Come diventare ragazza au pair

Di Redazione Studenti.

Chi è e quanto guadagna una ragazza alla pari? Come diventare ragazza au pair in Inghilterra, Francia o altri paesi? Guida completa

COME DIVENTARE RAGAZZA AU PAIR

La ragazza alla pari, o ragazza au pair, è una ragazza che parte dal proprio paese per trascorrere un periodo di studio e lavoro in un altro, vivendo a casa di una famiglia, che mette a disposizione vitto, alloggio e una paga settimanale a fronte di piccoli lavori domestici e, spesso, di un aiuto con i bambini.

Perché si dice au pair? Perché ci si inserisce all'interno del nucleo famigliare con gli stessi diritti, ma anche con gli stessi doveri, degli altri componenti. Alla pari, appunto.

COME SI DIVENTA RAGAZZA ALLA PARI

Ragazza alla pari: Francia, Inghilterra e Germania le mete più ambite
Ragazza alla pari: Francia, Inghilterra e Germania le mete più ambite — Fonte: istock

Naturalmente esistono dei requisiti minimi da possedere per sfruttare questa opportunità, anche se spesso essi variano da situazione a situazione e soprattutto da paese a paese. I soggiorni alla pari sono regolati da una direttiva CEE. L'età deve essere compresa tra i 18 e i 27 anni mentre l'impegno lavorativo non deve superare le 30/40 ore settimanali.

Altro requisito fondamentale , nella stragrande maggioranza dei casi, è quello di "saperci fare con i bambini", visto che è con loro che si dovrà dividere larga parte del tempo in famiglia. Per questo le ragazze riescono a partire come au pair con molta più facilità dei maschietti, anche se in questo senso non esiste una vera e propria pregiudiziale. La dote essenziale infatti è l'adattabilità. In effetti, decidere di fare quest'esperienza, significa soprattutto essere aperti ad una nuova cultura e quindi anche ai diversi modi di vita dei vari paesi. Inserirsi in un contesto del tutto nuovo richiede molta flessibilità.

RAGAZZA ALLA PARI: COME FUNZIONA

Esistono diverse tipologie di lavoro alla pari:

  • L'au-pair, con un impegno quotidiano nei lavori domestici pari a 5 ore oltre alcune serate di baby sitting; 
  • Il demi-pair, che consiste in un aiuto nelle faccende domestiche per tre ore al giorno più due o tre sere di baby sitting;
  • L'au-pair plus, che prevede un monte ore dedicato ai lavori domestici piuttosto elevato (anche 7 ore) unito a pomeriggi o serate di baby sitting.

COME INIZIARE: A CHI RIVOLGERSI

Ma come fare per trovare una famiglia disposta ad accoglierci? Le opzioni, in generale, sono due.

  • La prima è quella di spulciare gli annunci che periodicamente appaiono sui giornali italiani più o meno specializzati, o su pubblicazioni straniere europee, anche telematiche.
  • La seconda consiste nel servirsi di un'agenzia che funga da intermediario.

Entrambe le soluzioni presentano dei "pro" e dei "contro": quando si parte da soli, bisogna mettere in conto possibili spiacevoli sorprese, visto che non sempre c'è un contratto che stabilisce i diritti e i doveri dell'au pair. È possibile, per esempio, essere tranquillamente buttati fuori di casa dopo un litigio con il padrone. E non avere un punto di riferimento in un paese straniero in simili situazioni non è che sia proprio il massimo a cui si possa aspirare...

Problemi di questo tipo di solito non si verificano, se non in misura minore, quando si parte con un'agenzia specializzata. Innanzitutto perché la famiglia firma un contratto. E poi perché nel paese ospitante c'è sempre un punto di riferimento per ottenere dell'assistenza, la quale, ed ecco i "contro", chiaramente va pagata.

Le organizzazioni di intermediazione chiedono generalmente una commissione per il servizio che si aggira intorno ai 200 euro. Essa include una garanzia, che però non è mai assoluta, relativa alla serietà della famiglia di cui si è ospiti. Ed anche una serie di facilitazioni di diverso tipo.

In Italia le organizzazioni che operano nel settore sono molte e di natura diversa: si va dalle associazioni culturali ai tour operator.

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