Assolutismo in Europa: storia, significato e caratteristiche

Assolutismo in Europa: storia, significato e caratteristiche A cura di Francesco Gallo.

Storia e caratteristiche dell’Assolutismo, sistema politico che riconosce al sovrano diritti acquisiti per diritto divino. La sovranità dello Stato è la volontà del re

1Che cos’è l’Assolutismo? Significato e definizione

Ritratto di Luigi XIV, il Re Sole
Ritratto di Luigi XIV, il Re Sole — Fonte: istock

Se si consulta il vocabolario della Treccani alla voce assolutismo è possibile imbattersi in questa definizione: Regime politico in cui chi regna o chi governa ha potere assoluto, illimitato, e non è quindi soggetto al controllo delle leggi o di altri organismi politici e sociali.    

Il termine «assoluto», infatti, deriva dal latino ab soluto, ovverosia sciolto da ogni costrizione esterna. Quindi il sovrano assoluto è colui che può esercitare liberamente il proprio potere.  

Volendo inquadrare storicamente il termine, la mente non può non disegnare la figura dell’uomo simbolo dell’assolutismo monarchico: Luigi XIV, detto il Re Sole.   

2Storia dell’Assolutismo: il mestiere del Re

Il Cardinal Giulio Mazzarino, cui Luigi XIV succedette
Il Cardinal Giulio Mazzarino, cui Luigi XIV succedette — Fonte: ansa

«L’etat c’est moi», diceva, «lo Stato sono io». Questa frase va intesa non solo come un’orgogliosa manifestazione di potenza, ma anche come l’uniformità della società dove l’obbedienza e l’ordine non erano affidate alle istituzioni, bensì alla presenza di una figura carismatica, capace e desiderosa di vedere e regolare tutto da sé. 

Luigi XIV aveva appena cinque anni quando ereditò la corona nel 1643, e ne aveva ventitré quando assunse personalmente il potere alla morte di Mazzarino nel 1661. Questo lungo regno, ben 72 anni, rappresentò l’assolutismo monarchico e fu anche il periodo in cui la Francia giunse più vicina a esercitare una supremazia sul resto dell’Europa, una nazione guida per quanto riguarda la cultura, il gusto, la cucina e la moda. Basti pensare alla Reggia di Versailles che divenne il modello architettonico a cui si ispirarono le altre dinastie regnanti, e al primato raggiunto dalla lingua francese come lingua comune a tutti gli europei colti.

L’educazione del Re Sole si basava sulla lettura dei testi che rivelavano che il potere del monarca derivasse da Dio e sulle lezioni pratiche nell’arte di governare da parte di Mazzarino, il suo vero maestro. Il suo, infatti, dal 1661 divenne un vero e proprio mestiere di re. Così decise di servirsi di ministri di nascita modesta, che a lui solo dovessero la propria elevazione e fossero quindi più docili ai suoi voleri, come la carica della direzione delle finanze che fu affidata a tal Colbert, figlio di un mercante.

Molto importante furono i Consigli della guerra, degli affari esteri e delle finanze che lo aiutavano a prendere importanti decisioni di Stato. Inoltre l'assolutismo del Re Sole si serviva degli intendenti, dei delegati che dovevano trasmettere la sua volontà regale, in pratica i suoi occhi e le sue mani anche in provincia. Diversi erano les officiers, cioè i consiglieri e i presidenti dei tribunali e dei Parlamenti e delle corti d’appello. 

3Assolutismo politico: la corte, il Paese e l’economia

La Reggia di Versailles
La Reggia di Versailles — Fonte: istock

Nei primi anni del suo regno Luigi XIV si spostò tra Parigi e le altre residenze reali, per poi trasferirsi definitivamente a Versailles dove ospitava diecimila persone tra ministri, funzionari, cortigiani e personale di servizio. La vita ruotava attorno alla persona del Re: la sua camera da letto era al centro del palazzo e i momenti della sua giornata, da quando si alzava a quando andava a dormire, assumevano il carattere di rappresentazioni teatrali. 

Lo erano talmente tanto che «Con un calendario e un orologio», disse lo scrittore Louis de Rouvroy de Saint-Simon, «era possibile, a trecento leghe di distanza, dire con precisione cosa facesse». Il vivere cortigiano, l’arte della conversazione, la dissimulazione e la manipolazione dei sentimenti, l’osservazione dei caratteri e della psicologia degli altri si ritrovavano anche nella letteratura del periodo, come con Molière, che nelle sue creazioni teatrali guardava alla corte. E del resto il Re gli dimostrava apertamente la sua benevolenza e la sua approvazione.  

Nel frattempo, però, il popolo viveva di agricoltura, il concime scarseggiava, si allevava qualche animale da cortile, ma per poter vivere si doveva lavorare a giornata in altri campi e integrare il lavoro agricolo con uno a domicilio nelle industrie tessili. I contadini vivevano alla mercè delle cattive annate e delle carestie che sotto Luigi XIV raggiunsero proporzioni catastrofiche. Lo sfarzo e la gloria da cui era circondato il re non toccavano minimamente i cittadini.  

Colbert si propose così due obiettivi: 

  • Rimediare al grave dissesto dei conti pubblici
  • Rilanciare la stagnante economia francese.

