Arthur Rimbaud: biografia, opere e stile

Arthur Rimbaud: biografia, opere e stile A cura di Laurène Suau.

Vita, opere e poesie di Arthur Rimbaud, poeta francese tra i promotori della poesia moderna. Stile e temi di Una stagione all'inferno e altre raccolte

1Vita di Rimbaud (1854-1891)

Arthur Rimbaud, 1870
Arthur Rimbaud, 1870 — Fonte: getty-images

Rimbaud nasce in una piccola città in Lorena vicina a Metz, Charleville. Suo padre era un ufficiale dell’esercito e sua madre apparteneva a una famiglia di proprietari terrieri. Il piccolo Arthur ha sei anni quando i suoi si separano. Cresce con la madre molto severa e manifesta presto un sentimento di rivolta e un desiderio di fuga.  

Al Collegio di Charleville è un allievo brillante dimostrando immediatamente uno spiccato senso poetico che viene incoraggiato con entusiasmo dall’insegnante di retorica, George Izambart.  

Ma in casa si sente oppresso: la guerra mette fine ai suoi studi e Rimbaud inizierà a manifestare il suo anticonformismo e la ribellione contro l’ordine stabilito che lo porterà a scappare di casa nel 1870 per dirigersi a Parigi. Arrestato dalla polizia viene liberato grazie all’intervento del suo professore di retorica, George Izambart. 

Nel 1871 Rimbaud si reca di nuovo a Parigi in piena insurrezione della Comune. La sua poesia diventa sempre di più straziante, ancora più personale, più originale. Nel suo lungo poema, Le Bateau ivre (“La barca ubriaca”, 1871), Rimbaud descrive simbolicamente il viaggio alla scoperta di un mondo nuovo e sconosciuto, come Baudelaire sognando di tuffarsi “nel fondo dello sconosciuto per trovare del nuovo”. Scrive la Lettera del veggente, una specie di testamento poetico che sconvolge la poesia come era stata concepita fino a quel momento.  

1.1Rimbaud e l’incontro con Verlaine

Affascinato dalle sue poesie, Rimbaud aveva scritto a Verlaine chiedendo di incontrarlo. Tra i due inizia una relazione e con questa anche un periodo di dissolutezza tra alcol e droga. L’avventura tra i due poeti finirà male: tempo dopo Verlaine, ubriaco, sparerà all’amico ferendolo.

Casa di Rimbaud in Etiopia
Casa di Rimbaud in Etiopia — Fonte: getty-images

Conclusa la relazione con Verlaine Rimbaud torna da sua madre e scrive un’autobiografia in prosa poetica in cui racconta il suo fallimento, Una stagione all’inferno (1873). Sono gli anni maledetti passati con Verlaine e l’impossibilità dell’arte. Nel “disordine del suo spiritoRimbaud ha l’intenzione di intraprendere un cambiamento. Una stagione all’inferno finisce con un “Addio” a quello che è stato, addio alla dissolutezza ma anche alla sperimentazione poetica, per ritrovare la semplicità. Ma presto Rimbaud riprende la strada della scrittura.

Di nuovo a Londra nel 1874, accompagnato da un altro poeta - Germain Nouveau - lavora ad un’opera in prosa poetica intitolata le Illuminazioni che sarà pubblicata nel 1886. Questa raccolta è l’ultima di una breve carriera perché a 20 anni smetterà definitivamente di scrivere. La sua poesia lo consacra come un poeta rivoluzionario, uno dei più forti e commuoventi della letteratura francese

1.2I viaggi di Rimbaud

Arthur Rimbaud in Africa, disegno del suo amico Ernest Delahaye
Arthur Rimbaud in Africa, disegno del suo amico Ernest Delahaye — Fonte: getty-images

Lontano dai sentieri della poesia, Rimbaud conosce tutte le difficoltà dell’esistenza. Da allora, riprende il suo vagabondare viaggiando attraverso l’Europa, poi l’Africa mantenendosi con diversi mestieri: professore di francese, interprete, venditore, trafficante d’armi. 

Colpito da un tumore al ginocchio torna in Francia per farsi curare ma muore a Marsiglia nel settembre del 1891 per le conseguenze dell’amputazione. 

2Opere di Rimbaud

2.1Rimbaud ed il bisogno di rivolta

Per capire la personalità complessa di Rimbaud, bisogna innanzitutto mettere a fuoco il suo bisogno di rivolta, di opposizione assoluta e violenta contro la società e la cultura del suo tempo. La sua carriera folgorante avvenuta nello spazio di sei anni, tra 14 e 20 anni rivoluziona l’idea della lingua e della poesia perché scommette tutto sui poteri della visione e del verbo.

In questa ottica il silenzio che ha seguito le Illuminazioni, e che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro si spiega perfettamente: Rimbaud ha preso coscienza del fatto che nessuno, neanche un poeta, può cambiare il mondo; bisogna rassegnarsi ed accettarlo com’è.  

