Animal Farm: riassunto, commento e relazione breve del libro di George Orwell tradotto in italiano con La fattoria degli animali

ANIMAL FARM

Animal Farm
Animal Farm — Fonte: istock

Animal Farm, reso in italiano come La fattoria degli animali, è uno dei due romanzi di George Orwell - insieme a 1984 - con cui lo scrittore inglese ha raggiunto la sua fama internazionale. Animal Farm è per questo un libro-simbolo che racconta e critica un'epoca attraverso significative allegorie, e lo fa attraverso un linguaggio infantile, semplice e intuitivo.

Riassunto e commento

La fattoria degli animali è stato scritto da George Orwell tra il 1943 e l'inizio del 1944 sul finire della seconda guerra mondiale ed è una satira politica sulla tirannia. Animal farm ha la struttura della fiaba classica con lo stratagemma degli animali antropomorfi e racconta la storia di una rivoluzione fallita. Gli animali di una fattoria si ribellano alla tirannia umana e instaurano una società di uguali. Ben presto però i maiali, più intelligenti e più ricchi di qualità organizzative, assumono il controllo della situazione. In apparenza lavorano per il bene comune, ma in realtà cercano soltanto di mantenere il potere. Napoleon, il maiale che ha assunto la guida della fattoria dopo aver annientato la fronda interna, diventa impunemente sempre più simile agli uomini grazie ad una massiccia opera di disinformazione a danno degli altri animali. Il libro si chiude con i maiali ormai indistinguibili dagli uomini e con i sette principi che avevano ispirato la rivoluzione ridotti ad uno solo: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Questa dittatura di pochi maiali genera terrore e repressione verso i più deboli e finisce con una riappacificazione con gli uomini, dai quali per opportunismo e avidità, gli animali rivoluzionari non si distinguono più. Le parti più interessanti sono quelle dove il maiale “dittatore”, Napoleon, riesce a dare ad ogni fatto accaduto una spiegazione utile per la sua causa al fine di convincere gli altri animali, i meno intelligenti o i più ingenui, che lui ha sempre ragione e ciò che fa, lo fa sempre per il bene della comunità. Dove invece non riesce con le parole a persuadere gli animali più intelligenti, usa il fucile. Napoleon ha assunto un tale potere che riesce a modificare a sua convenienza anche i “comandamenti” che tutti gli animali allora si erano dati democraticamente dopo aver cacciato il padrone.

Napoleon, attorniato dai suoi pochi fedeli, diventa così il nuovo “padrone” e trasforma la vecchia “Fattoria padronale” nella “Fattoria degli Animali”. Egli, infatti, va ad abitare nella casa del fattore, si veste come lui, prende i suoi vizi, incontra gli altri uomini con cui tratta gli affari, e tiene in sfruttamento e schiavitù gli altri animali a cui non resta che chiedersi se era meglio prima con il sig. Jones o adesso con Napoleon, ormai del tutto simile agli uomini.

I maiali che camminano su due gambe rappresentano l’esito del comunismo: quelli che erano partiti come liberatori erano diventati i nuovi oppressori.

Considerazioni sul libro

Questo libro è stato considerato come una fiaba divertente per i bambini e una storia dura e riflessiva per gli adulti: dietro gli animali, infatti, si nascondono veri personaggi politici. Orwell condanna qualsiasi tirannia e qualsiasi forma di totalitarismo ma più specificatamente la sua opera è riferita con molta severità al comunismo della Russia.

Animal farm, descrivendo metaforicamente la rivoluzione russa del 1917, fornisce una critica della contraddizione fondamentale a cui andò incontro il comunismo una volta applicato.

Colpisce positivamente l’invenzione dell’autore di servirsi del mondo animale per mettere in evidenza i mali del potere, riferito specialmente al tempo in cui visse Orwell.

Il protagonista del libro, Napoleon, è il cattivo di turno, astuto, spietato, perfido e in alcune situazioni megalomane: una copia perfetta di Stalin. Sempre in controcorrente, ma non per questo preferito a Palla di Neve che era più accattivante, con una faccia di bronzo sufficiente a prendersi il merito dell’operato del suo “avversario politico” e da calpestare tutti i principi dell’Animalismo.

