Aporia in filosofia: cos'è ed esempio

Di Redazione Studenti.

Cos'è l'aporia? Quali filosofi ne hanno parlato? Significato ed esempi del termine aporia in Socrate, Anassagora, Democrito

APORIA

Aporia: significato ed esempi
Aporia: significato ed esempi — Fonte: getty-images

Il termine aporia, traducibile dal greco come incertezza o dubbio, si usava nella filosofia greca per descrivere l'impossibilità di dare una risposta a un problema, in quanto entrambe le soluzioni prospettate per una questione sembrano ugualmente valide. 

APORIA ELEATICA

Prende il nome dalla Scuola di Elea, di cui fa parte Parmenide. Il problema principale per quest'ultimo riguarda l'essere:

  • L’essere e il non-essere sono contrari
  • Il non-essere non è per definizione, per cui esiste solo l’essere
  • l’essere “è e non è possibile che non sia”, il non essere “non è ed è necessario che non sia”

Ci si trova dunque a pensare l'essere come ciò che è, ma ad esperire il divenire, come realtà mutevole.

APORIA IN ANASSAGORA E DEMOCRITO

In Anassagora e Democrito si affronta il tema della materia:

  • Se la materia è estesa, è divisibile all'infinito
  • Ma se la materia è divisibile all'infinito, com'è possibileche esistano oggetti finiti?
  • Le cose finite non possono derivare dall'infinito
  • Esistono particelle materiali non divisibili: gli atomi

L'aporia sta nel fatto che entrambe le conclusioni (la materia è / non è divisibile all'infinito) sono ugualmente valide e razionali.

APORIA IN SOCRATE

L'aporia in Socrate era una fase della maieutica, in cui il filosofo chiedeva al suo interlocutore definizioni sempre più precise di quello di cui si stava parlando nel tentativo di mandarlo in contraddizione: lo scopo era quello di far crollare le certezze iniziali, dimostrando quanto fossero labili.