Si creò in tal modo una camera di giustizia straordinaria per indagare sugli illeciti arricchimenti dei finanzieri, appaltatori, ricevitori delle imposte. Si rastrellarono poi molti soldi che fecero diminuire il debito pubblico

Jean-Baptiste Molière, apprezzato commediografo dell'era del Re Sole
Jean-Baptiste Molière, apprezzato commediografo dell'era del Re Sole — Fonte: getty-images

Ora, lo sforzo principale della nuova Francia dell'Assolutismo doveva concentrarsi sulle esportazioni e il commercio con l’estero per fare accrescere la massa di denaro circolante nel paese. La strategia consisteva nel controllo sulla qualità dei prodotti mediante ispezioni e marchi di fabbrica; concessioni e sovvenzioni agli imprenditori di nuovi rami d’industria; protezionismo doganale per scoraggiare le importazioni; costituzione della Compagnia francese delle Indie Orientali e Occidentali e poi la colonizzazione di Canada e Louisiana, a cui proprio al Re Sole deve il suo nome; sviluppo della marina mercantile da guerra e potenziamento di strade, canali e porti.  

4L’Assolutismo e la questione religiosa

Il massacro degli Ugonotti in Francia fra XVI e XVII secolo
Il massacro degli Ugonotti in Francia fra XVI e XVII secolo — Fonte: ansa

L'Assolutismo di Luigi XIV si sforzava di dettare regole valide per tutti, d’imporre ordine e uniformità nei comportamenti, nei gusti e nelle idee dei francesi. A questa tendenza non poteva sottrarsi la religione data l’importanza cruciale che si attribuiva al culto per garantire obbedienza, e la compenetrazione tra potere civile e religioso.   

Così il Re Sole dovette affrontare tre problemi teologici: il giansenismo, i contrasti con Roma e gli ugonotti, che erano circa un milione e così arrivò l’Editto di Fontainbleau (1685) che annullava quello di Nantes (che concedeva libertà di culto) costringendo tutti i cittadini a diventare cattolici. Molti scelsero l’esilio, chi rimaneva lo faceva da clandestino e così nacquero i rivoltosi della Cevenne, passati alla storia come camisardi a causa delle camicie bianche indossate durante le battaglie. 

5Le guerre di Luigi XIV

La coesione interna, la prosperità e il rafforzamento del regno erano le premesse necessarie per l’attuazione del disegno egemonico che aveva i suoi principali strumenti nella diplomazia e nella guerra. Furono spese ingenti somme per assicurarsi l’alleanza dei principi tedeschi, baltici e del re d’Inghilterra Carlo II. E assai più massicce furono le spese militari negli anni di guerra e per la riorganizzazione dell’esercito. Ci fu la coscrizione obbligatoria e i soldati ora erano equipaggiati di armi e uniformi. 

Il primo banco di prova per questa poderosa macchina bellica fu la Guerra di Devoluzione contro la Spagna, per rivendicare parte dell’eredità spagnola in nome della moglie di Luigi XIV Maria Teresa, figlia del defunto re di Spagna Filippo. 

L’olanda cercò di fermare l’avanzata francese nei territori delle Fiandre così Luigi XIV dichiarò guerra alle Province Unite nella sua politica d’espansione che portò alla creazione di una lega difensiva tra Spagna, Svezia e Olanda chiamata Lega d’Augusta. Erano le premesse per il riaccendersi di un conflitto su scala continentale. 

Il fattore scatenante fu costituito dall’invasione militare francese del Palatinato (Germania) nel 1688 che portò all’annessione alla Lega dell’Inghilterra che distrusse la flotta francese in mare; anche nei Paesi bassi i francesi registrarono sconfitte che portò alla firma della Pace di Ryswick nel 1697

6Luigi XIV ed il tramonto del Re Sole

Sotto l'assolutismo di Luigi XIV l'opposizione fu sorda, ma presente
Sotto l'assolutismo di Luigi XIV l'opposizione fu sorda, ma presente — Fonte: ansa

Le vicende della guerra di successione spagnola, che occuparono gli ultimi quindici anni del regno di Luigi XIV, ebbero ripercussioni per i sudditi francesi il cui peso divenne intollerabile. Non bastando i vecchi e i nuovi espedienti per far denaro, come la vendita di cariche nobiliari o la manipolazione della moneta, si istituirono nuove imposte: nel 1695 ci fu l’imposta sull’individuo cioè un prelievo in percentuale su qualsiasi tipo di reddito.  

Al malessere generale determinato dalla miseria, dalla guerra, dalle tasse e dalle carestie, fa riscontro un incupirsi della vita di corte a Versailles, dove il vecchio re era caduto sotto l’influenza della bigotta madame Francoise d’Aubigné.  

L’opposizione sorda, ma diffusa, contro l’assolutismo di Luigi XIV si manifestava in vari modi: nelle sommosse popolari spontanee, provocate da miseria e disperazione, contestazioni di economisti, e di una politica che sacrificava l’agricoltura al commercio. Intanto anche nella filosofia, nella letteratura, nell’arte e nella religione (illuminismo e gesuiti) si affermavano nuovi indirizzi che mettevano in discussione il re, i cui ultimi anni furono dettati da rovesci politici, lutti familiari e dal suo nel 1715. La notizia della morte del re fece accendere fuochi di gioia in tutta la Francia.  

"L'anarchia è l'abuso della repubblica, come il dispotismo è l'abuso del potere monarchico".

Voltaire