Arthur Rimbaud (1854-1891)
Arthur Rimbaud (1854-1891) — Fonte: getty-images

Nel 1895, dopo la morte di Rimbaud, Verlaine firma la prefazione di una raccolta, Poesie complete di Arthur Rimbaud, che ha organizzato cronologicamente e che mostra il percorso infortunato e labirintico dell’anima tormentata del suo amico. Le prime 44 poesie sono state scritte tra il 1869 ed il 1871.

Esse riprendono le forme romantiche o parnassiane per raccontare la ripugnanza di un adolescente verso la società gretta nella quale vive. Rimbaud prende in giro Napoleone III, denuncia la guerra, celebra la Comune, critica la religione o sceglie temi più personali come la libertà, la scoperta della sensualità, il viaggio, l’evasione.   

2.2Rimbaud e Una stagione all’Inferno

Una stagione all'inferno di Rimbaud
Una stagione all'inferno di Rimbaud — Fonte: getty-images

Due anni appena dopo la lettera “del veggente”, Rimbaud fa il bilancio del suo delirio poetico ed esistenziale in Una stagione all’inferno. Composto nel 1873 è l’unico libro del quale ha personalmente seguito la pubblicazione. Testimonianza della sua relazione difficile con Verlaine, quest’opera è un racconto in prosa - trasfigurato dallo sguardo del poeta - di un viaggio dei sensi e dello spirito verso l’ignoto. 

Al termine di questo percorso in nove sequenze, l’ultimo poema “Addio” è la costatazione della sconfitta: come la fine de La barca ubriaca ha annunciato, la poetica della veggenza non conduce a niente e bisogna accettare la propria condizione e le proprie radici. 

2.3Le Illuminazioni di Rimbaud

Il titolo di questa raccolta enigmatica potrebbe derivare dall’inglese e significare quindi sia “miniature”, le incisioni a colori, sia “ispirazioniprovenienti dalla memoria e dai sensi

Il libro è composto da 42 poemi in prosa e due in versi liberi scritti tra gli anni 1873 e 1874 e pubblicati nel 1886 grazie a Verlaine. L’insieme è ermetico ed eterogeneo sia nella forma sia nel contenuto: descrizioni di paesaggi londinesi per la maggior parte (ponti e città) si affiancano ad evocazioni fantastiche

La creazione linguistica è il cuore dell’esperienza poetica di Rimbaud. Nella linea del mito romantico e sul cammino tracciato da Baudelaire, Rimbaud vuole creare un linguaggio nuovo capace di esprimere sia i misteri del mondo visibile sia quelli del sogno e delle sensazioni impalpabili: “questa lingua sarà l’anima per l’anima”.

Sconvolgendo la tradizione, “accessibile a tutti i sensi” il suo verbo poetico abbandona la logica mantenendo una forma piuttosto classica e si mette al servizio dell’immaginario. Risulta un testo a volte incoerente, frammentato ma tuttavia avvincente. Per Verlaine, è la musica dei versi che affascina prima di tutto.   

3Temi e stile di Rimbaud

Nel maggio 1871 durante la Comune di Parigi lo scontro in strada è violento. La scuola ha riaperto le sue porte a Charleville ma “il bambino della collera” (Verlaine, Saggezza, IV) rifiuta di entrare in classe: “faccio sciopero” dice in una lettera al professore Izambart e per motivare la sua scelta parla della poesia e della sua volontà di comporre versi autentici che vadano al di là della semplice soggettività: è infatti questo il senso della sua famosa frase “Io è un altro”. 

Lettera manoscritta di Rimbaud
Lettera manoscritta di Rimbaud — Fonte: getty-images

Rimbaud torna su questo argomento due giorni dopo, scrivendo una lettera il 15 maggio 1871 che costituisce un vero manifesto: al termine di una rivoluzione esistenziale, il poeta deve abbandonare la “insipida poesia soggettiva” e trovare una lingua capace di esprimere un tale sconvolgimento. 

Pochi mesi dopo questa lettera, il “Ladro di fuoco” scrive il suo poema più famoso: La barca ubriaca. In 25 quartine racconta in prima persona il suo viaggio verso l’ignoto: è una “vera eruzione di colori e immagini folgoranti” (M.A Ruff, Rimbaud. Poesie, 1978).

Rimbaud e il mito del vagabondo dai costumi sregolati si diffondono in Europa dopo il 1884, quando viene pubblicato il saggio di Verlaine I Poeti maledetti che contiene sia La barca ubriaca sia Vocali. In Italia Dino Campana (1885-1932) con la raccolta Canti orfici (1914) è stato spesso paragonato al poeta francese. “L’uomo dalle suole di vento” ha anche ispirato gli espressionisti, i dadaisti, i surrealisti, i futuristi russi, Henry Miller e la Beat generation degli anni 50 negli Stati Uniti.