Cosa sta succedendo in Australia? Gli incendi e il cambiamento climatico

Di Veronica Adriani.

Cambiamento climatico e incendi: ecco cosa sta succedendo in Australia con i bushfires e perché dovrebbe interessare anche noi

INCENDI IN AUSTRALIA

Incendi in Australia: cosa c'entra il climate change?
Incendi in Australia: cosa c'entra il climate change? — Fonte: ansa

Da qualche mese il cielo australiano tende al rosso: colpa dei bushfires, gli incendi boschivi. Da settembre scorso i fuochi si sono intensificati, raggiungendo numeri importanti - si parla di 8 milioni di ettari di territorio andati in fiamme - soprattutto nel New South Wales (lo stato in cui si trova Sydney), Victoria (quello in cui si trova Melbourne) e anche nel Queensland, a nord-est. 

Ad oggi si parla di 480 milioni di animali colpiti dagli eventi - il numero include anche gli uccelli, ma non le rane, gli insetti e i pipistrelli - e le evacuazioni della popolazione sono in corso e sempre più frequenti. In alcune città - tra cui Canberra, ad esempio - l'aria è diventata pericolosa: crescono le intossicazioni e sale l'obbligo di indossare dispositivi sanitari come le maschere di protezione per le polveri sottili.

La situazione si fa ancora più complessa se pensiamo che l'estate australiana è appena iniziata: le stagioni sono rovesciate rispetto al nostro emisfero, dunque si sta entrando ora in quello che per noi sarebbe l'equivalente di luglio. Il tutto, aggravato da un fatto da non sottovalutare: la temperatura media in Australia si è innalzata di 1,5 gradi rispetto agli anni '50, portando alcune zone - quelle dell'outback, il deserto che si trova al centro del continente - a toccare i 50°C. Ma nelle città le cose non vanno meglio: superare i 40°C è sempre più frequente. E per loro è "solo" il nostro giugno.

CAMBIAMENTO CLIMATICO: COSA C'ENTRA?

Per capire che ruolo ha il cambiamento climatico negli incendi australiani possiamo riferirci ad alcuni dati e confrontarli con quelli che il New York Times ha prodotto con questa mappa degli incendi in Australia dal 2001 ad oggi.

Un ricercatore forestale, Giorgio Vacchiano, ha scritto su facebook un lungo post in cui spiega le dinamiche degli incendi, le difficoltà di intervenire efficacemente con i soccorsi, le differenze con eventi simili avvenuti negli anni precedenti. Quello che si evince è che la grande differenza fra gli incendi boschivi australiani attualmente in corso e quelli avvenuti negli anni precedenti sia sostanzialmente il modo in cui le fiamme si stanno propagando. Ad andare in fiamme è soprattutto l'area disabitata del continente, quella composta dal bush, un tipo di vegetazione di arbusti bassi simile alla macchia mediterranea, incendiata per lo più da fulmini. La differenza con gli eventi precedenti - il bush si incendia e si rinnova da sempre - sta nel fatto che i forti venti e la siccità particolare che sta investendo il paese quest'anno stanno facendo propagare le fiamme in modo violento, non solo ragiungendo zone abitate anche molto lontane, ma soprattutto impedendo ai soccorsi di intervenire con mezzi di terra direttamente sul combustibile. L'acqua, sostanzialmente, rallenta il fuoco. Per spegnere gli incendi è necessario intervenire alla base delle fiamme che al momento raggiungono anche i 10 metri di altezza e la velocità di 10 km/h.

CLIMATE CHANGE E NAGAZIONISMO

Alcuni volontari curano un koala salvato dalle fiamme
Alcuni volontari curano un koala salvato dalle fiamme — Fonte: getty-images

In questi giorni si è diffusa in tutto il mondo la notizia di oltre 180 piromani arrestati per aver appiccato gli incendi in Australia: è stato dimostrato che il numero va enormemente ridimensionato, e che la motivazione per cui la notizia è stata diffusa è sostanzialmente negare il ruolo del cambiamento climatico nella questione. Spiega Valigia Blu, citando Snopes, sito specializzato in fact-cheking (cioè verifica delle informazioni):

Di queste 183 persone, 24 sono state arrestate con l'accusa di aver deliberatamente provocato degli incendi, 53 persone sono state denunciate per un presunto mancato rispetto di un divieto totale di incendio e altre 47 per aver presumibilmente gettato a terra una sigaretta accesa o un fiammifero. 

Gli incendi dunque non sarebbero in maggioranza di natura dolosa, come alcuni quotidiani hanno erroneamente riportato, ma dovuti principalmente a cause naturali. Il cambiamento climatico in atto ha fatto il resto. Ecco le principali cause del clima con cui si sta confrontando l'Australia in questo periodo secondo Vacchiano:

  • Dipolo dell'Oceano Indiano: una configurazione che porta aria umida sulle coste Africane e aria secca su quelle Australiane.
  • Riscaldamento improvviso della stratosfera (oltre 40 gradi di aumento) nella zona Antartica, proprio di fronte all'Australia
  • Spostamento verso nord dei venti occidentali: questo ha portato altra aria secca sull'Australia, ed è favorito sia dal climate change che dal buco dell'ozono
  • Riscaldamento del continente di +1,5°C nell'ultimo secolo.

CAMBIAMENTO CLIMATICO E POLITICA

Molte accuse si stanno rivolgendo soprattutto al modo in cui la politica si sta occupando della questione, accusando il governo australiano di non aver fatto abbastanza per evitare le tragedie e di non intervenire tuttora in modo efficace per arginare il problema. Ma cosa c'è di vero in questo? Vediamolo per punti:

  • La riduzione delle emissioni
    L'Australia ha sottoscritto durante gli ultimi accordi di Parigi l'impegno a ridurre le emissioni del 28% dal 2005 al 2030. Tuttavia, il governo attuale ha dato una forte stretta alle azioni di decarbonizzazione del paese, attualmente uno dei principali esportatori mondiali di carbone.
  • L'industria del carbone in Australia
    L'industria del carbone impiega in Australia circa 40.000 lavoratori, e intervenire su di essa significa impattare enormemente sulle industrie, pensando a una loro seria riconversione in favore delle energie rinnovabili. L'attuale governo, conservatore, è restio ad agire in questo senso.
  • La prevenzione degli incendi
    Il governo inoltre è accusato di aver ignorato gli allarmi dei climatologi che avevano previsto queste condizioni atmosferiche, mancando di intervenire in modo serio sulla prevenzione degli incendi. Come? Ad esempio con delle linee tagliafuoco, ovvero delle aree prive di alberi, all'interno di un bosco, che servono ad impedire il propagarsi delle fiamme e a favorire i soccorsi su più lati.

CAMBIAMENTO CLIMATICO E INCENDI

Nonostante gli incendi in Italia siano per il 95% di origine dolosa, il cambiamento climatico potrebbe impattare anche su di noi nel lungo periodo. Le estati sempre più calde e più secche e la mancanza di interventi strutturali a livello politico per intervenire in caso di emergenza potrebbero avere delle conseguenze anche negli altri paesi del mondo, oltre all'Australia.

Naturalmente questo riguarda anche tutto il resto: la prevenzione di sismi e inondazioni dovrebbe toccarci ancora più da vicino, ma prima di ogni altra cosa sono i comportamenti quotidiani da parte nostra e strutturali da parte delle industrie a dover essere modificati. Il green new deal siglato dall'UE nei mesi scorsi è un inizio, anche se non abbastanza.

CLIMATE CHANGE: APPROFONDIMENTI

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