Asterisco al posto di maschile e femminile: al liceo si lavora sull'inclusione

Di Redazione Studenti.

Formula neutra nelle comunicazioni in un liceo italiano: si adotta l'asterisco per lavorare sull'inclusione. Cosa cambia e come

ASTERISCO E INCLUSIONE

Usare l'asterisco per generare inclusione: arriva il genere neutro in un liceo
Usare l'asterisco per generare inclusione: arriva il genere neutro in un liceo — Fonte: getty-images

Usare l'asterisco nelle comunicazioni ufficiali. È quanto accade da qualche giorno in un liceo di Torino, che ha scelto di utilizare il genere neutro al posto del maschile e del femminile per generare inclusione. La decisione, che si inserisce in un più ampio dibattito già in corso da tempo in Italia, nasce da un progetto, Noi siamo pari, promosso dal MI per lavorare nel concreto sull’inclusione di genere.

UGUAGLIANZA DI GENERE

La scelta proviene dal liceo Cavour, che ha inserito nel suo regolamento di istituto una dicitura riferita al genere: per tutte le comunicazioni (interne, esterne, individuali o collettive) si dovranno usare parole che non escludano e non taglino fuori nessuna persona. Non più studenti, quindi, ma student*; non più ragazzi ma ragazz*.

L'asterisco è stato scelto come simbolo distintivo del genere neutro. L'alternativa sarebbe stata lo schwa (graficamente reso con “ə”).

Una decisione che sta facendo molto parlare di sé, dal momento che dalla politica le opinioni contrarie stanno arrivando da ogni fronte: c'è chi ritiene questo provvedimento folle, chi parla di meccanismi francamente incomprensibili, chi chiama in causa le storpiature dell'Italiano e chi sostiene che questa decisione appiattisca la mente.

Ma il preside tiene il punto, come riporta Orizzontescuola, e sotiene:

Ne abbiamo parlato in Consiglio d’Istituto e gli studenti e le studentesse si sono detti assolutamente d’accordo. Vede, le generazioni che frequentano adesso le superiori sono molto più avanti, sono sensibili al tema e hanno risposto in modo estremamente positivo. Noi abbiamo semplicemente formalizzato in un regolamento quello che vivono nella quotidianità di ogni giorno. Questioni come queste sono vissute in modo problematico dagli adulti, non dai giovani.