Crea il cosiddetto “Napoleonismo” fra gli altri animali, ovvero la sua onnipresenza, una sua effigie sul granaio, il Mulino Napoleon, attribuisce il suo nome ad ogni opera, si prende il merito di ogni cosa…. Proprio come nel regime staliniano e, come in quest’ultimo, vengono fatte le cosiddette epurazioni. Lo scopo del libro era criticare Stalin e il suo governo e Orwell, descrivendo in questo modo Napoleon e rendendolo antipatico agli occhi del lettore, riesce pienamente nel suo intento.

Si può notare anche il sogno utopico dello scrittore, che desidera una società in cui giustizia sarà fatta, dove regnerà la vera uguaglianza delle genti e nessuna forma d’oppressione.

Egli mi ha reso chiaro il concetto che cambiando gli uomini al potere, anche se si chiamano in maniera diversa e sembrano inizialmente sostenere ideali giusti, è molto facile che questi prendano i modi e i metodi degli altri, mentre a pagarne le conseguenze sono sempre i più deboli ed indifesi.

L'acuta satira Orwelliana verso un certo tipo di totalitarismo, che ha avuto in Stalin la sua esemplificazione più clamorosa, fu molto criticata all’epoca in cui fu scritto e la sua pubblicazione fu messa in discussione da più editori proprio a causa dei temi trattati e dell’alta suscettibilità del popolo russo, per niente entusiasta di essere paragonato a dei maiali. Il libro, seppur di stampo fiabesco e ironico, resta in ogni caso denso di significati.

Relazione breve

  • Autore: George Orwell
  • Titolo: La fattoria degli animali
  • Editore: Arnoldo Mondadori
  • Periodo storico: I fatti si svolgono nei primi anni del ventesimo secolo. L' epoca non è specificata nel romanzo ma è desumibile dalla presenza dell' elettricità.
  • Ambiente geografico: Il romanzo è ambientato alla Fattoria Padronale situata a Wallington (nella campagna inglese dell' Hertfordshire, a metà strada fra Londra e Cambrige).
    Il luogo esiste realmente ed è la Bury Farm, dove lo scrittore visse ed ebbe l'ispirazione.
    La fattoria è costituita da una casa colonica, una stalla, un granaio e svariati campi.

Contenuto dell'opera

Una notte il Vecchio maggiore, il maiale più vecchio della fattoria di Jones, parlò agli altri animali di una sua teoria secondo cui la causa dei loro mali era l'uomo. Egli li sfruttava, li lasciava patire la fame e una volta vecchi li uccideva.
Quindi egli previde una Rivoluzione con cui gli animali si sarebbero liberati.
Egli insegnò agli animali un canto, "Animali d'Inghilterra", che esprimeva il sentimento di desiderio di eliminare la tirannia dell'uomo.
Dopo la morte del Vecchio Maggiore gli animali cominciarono discutere dei suoi insegnamenti e i maiali lo raccolsero sotto forma di massime con il nome di Animalismo.

La Rivoluzione si verificò prima del previsto. Un giorno gli animali erano stati lasciati denutriti più del solito e si cibarono illegalmente; allora sottoposti alle maltrattazioni padronali si ribellarono e scacciarono Jones.
Il giorno dopo vi furono festeggiamenti e furono scritti i Sette Comandamenti.
A dirigere la fattoria erano i maiali Palla di Neve e Napoleon. Gli animali, ora che lavoravano per se stessi lavoravano con più entusiamo e la prima annata fu ottima.
Intanto la notizia della Fattoria gestita dagli Animali si era diffusa in Inghliterra e i fattori erano nel panico.
Un giorno Jones e altri agricoltori tentarono di riprendere la Fattoria degli Animali ma le bestie resistettero valorosamente.

