Aristotele: forma e sostanza

Di Redazione Studenti.

Breve riassunto sui concetti principali del pensiero di Aristotele, forma e sostanza, e un breve confronto con il pensiero di Platone.

ARISTOTELE: FORMA E SOSTANZA

Aristotele: forma e sostanza
Aristotele: forma e sostanza — Fonte: getty-images

La sostanza è il centro di riferimento delle categorie dell'essere in quanto tutte le altre categorie la presuppongono. La sostanza è l'essenza necessaria di una cosa, cioè ciò che fa sì che una cosa sia quello che è e non sia qualche altra cosa. Secondo Aristotele la sostanza è formata da una materia e da una forma che operando insieme costituiscono il sinolo. La materia funge da sostrato della forma, la materia di per sé ha delle potenzialità indeterminate, cioè la possibilità di prendere forma, che possono attuarsi solo grazie alla forma che può trasformare tale potenzialità in atto. Quindi, la forma si configura come atto mentre alla potenza corrisponde la materia. Il bronzo è potenza della statua.

ARISTOTELE: ATTO E POTENZA

L'atto è chiamato anche entelechìa che significa realizzazione della perfezione. L'atto risulta superiore rispetto alla potenza sul piano gnoseologico, cronologico ed ontologico. Infatti, la conoscenza della potenza presuppone un'implicita conoscenza dell'atto di cui essa è potenza. L'atto è temporalmente prima della potenza: è vero che il seme (potenza) è prima della pianta ma il seme non può essere derivato che da una pianta già in atto. L'atto è ontologicamente superiore alla potenza, in quanto costituisce la causa, il senso e il fine della potenza.

ARISTOTELE E PLATONE

Per Platone tra le idee (forme) e le cose c'è un rapporto di trascendenza. Aristotele non accetta questa separazione tra idee e cose. Non possiamo dire che le forme siano separate dalle cose. Se le forme fossero separate non potrebbero agire sulle cose, quindi bisogna dire che le idee si riferiscono alle cose. Quindi, la forma si riferisce alla materia.

IL TEMPO PER ARISTOTELE

Per Aristotele esistono anche delle sostanze eterne, come il tempo. Prima del tempo ci dovrebbe essere un "prima" dopo il tempo un "dopo". Ma prima e dopo sono tempo quindi prima e dopo il tempo ci sarebbe tempo il quale è quindi eterno. Essendo il tempo funzione del movimento, anche il movimento sarà eterno. Se il movimento lo intendiamo eterno dobbiamo suppore che ci sia un principio eterno e immobile che sia l'origine del movimento. Questo deve essere un motore immobile (pietra e bastone). Deve essere anche atto puro (cioè senza materia) perché se fosse potenza potrebbe muovere ma potrebbe anche non muovere.

MOTORE IMMOBILE

Aristotele identifica questo motore immobile con Dio che muove come causa finale, come oggetto d'amore. Dio si presenta come perfezione, come intelligenza eccellente che pensa a ciò che è più eccellente, ovvero a sé stesso, quindi Dio è pensiero di pensiero. Tra Dio e il mondo non c'è un rapporto di reciprocità, Dio è impassibile, è il mondo che si dirige verso di lui poiché è attratto (per capire questa attrazione bisogna rifarsi al concetto di materia prima).

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