Antologia: novella e racconto

Di Redazione Studenti.

Novella e racconto in antologia: cosa sono, le caratteristiche principali e le differenze tra questi due generi letterari

Introduzione

Novella e racconto
Novella e racconto — Fonte: getty-images

La novella e il racconto costituiscono due generi letterari di origine molto antica, ma con le caratteristiche con le quali si conoscono attualmente si affermarono soltanto durante l'Ottocento.

La novella

La novella rappresenta una forma di narrazione breve diffusasi oralmente in origine. Innanzitutto, non si tratta di un genere letterario a se stante, ma di una forma espressiva.

La base della novella trae le origini dagli exempla latini, ossia dalle forme che si trovano a cavallo fra parabola e favola. Negli exempla, come nelle novelle, i personaggi compiono una serie di azioni di fronte a determinate situazioni, che conducono a conseguenze con risvolti morali.

Anche nelle novelle si mantiene il sottofondo morale e spesso i personaggi vengono semplificati per metterne in luce aspetti chiave al limite del caricaturale.

Elementi magici

Nelle novelle non sono presenti elementi magici o soprannaturali, mentre il racconto può contenerne, se non addirittura essere proprio basati su di essi.

Per essere più chiari, il contorno magico eventualmente presente nella novella non è da intendersi come elemento che ne sfuma il senso, ma solo come un aspetto delle credenze del tempo.

Quindi, per esempio, se in una novella dovessimo trovare l'intervento di un mago, quest'ultimo è da intendersi come perfettamente realistico e proveniente dall'esperienza quotidiana, cosa che nel racconto invece non è necessariamente così chiara.

La presenza del soprannaturale nel racconto va letta come un elemento irreale, cioè sia il lettore che lo scrittore sono perfettamente consci del fatto che l'azione magica non esiste, ma che è strumentale allo svolgimento della trama, che può essere molto complessa, cosa che nella novella non troviamo.

Anzi, spessissimo l'intreccio e la trama delle novelle sono ridotte al minimo, proprio perché la funzione è esemplificativa e non si desidera confondere il pubblico con informazioni superflue.

In generale il racconto non ha l'obbligo di contenere elementi fantastici, o irreali, ma in questo caso può confondersi liberamente con la novella.

Il racconto

Il racconto costituisce una narrazione non sempre breve, che può avere un contenuto irrealistico, fantastico o di pura invenzione. Questo può risultare anche autobiografico, quando si comprende nell'intreccio alcuni riferimenti ad esperienze dell'autore che lo scrive.

Fino al Settecento il termine racconto fungeva da sinonimo di novella, mentre in seguito ha acquisito una propria autonomia. Questo significa che essa ha radici molto antiche risalenti ad alcuni secoli prima dell'anno 1000, epoca dove non esistevano vere e proprie forme di scrittura.

Inizialmente la novella parlava delle vite dei Santi, mentre a partire dal Duecento acquisirà nuove caratteristiche grazie a Giovanni Boccaccio. La novella dovrà avere una finalità educativa e, al tempo stesso, provvedere al diletto.

L'esempio del seguente cambiamento, pertanto, è il "Decameron" di Boccaccio. Nel racconto il fine esemplificativo non è necessariamente presente, anzi spesso il significato da attribuire agli eventi narrati può essere di difficile interpretazione, se non addirittura privo di un contenuto morale.

Spesso i racconti riportano fatti cronachistici, e come tali sono privi di un senso morale esplicito.

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