Arte altomedievale: definizione, caratteristiche e correnti

Storia e caratteristiche delle manifestazioni artistiche più importanti del periodo altomedievale europeo. Le opere principali
Arte altomedievale: definizione, caratteristiche e correnti
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1Che cos’è l’Arte altomedievale?

Alto Medioevo (miniatura del X secolo)
Fonte: ansa

Per Arte altomedievale si intende quell’eterogeneità di esperienze artistiche che si manifestarono durante il periodo dell’Alto Medioevo europeo, ossia per convenzione dal 476 d.C., anno della Caduta dell’Impero Romano d’Occidente, all’Anno Mille

In questo lunga e complessa epoca storica, la produzione artistica europea fu susseguirsi di tendenze e di fasi raggruppabili sinteticamente così: 

  • Arte tardoantica (IV-VI secolo);
  • Arte barbarica-longobarda (VII-VIII secolo);
  • Arte carolingia-ottoniana (VIII-X secolo).

2Contesto storico-artistico

Fu nel periodo cosiddetto Tardoantico che nel vasto e decadente Impero Romano iniziarono a mescolarsi i fattori culturali che caratterizzarono l’epoca successiva: i principi del Cristianesimo, l’influsso bizantino e l’aggregazione con le popolazioni barbare

Nascita e diffusione del Cristianesimo nell'Impero romano.
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Il modello su cui si basarono e con cui fecero i conti tutte le manifestazioni artistiche dell’Alto Medioevo, dalla pittura alle arti minori, passando per la scultura e l’architettura, fu ovviamente quello greco-romano.

Ad assumere il ruolo accentratore e unificante fu la fede cristiana. Infatti, la produzione artistica di quest’era fu del tutto caratterizzata da scene e messaggi evangelici; i nuovi edifici vennero costruiti adeguandosi alle esigenze liturgiche e quelli già esistenti furono riconvertiti. 

3Arte tardoantica

3.1Caratteristiche

Arte bizantina, mosaico della Basilica di San Vitale.
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L’arte altomedievale ebbe come fondamento formale principale la cosiddetta arte tardoantica (III-VI secolo), contraddistinta dalla combinazione dello stile costantiniano con le correnti artistiche paleocristiane e bizantine, entrambe caratterizzate da uno stile di rappresentazione anti-naturalistico.

L’arte paleocristiana riprese gli stilemi greco-romani rielaborandoli sia nelle forme, semplificando e stilizzando le figure, che nel significato, servendosi delle iconografie precedenti e "convertendole" a simboli cristiani.

Similmente alla corrente paleocristiana, la proposta bizantina si contraddistingue soprattutto per la ricchezza dei colori e dei materiali adoperati, per la regalità e la ieraticità delle scene, per la stilizzazione raffinata delle figure.

3.2Opere principali

Illustrazione del Sarcofago di Giunio Basso.
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Conservato ai Musei Vaticani, il Sarcofago di Giunio Basso (359 ca) è uno dei capolavori della scultura paleocristiana. Realizzato in marmo pentelico, il fronte dell’opera e le due testate sono ornate da altorilievo con scene raffiguranti episodi biblici, disposte in nicchie su due registri orizzontali. 

I mosaici dei Cortei di Giustiniano e Teodora (547), tra gli esempi più alti dell’arte bizantina, decorano le pareti laterali del presbiterio della Basilica di san Vitale a Ravenna. Rappresentati secondo gli stilemi tipici bizantini, i due mosaici svolgono una funzione di propaganda politica

4Arte longobarda

4.1Caratteristiche

Alboino, re longobardo e fondatore del regno longobardo in Italia.
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L’incontro tra la matrice barbarica dell’arte longobarda e le tradizioni latino-bizantine produsse uno dei linguaggi più originali dell’epoca. Sullo sviluppo di quest’arte influirono notevolmente l’esperienza tecnica nella metallurgia e la predilezione verso gli elementi sia astratto-geometrici che animali e vegetali.

Le opere longobarde si caratterizzano per le figure rappresentate in maniera astratta e austera e per le loro proporzioni gerarchiche; il volume e lo spazio non sono riprodotti e quest’ultimo è contraddistinto da un gusto ornamentale tendente all’horror vacui.

4.2Opere principali

Conservato presso il Museo e tesoro del Duomo di Monza, l’Evangeliario di Teodolinda (603) è uno dei massimi esempi di oreficeria longobarda. La legatura è realizzata da due tavole in oro abbellite da cammei, smalti, vetrine e pietre preziose disposte simmetricamente lungo le croci greche.

Altare di Ratchis, custodito nel Museo cristiano di Cividale del Friuli.
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L’Altare di Ratchis (737-744), custodito nel Museo cristiano di Cividale del Friuli, è uno dei capolavori della scultura longobarda. Il marmo è composto da quattro lastre decorate in bassorilievo da scene sacre in cui personaggi hanno una forte intensità espressiva. Originariamente doveva essere arricchita da cromia e da inserti di pietre colorate, ora perduti.

5Arte carolingia

Carlo Magno, 800 d.C. Re dei Franchi e imperatore d'Occidente dall'800 fino alla sua morte.
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Nell’ampio e ambizioso progetto della renovatio imperii di Carlo Magno (742-814), che mirava alla creazione di una cultura condivisa in tutto l’impero, l’arte carolingia-ottoniana ebbe un ruolo rilevante. Lo strumento di affermazione imperiale più efficace fu l’architettura.

Il modello di riferimento dello stile carolingio fu quello romano tardoantico. Per le nuove costruzioni furono adoperati soprattutto materiali di spoglio degli edifici antichi. L’innovazione architettonica carolingia più interessante fu il Westwerk.

5.1Opere principali

Utilizzato come altare maggiore della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, l’Altare di Vuolvinio (824-859) è uno dei capolavori dell’arte carolingia. L’opera è realizzata in legno ed è ricoperta da tre lastre decorate con oro, argento dorato, gemme preziose e smalti, su cui sono effigiate scene sacre.

La cupola della Cappella Palatina, Cattedrale di Aquisgrana.
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La Cappella Palatina (786-804) di Aquisgrana è il più noto esempio di arte carolingia. L’edificio di tre piani è a pianta centrale poligonale e coperto da cupola; è definito da pilastri attorno ai quali corre un deambulatorio a due livelli, ritmato da un doppio ordine di arcate. Gli interni sono abbelliti da mosaici e marmi preziosi.