George Orwell
George Orwell — Fonte: getty-images

Col tempo però iniziarono le discordie fra Palla di Neve e Napoleon. Quest' ultimo tendeva sempre a agire di testa propria e a contraddire il suo collega. Col tempo le cose cominciarono a peggiorare: i raccolti erano sempre più scarsi e gli animali dovevano lavorare sempre di più per la costruzione di un mulino progettato da Palla di Neve.
Ma Napoleon con l'aiuto dei cani costrinse quest'ultimo alla fuga e assunse il pieno controllo della fattoria.

Gli animali dovettero aumentare la loro dose di lavoro e avevano cibo sempre più scarso; tuttavia però erano felici perchè faticavano per se stessi e la vita era migliore rispetto ai tempi di Jones. I maiali e i cani invece godevano di privilegi sempre maggiori; le altre bestie però venivano persuase dal maiale Clarinetto che il lavoro di amministrazione era il più difficile e importante.

Egli le convinse anche del fatto che Palla di Neve era un traditore e che si introduceva nella fattoria di nascosto sabotandola.
Un giorno alcuni animali furono giustiziati perchè avevano confessato di essere segretamente complici di Palla di Neve.
Dopo parecchio tempo anche la costruzione del mulino fu terminata. Ma il padrone della fattoria vicina e i suoi uomini attaccarono la Fattoria degli Animali e distrussero il mulino. Anche stavolta gli animali con la loro resistenza scacciarono l'uomo.
Nel frattempo però Napoleon e i maiali avevano assunto sempre più privilegi e comportamenti contrari all'animalismo.
Esso aveva iniziato a trattare con esseri umani mentre le altre bestie dovevano lavorare.
Infine anche lui cominciò a vestirsi e a camminare su due gambe: ormai fra gli uomini e i maiali non vi era più alcuna differenza.

Personaggi di Animal Farm

Ambiente sociale

Gli animali della fattoria vivono in un ambiente basato sul comunismo. Essi lavorano per la Fattoria e mettono in comune il prodotto delle loro fatiche. Essi sono tutti uguali e non devono comportarsi come gli uomini.
La vita è dura ma gli animali sono felici perchè sanno che i loro sforzi sono destinati a fruttare a loro stessi e non a loro padrone come in un regime di schiavitù. Tuttavia col tempo iniziano le diseguaglianze e i più intelligenti (i Maiali) finiscono per sottomettere tutti gli altri animali e ridurli in schiavitù. Essi però non si accorgono della graduale dittatura dei verri se non quando è troppo tardi.

Il protagonista

Il protagonista del romanzo è Napoleon. Egli è un maiale destinato al macello che dopo la rivoluzione riesce ad accentrare su di se tutto il potere e ad opprimere egoisticamente tutti gli animali.
Egli accrese in modo progressivo la sua potenza. I primi sintomi si hanno quando costringe il suo collega Palla di Neve alla fuga restando da solo al governo. In seguito assume ogni sorta di abitudine umana fino ad essere indistinguibile dagli uomini.
L' autore sembra voler paragonare Stalin a questo personaggio.

Tematiche del libro

Il romanzo costituisce un atto d'accusa nei confronti di un totalitarismo uguale a quello instaurato da Stalin.
In esso gli uomini riescono a liberarsi dai propri padroni attraverso una rivoluzione; col passare del tempo però sono gli stessi capipopolo a tradire gli ideali e a riprendere il potere assoluto governando in modo dispotico.
Il testo inoltre insegna quanto siano vani gli ideali e le utopie. Infatti la Fattoria degli Animali è basata su un concetto di uguaglianza destinato ben presto a essere infranto.

Dal romanzo emerge una visione del mondo molto negativa ed amara. Infatti gli animali della fattoria vivono una condizione miserabile di sfruttamento a causa del loro padrone che li maltratta.
Un giorno però riescono a trovare per l' esasperazione la forza di reagire e impostano la lo vita su ideali di uguaglianza e fraternità. Ben presto però i maiali, gli stessi che avevano guidato la rivoluzione, tradiscono gli ideali e accentrano su di loro tutto il potere. Gli altri animali, delusi e sconfitti, devono accettare la nuova oppressione.

Lo stile è sempilice e infantile; esso però traduce attraverso l' allegoria delle tematiche profonde. Il narratore è esterno e segue i fatti in maniera distaccata.

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