Atene antica: riassunto degli eventi

Di Redazione Studenti.

Atene antica: riassunto e cronologia degli eventi che coinvolgono l'attuale capitale della Grecia. La polis, la democrazia, la rivalità con Sparta

ATENE ANTICA

Riassunto su Atene antica
Riassunto su Atene antica — Fonte: getty-images

La rivale di Sparta, Atene, è completamente diversa dalla sua avversaria storica in tutti gli aspetti, fin dalle orgini. Secondo la leggenda, il mitico re Teseo, protagonista di molte opere letterarie, unificando numerosi villaggi dell’Attica diede vita alla città di Atene. L’aspetto morfologico di questo territorio permise a questa città-stato di sviluppare tre diverse attività economiche:

  • grazie alla costa, sviluppò una potente talassocrazia e una delle flotte navali più forti all’epoca
  • grazie al territorio della pianura sviluppò l’agricoltura
  • grazie al territorio montano sviluppò la pastorizia.

Erano presenti anche miniere d’argento e cave di marmo. Atene è inoltre famosa per essere stata la prima polis a instaurare un governo democratico, ma questo non fu immediato come si potrebbe pensare.

All’inizio la città era governata da una monarchia di origine achea che col passare del tempo si trasformò in una aristocrazia.

Gli aristocratici costituirono un governo di nove arconti:

  • il re
  • il comandante dell’esercito
  • colui che dava il nome all’anno
  • altri sei che legiferavano e si occupavano della giustizia.

Inoltre questo gruppo veniva affiancato nell’amministrazione e nell’elaborazione delle leggi da un consiglio detto Aeropago, composto da arconti la cui carica è stata cessata. Il principale problema di questa forma di governo era però la disuguaglianza sociale e l’assenza di leggi scritte. Il sistema si basava infatti su consuetudini secondo le quali gli aristocratici avevano sempre ragione. Intorno al 620 a. C. vennero così istituite delle leggi scritte attribuite a Dracone, il primo legislatore.

SOLONE

Queste leggi erano però estremamente rigorose nelle condanne dei reati compiuti ma ancora clementi nei confronti degli aristocratici.

Il secondo legislatore, Solone, abolì la schiavitù per debiti, fece restituire le terre ai contadini e restituì la libertà agli schiavi.

Istituì inoltre una timocrazia, ovvero creò delle classi sociali per censo e non più per nascita; ciò non cambiò molto la situazione, poiché gli aristocratici, oltre che provenire da famiglie nobili, erano anche coloro che avevano più possedimenti, mentre un contadino provienente da un basso ceto sociale non aveva abbastanza possedimenti per “scalare” la nuova struttura sociale.

L’intento di Solone, ovvero limitare il potere degli aristocratici consentendo l’ingresso nella vita pubblica anche ad altre classi sociale, funzionò solo in parte, per i motivi precedentemente indicati.

PISISTRATO E CLISTENE

Infatti solo i pentacosiomedimni, ovvero i proprietari di grandi quantità di immobili, potevano ambire ad alte cariche politiche. Il malcontento e il contrasto tra le classi sociale crebbe comunque; si ricorse così all’opera di un tiranno, Pisistrato. Costui non eliminò i problemi ma tenne a bada la popolazione. Per farlo assicurò alla città un periodo di crescita economica e prosperità; per farlo diede impulso ai contadini e agli artigiani, favorendo il commercio e la costruzione di opere pubbliche.

Inoltre fu abbellita l’acropoli e fu data alla religione una maggiore importanza; fu anche allestita una campagna espansionistica grazie alla flotta navale. Pisistrato riuscì a lasciare il governo in eredita ai propri figli, Ippia e Ipparco, i quali però vennero l’uno esiliato e l’altro ucciso.

Nonostante ciò, la tirannide non fu crudele come nella maggior parte delle polis greche e garantì ad Atene un grande benessere. I conflitti però ricominciariono e dopo un lungo periodo intervenne Clistene, il cui scopo era togliere potere agli aristocratici e darlo al popolo.

