono:

- L’esaltazione del singolo dettaglio, che non viene più ritratto, come nell’Impressionismo, rispettando la visione oggettiva e tradizionale della realtà, e che anzi deve collocarsi al di fuori delle gerarchie per farsi gigantesco, mostruoso e inquietante e, magari, occupare tutta l’opera dell’artista.
- I temi dominanti sono quelli della città spaventosa e tentacolare, della civiltà delle macchine e dell’angoscia.
- Sul piano della forma letteraria si prediligono i periodi secchi, veloci e taglienti e la contaminazione tra il registro alto e quello basso, figlio dei modi gergali e dialettali.

3Dadaismo: significato e caratteristiche

Il movimento dadaista interessa il periodo che va dal 1916 al 1922. La parola “dada” significa “giocattolo, gingillo”. I membri del gruppo dichiararono di averlo scelto aprendo a caso un dizionario. L’inizio avviene a Zurigo, dove al tempo si riuniscono profughi ed emigrati politici, che cercano accoglienza nella neutrale Svizzera.

Il pittore francese Francis Picabia, 1930
Il pittore francese Francis Picabia, 1930 — Fonte: getty-images

Il più grande teorico del gruppo è Tristan Tzara, autore del Primo Manifesto del Dadaismo, da cui si evincono i caratteri principali dell’avanguardia:
- Rifiuto del culto della modernità, della novità e del futuro.
- Rifiuto dell’umanesimo sul piano etico e formale poiché l’arte, in quanto menzogna, non può in nessun modo dirsi uno strumento conoscitivo.
- Rifiuto del concetto di bellezza: il bello, essendo ovunque a causa della tecnica industriale, ha trasformato tutto in arte e, di conseguenza, ha ucciso l’arte.
- Rifiuto della comunicazione borghese e mercificata e di qualsiasi concezione simbolista del linguaggio, da considerarsi unicamente come una cosa, un suono o un oggetto. 

Tra il 1919 e il 1920 il gruppo si trasferisce a Parigi e vi aderiscono, tra i nomi più noti, Marcel Duchamp, Francis Picabia, Aragon e Breton. Tra quest’ultimo e Tzara, però, si apre un dissidio sempre più profondo che sfalda il movimento e si risolve nell’orazione funebre al Dadaismo pronunciata dallo stesso Tzara. 

4Surrealismo: significato e caratteristiche

Dalla rottura all’interno del gruppo dadaista nasce a Parigi, nel 1919, il Surrealismo, che si riunisce intorno alla rivista Litérature, fondata da Breton, Aragon ed Éluard. Il movimento, a cui aderiscono anche alcuni dadaisti, assume i suoi tratti definitivi col Primo Manifesto del Surrealismo, scritto da Breton nel 1924

André Breton: poeta e teorico del surrealismo
André Breton: poeta e teorico del surrealismo — Fonte: getty-images

Dal documento si evince che:
- La parola surrealismo viene usata nel senso di “realtà superiore”. La realtà superiore è l’inconscio, che l’arte è chiamata a esprimere con immediatezza.
- La realtà superiore può esprimersi grazie alla “scrittura automatica”, intesa come un metodo che obbedisce senza mediazione ai movimenti profondi dell’Io.
- La liberazione dell’inconscio può diventare programma politico, se per programma politico s’intende il comunismo. Marx, che lo teorizza, è infatti considerato come un pensatore capace di proporre una società in cui – aboliti lo Stato, la disciplina e il lavoro – tutti saranno liberi di dedicarsi ai sogni e alle attività ludiche.

5Futurismo: significato e caratteristiche

In Italia nasce e si sviluppa soltanto un movimento di avanguardia: il Futurismo, che si organizza attraverso una serie di manifesti teorici che interessano ogni campo, dalla politica alle arti.
A fondare il gruppo è Filippo Tommaso Marinetti, che nasce nel 1876 ad Alessandria d’Egitto, trascorre la giovinezza a Parigi e si spegne nel 1944 a Bellaggio, un comune vicino al lago di Como. Nel 1909 Marinetti pubblica il primo manifesto del Futurismo sulle pagine del giornale francese Figaro. Il testo viene poi ripreso in italiano sulla rivista Poesia, diretta dallo stesso scrittore. 

Filippo Tommaso Marinetti, 1912
Filippo Tommaso Marinetti, 1912 — Fonte: getty-images

A caratterizzare il manifesto sono:
- Esaltazione della tecnica, della città industriale, delle folle e delle rivoluzioni urbane.
- Un’ideologia che s’ispira al furore critico-negativo di Nietzsche e quindi alla celebrazione degli istinti, della forza giovanile, della danza, della gioia che nasce dalla distruzione e dall’amore per la guerra, la velocità, la violenza e l’aggressività.
-La volontà di distruggere la tradizione e con essa le accademie, le biblioteche, i musei e le città antiche e venerate.
- L’affermazione del bello come simbolo di velocità, di industria, tecnologia ed evoluzione della tecnica.
- L’affermazione di uno stile paratattico, fatto di frasi brevi e di affermazioni successivo che suonano martellanti sugli stessi concetti e sono prive di sviluppo logico.

Il Futurismo conosce tre fasi:    

1909-1912: in questo periodo si sente ancora fortemente l’influenza del simbolismo e la parola d’ordine è quella del verso libero. Ad aderire al movimento in questi anni sono, tra gli altri, Govoni, Palazzeschi, Paolo Buzzi e Luciano Folgore. Nel frattempo il movimento coinvolge tutte le arti e mostra una grande capacità di espansione facendosi propaganda durante le “serate futuriste”, dove il pubblico viene apertamente provocato e la provocazione si risolve non di rado in una rissa.   

1912-1915: questa è la fase maggiormente significativa sul piano letterario e si cristallizza con la diffusione di due documenti: Il Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912) e Distruzione della sintassi. Immaginazione senza fili. Parole in libertà (1913). 

Elasticità di Umberto Boccioni, 1912
Elasticità di Umberto Boccioni, 1912 — Fonte: getty-images

Il Manifesto tecnico della letteratura futurista, firmato ancora una volta da Marinetti, si apre, in particolare, con queste parole:

In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell’aviatore, io sentii l’inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero. Bisogno furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo latino! Questo ha naturalmente, come ogni imbecille, una testa previdente un ventre, due gambe e due piedi piatti, ma non avrà mai due ali. Appena il necessario per camminare, per correre un momento e fermarsi quasi subito sbuffando!    

A seguire, una serie di regole volte a rivoluzionare le tecniche espressive, regole che prevedono: la distruzione della sintassi, l’abolizione della punteggiatura, dell’aggettivo qualificativo e dell’avverbio; l’uso dei verbi all’infinito, dell’onomatopea, dell’ortografia e della tipografia libere

1915-1920: con l’avvicinarsi della guerra il movimento si fa più spiccatamente politicizzato e i futuristi assumono una posizione interventista, convinti che il conflitto sia uno strumento positivo, capace di scatenare energie primordiali, di promuovere l’invenzione di nuove macchine, nonché di selezionare i popoli e le nazioni più forti.
Al termine della Prima guerra mondiale i futuristi fondano un partito politico oscillando fra posizioni anarchiche, antidemocratiche, democratiche e anticlericali, mostrando sempre di aderire al sovversivismo di destra, volto a incoraggiare la guerra, l’imperialismo e l’azione violenta di squadre organizzate. 

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. T. Marinetti

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