Arabia preislamica e Maometto: riassunto

Di Redazione Studenti.

Riassunto della storia e le caratteristiche della società dell’Arabia preislamica e la vita di Maometto, il fondatore e il profeta dell’Islam

ARABIA PREISLAMICA: RIASSUNTO

Arabia preislamica e Maometto: riassunto
Arabia preislamica e Maometto: riassunto — Fonte: getty-images

Nel VII secolo, la penisola arabica era una distesa desertica difficile per la sopravvivenza dell’uomo. Nelle poche oasi si coltivavano agrumi, cereali e datteri.

Questa zona desertica occupava l’Arabia settentrionale, a sud, invece c’era una zona resa fertile dalle piogge monsoniche, questa zona aveva già conosciuto lo sviluppo di grandi civiltà.

Il deserto era abitato dai beduini che erano popolazioni di origine semitica organizzate in tribù guidate da sceicchi.

Nella civiltà dei beduini in primo piano c’era il dromedario, una animale che dava loro molti vantaggi, da questo animale si poteva ricavare il latte, la carne, la lana e in più era un ottimo mezzo di trasporto.

I beduini erano popolazioni nomadi, infatti dovevano raggiungere le oasi per poter acquistare dai contadini sedentari i beni di prima necessità, non esitavano comunque a ricorrere alla razzia.

I beduini erano politeisti, le loro divinità principali venivano adorate in dei santuari che divennero presto oltre dei centri d’incontro religiosi anche commerciali.

Il centro più importante era La Mecca, dove sorge la Kaaba in cui è conservata la pietra nera che era adorata dagli arabi perché ritenevano che fosse un dono divino; secondo la tradizione, la pietra in origine era bianca e poi successivamente si sarebbe macchiata per i peccati degli uomini.

MAOMETTO: RIASSUNTO

Maometto (circa 570-632) nacque alla Mecca nel 570 circa. Rimase presto orfano dei genitori e venne cresciuto dai parenti più prossimi, la sua famiglia si occupava di trasporto carovaniero e ben presto Maometto dovette guadagnarsi da vivere impegnandosi in questa professione.

Durante i viaggi con le carovane conobbe l’ebraismo e il cristianesimo. All’età di 25 anni, andò a lavorare per una giovane e ricca vedova di nome Khadīja, che divenne sua prima sposa e da cui ebbe numerosi figli.

Ormai ricco, Maometto poteva considerarsi soddisfatto, ma venne travolto da una inquietudine religiosa che spesso lo indusse a ritirarsi frequentemente in preghiera nelle grotte fuori dalla Mecca.

In una di queste grotte avvenne l’episodio decisivo della sua vita, mentre pregava gli apparve l’arcangelo Gabriele che gli rivelò i principi fondamentali di una nuova fede. Gli parlò di Allah, l’unico vero Dio, e lo invitò a diffondere questa fede agli uomini affinché si sottomettessero alla volontà divina.

Questa sottomissione si chiama Islam e da questo nome deriva la nuova religione: islamismo. Maometto stesso, definì il perfetto credente muslim cioè sottomesso alla volontà di Dio, perciò i suoi seguaci sono detti musulmani.

L'ÈGIRA E IL RITORNO ALLA MECCA

Come gli era stato ordinato, Maometto cominciò a professare la nuova fede, ma si trovò davanti all’incredulità dei cittadini della Mecca, perciò all’inizio furono in pochi e a convertirsi erano prevalentemente famiglie povere.

Per questo i ricchi mercanti temevano che la nuova religione monoteistica potesse nuocere alla fortuna della città (dovuta proprio all’essere il centro del politeismo pagano).

Perciò Maometto cercò nuovi sostenitori fuori dalla città, si trasferì così a Yatrib che divenne la sua residenza e che per questo presto fu chiamata Medina, ovvero la città del profeta.

Il trasferimento a Medina costituisce la cosiddetta ègira (migrazione), l’avvenimento da cui gli Arabi fanno iniziare il calendario.

Da Medina, Maometto incominciò ad organizzare razzie alle carovane dirette alla Mecca, nel frattempo anche le conversioni alla Mecca si fecero numerose.

Nel 630 Maometto si presentò con un esercito di 10.000 uomini per attaccare La Mecca, ma non fu necessario, dato che i Meccani aprirono le porte a Maometto che si insediò pacificamente alla guida della città. Due anni dopo, Maometto morì.

All’epoca il paganesimo era scomparso quasi completamente dalla Mecca e quasi tutta la penisola arabica riconosceva l’autorità del profeta. Si era affermato così un nuovo Stato.