Per farlo divise il territorio dell’Attica in tre parti: la costa, l’interno e la città.

  • La costa sviluppo un grande commercio e veniva chiamata Paralia
  • L’interno era la parte più povera e montuosa e veniva chiamata Mesogea 
  • La città era circondata da pianure e veniva chiamata Astu.

Ogni zona aveva dieci trittie, che a sua volta erano formate da diversi demi, ovvero piccole unità amministrative.

La popolazione è stata poi divise in dieci tribù, ognuna delle quali possedeva tre membri di tre trittie provenienti da zone diverse. In questo modo Clistene assicurava la partecipazione alla vita politica a tutte le classi sociali, fatta eccezione degli schiavi e dei meteci. Venivano anche sorteggiati, da ogni tribù, cinquecento membri per la Bulè, nuovo Organo dello Stato con il compito di controllo e di proporre leggi. Anche l’ecclesìa era un altro importante organo; partecipavano tutti i cittadini con vent’anni compiuti e avevano il compito di approvare, modificare, respingere leggi ed eleggere i magistrati e i comandanti dell’esercito ogni anno.

Per far in modo che nessun cittadino assumesse troppo potere, venne introdotta la pratica dell’ostracismo, che consiste nel denunciare ogni minimo accenno di azioni e comportamenti pericolosi per l’equilibrio dello Stato. Chi era accusato di questo reato, veniva esiliato per dieci anni.

Da una parte, questa pratica scoraggiò l’instaurazione di una tirannide, ma dall’altra poteva esiliare individui senza alcuna volontà di cospirare contro lo Stato. Molti attribuiscono alla riforma di Clistene la nascita della democrazia, poichè rendeva partecipi alla vita politica anche i cittadini meno abbienti come contadini o artigiani.

Per fare ciò i cittadini dovevano però abbandonare il proprio lavoro per un anno, perciò spesso dovevano rinunciare alla carica. In questo modo furono comunque gli aristocratici a governare la polis di Atene, poiché i loro possedimenti potevano garantire loro un anno senza dover lavorare.

Con Clistene si affermarono anche due principi, base anche delle nostre costituzioni: l’isonimìa, cioè l’ugualianza di tutti i cittadini e l’isegorìa, cioè la piena libertà di parola.

PERICLE

Ma lo stratega più importante di Atene fu Pericle; eletto nel 460 a. C. rimase in carica fino al 429 che fu l’anno nella sua morte (durante la Guerra del Peloponneso, per via della peste che infettò la città di Atene).

Fu il primo a stabilire definitivamente un regime demoocratico radicale, permettendo a tutti i cittadini di avere gli stessi diritti e doveri. Altri importanti cambiamenti che effettuò Pericle furono:

  • una retribuzione per i funzionari politici
  • un’assistenza per i giovani orfani
  • un aiuto per la gente mutilata.

Inoltre, grazie alle sue riforme, l’ecclesia e la bulè acquistano maggiore potere politico.

Pericle fu però anche motivo della decadenza della polis di Atene: la sua politica espansionistica lo portò infatti alla sconfitta durante la Guerra del Peloponneso, cedendo così l’egemonia del territorio greco agli spartani. Ma al contempo regalò alla città di Atene un grande periodo di splendore sotto l’ambito culturale e artistico.

Per primo, ricostruì l’acropoli della città, la quale era stata distrutta nel 480 a. C. dai Persiani; l’agorà invece fu rivisitata, mentre il porto del Pireo fu ricostruito, dato che era indispensabile per la ripresa del traffico commerciale.

Tutta la ricchezza necessaria fu però “presa” dal tesoro della Lega di Delo, ovvero dai tributi di tutti gli abitanti delle polis alleate con Atene. Ciò provocò grande disdegno, anche per gli stessi cittadini ateniesi. A parte questo, la riforma culturale di Pericle fu veramente maestosa, tanto che, ancora oggi quando si pensa all’antica Grecia, una delle prime cose che ci vengono in mente sono le magnifiche opere architettoniche e artisctiche degli ateniesi.

