L'arte nel secondo dopoguerra: autori e movimenti artistici

Di Redazione Studenti.

L'arte nel secondo dopoguerra: contesto storico e introduzione alle nuove forme d'arte. Movimenti artistici e autori: spiegazione ed elenco

SECONDO DOPOGUERRA

Forme d'arte post secondo dopoguerra
Forme d'arte post secondo dopoguerra — Fonte: getty-images

Dopo la seconda guerra mondiale l’Europa affronta una profonda crisi sociale e culturale che le fa perdere il ruolo di centro propulsore della ricerca artistica internazionale, spostandosi negli Stati Uniti.

Parigi perde la propria centralità, che acquista invece New York. I motivi di tale cambiamento si ritrovano in ambiti sia artistici, ma anche sociali, politici ed economici. I giovani artisti americani nel corso degli anni ’30 iniziano ad utilizzare linguaggi che ricercano una propria autonomia e si presentano con una dirompente forza espressiva.

Il recupero dei linguaggi avanguardistici da parte degli artisti americani segna la ripresa di una ricerca che non è uno sguardo nostalgico nei confronti del passato, ma come il riconoscimento sincero dell’enorme importanza assunta dalle avanguardie europee di inizio secolo. Il surrealismo, il dadaismo, l’astrattismo e anche la grossa innovazione della forma pittorica del cubismo sono i linguaggi e le forme cui i giovani artisti guardano.

La ripresa dei linguaggi avanguardistici dà così avvio a una serie infinita di movimenti che ne assumono le teorie, le forme e le ideologie per mettere in discussione il reale e precisare un linguaggio che tenta di porsi in relazione con il mondo nel preciso intento di cambiarlo.

ESPRESSIONISMO ASTRATTO, ACTION PAINTING, COLORFIELD PAINTING

L’espressionismo astratto è soprattutto una condizione culturale che caratterizza gli Stati Uniti e si diffonde anche in Europa, fra gli anni ’40 e ’50.

Partendo dall’analisi di alcune delle avanguardie artistiche europee, serve a creare un linguaggio nuovo attraverso una riconsiderazione dei materiali della pittura.

La tela diventa uno spazio vitale dell’azione, come i materiali diventano gli strumenti di tale agire. Il gesto convulso di Pollock e quello pacato e spirituale di Rothko rappresentano i due poli di un linguaggio che vuole esprimere sulla tela la necessità del fare, dell’agire, del vivere.

ART BRUT

Nel 1945 l’artista francese Jean Dubuffet definisce art brut tutte le opere realizzate da chi, per una propria decisione o indipendentemente da essa, operano fuori da ogni tipo di istituzione culturale ed economica che sia legata al mondo artistico.

In questa formula si può riassumere tutto ciò che nasce spontaneamente, attraverso la libera espressività e dalla sola necessità di raccontare se stessi e il mondo.

COBRA

È il nome di un gruppo che nasce a Parigi nel 1948 a opera di Jorn, Pedersen, Alechinsky, Corneille, Appel e Costant. Viene caratterizzato da un acceso sperimentalismo, da una pittura cromaticamente violenta e dalla commistione di elementi astratti e figurativi. Il filone vuole riportare l’arte a uno stadio primario, prelinguistico e pretecnico, che sappia esprimersi unicamente attraverso il gesto pittorico.

Jorn aderisce successivamente all’Internazionale situazionista, fondata nel 1957, avendo così così modo di precisare ulteriormente gli aspetti di sperimentalismo che già erano presenti in Cobra.

INFORMALE

Non si tratta di un movimento, di una scuola o di una tendenza, ma di una condizione che attraversa l’Europa intera a partire dall’inizio degli anni ’50 e che coinvolge l’arte passando attraverso l’esistenza.

Si tratta però soprattutto di un’azione del mondo, un dato esistenziale che spinge l’artista ad agire e porsi in relazione con tutti i materiali che la realtà offre. Liberandosi da schemi formali, figurativi, geometrici, l’informale propone una pittura materica, in alcuni casi gestuale, per ricercare un nuovo rapporto con il mondo attraverso l’arte.

HAPPENING

L’happening è un evento, un’azione che vuole aprire il linguaggio artistico alla realtà.

Riconducibile alle esperienze dadaiste del Cabaret Voltaire, l’happening compare sulla scena artistica americana nel 1959 con la prima azione di Allan Kaprow: il suo è un happening composto da più parti autonome l’una dall’altra, ma che costituiscono un’unità nella globalità dell’evento.

Kaprow utilizza diversi materiali, artistici e non, per porre in relazione l’arte con la vita e l’opera col reale.

FLUXUS

Nel 1961 George Maciunas, insieme a Dick Higgins e altri, fonda il movimento Fluxus

A caratterizzarlo è una totale apertura del linguaggio artistico a tutti i materiali del mondo e a tutti i flussi dell’esistenza. Le opere di Fluxus sono azioni, eventi che sottolineano quanto la quotidianità e la banalità della vita di ogni individuo possano essere intese come evento artistico in quanto, afferma Maciunas, “tutto è arte e tutti possono farne”.