Tra le più famose ricordiamo il Partenone: esso è un tempio dedicato alla dea Atena, divinità prottettrice dell’omonima città-stato. All’interno di questo gigantesco tempio, inizialmente era presente la statua in oro e avorio della dea Atena, statua che però fu vittima di due incendi che colpirono il Partenone.

PERICLE E IL TEATRO

Un altro aspetto a cui Pericle teneva molto era la letteratura: il principale esponente è il teatro, con la commedia e la tragedia. Questo, al contrario di oggi, non serviva ad intrattenere il pubblico, ma bensì a “istruirlo”; nel farlo, si rappresentavano scene di vita quitidiana o politico, in modo da far riflettere i cittadini per far prendere loro coscienza di ciò che era giusto o sbagliato.

Pian piano il teatro assunse una funzione sempre più importante, sino ad arrivare alla costruzione di apposite costruzioni per esso; queste erano così suddivise:

  • Cavea: gradinata semicircolare sulla quale siedono gli spettatori
  • Orchestra: spazio circolare dove si esibivano i danzatori del coro
  • Scena: il fondale
  • Proscenio: area rettangolare dove si esibivano gli attori.

Inoltre, per queste messe in scena, venivano utilizzati apposite maschere che, oltre alla funzione di ampliare il suono, servivano anche a dare un’espressione continua al personaggio.

Oltre alla cultura, Atene prese ruolo anche nelle guerre della Grecia; sappiamo che dichiarò guerra a Sparta per aggiudicarsi l’egemonia del Peloponneso, e che fallì per via della peste che uccise persino lo stratega Pericle. Ma nonostante ciò,

Atene possedeva ugualmente una potente flotta navale, con la quale intraprese numerose campagne militari. Ricordiamo le due guerre persiane: la prima scoppiò dopo una rivolta da parte di alcune città sotto il dominio della Persia; queste, data la loro inferiorità, chiesero aiuto ad alcune polis greche, ma ricevettero rinforzi solo da Atene ed Eretria.

Dario non apprezzò questa ribellione e la soppresse, uccidendo e schiavizzando Milete (città che per prima dichiarò tentò di liberarsi). La Persia non poteva comunque accettare che la Grecia abbia tentato di combattere contro il suo impero, perciò nel 490 a. C. mandarono una flotta navale che, dopo aver raso al suolo Eretria, si diresse verso l’Attica, sbarcando a Maratona.

Qui Atene chiese aiuto agli spartani, che non poterono concedere per via di alcuni riti religiosi in corso. Gli ateniesi, seppur in inferiorità numerica, riuscirono a contrastare il nemico. Questa vittoria, da un punto di vista psicologico, danneggio Atene che, come possiamo vedere dalla Guerra del Peloponneso, si sentì in possesso di una grande capacità bellica, persino superiore alla fama di cui erano noti gli spartani.

Ciò si rivelò del tutto errato, quando Sparta affermò la sua egemonia sconfiggendo Atene. Quest’ultima fu partecipe però anche della seconda Guerra Persiana: Serse, figlio di Dario, nella primavera del 480 a. C. iniziò la sua spedizione contro la regione dell’Attica. Qui venne però rallentato dal re spartano Leonida con 300 dei suoi guerrieri.

Questa tecnica permise a Temistocle, a capo di Atene, di prepararsi per la battaglia contro i persiani. Questi ultimi riuscirono comunque a distruggere la città di Atene, ma quando il loro Grande Re (Serse) ordinò di abbattere la flotta ateniese, venne sconfitto poiché lo stretto in cui si combattè la battaglia permise ai greci di abbattere la superiorità numerica del grande impero persiano. Serse decise quindi di abbandonare il campo di battaglia, ma gli scontri durarono ancora, sotto il comando del generale Mardonio. Nel 479 a. C. i persiani furono definitivamente sconfitti nella battaglia di Platea.