Andreuccio da Perugia: temi della novella, parafrasi e analisi

Andreuccio da Perugia: temi della novella, parafrasi e analisi A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Parafrasi, temi e analisi di Andreuccio da Perugia, quinta novella della seconda giornata del Decameron di Boccaccio, raccontata da Fiammetta e sotto la reggenza di Filomena.

1Andreuccio da Perugia: introduzione

Mercato medievale
Mercato medievale — Fonte: getty-images

Fiammetta, che è omonima della bella napoletana amata da Boccaccio in gioventù, narra questa spassosa novella ambientata proprio a Napoli, città labirintica e piena di imprevisti. 

La regina della giornata è Filomena e il tema da lei proposto è il potere della Fortuna in storie a lieto fine. Qui il lieto fine non è per nulla scontato perché Andreuccio sembra in balia di un continuo naufragio.

Tra l’altro, cadere nel pozzo è il simbolo più antico dell’errore. Platone ed Esopo ci raccontano di un astrologo che guardando le stelle non si avvede del pozzo e ci cade dentro: sei bravo a guardare in cielo e intanto non sai come vivere quaggiù, sulla terra.

Andreuccio infatti è un ingenuo, ma possiamo anche chiamarlo un disadattato, un inetto, che non vede le cose sotto la giusta luce o non vede più in là del suo stesso naso. Almeno inizialmente è così, e cade anche lui nel pozzo per ben tre volte: nel chiassetto (la fogna), nel pozzo vero e proprio, nell’arca dell’arcivescovo che rappresenta il pozzo della morte. Da tutti e tre riesce a tirarsi fuori e riesce in ultimo a comprendere il proprio errore intellettuale trasformando la disgrazia in esperienza. Da questa comprensione nasce un nuovo Andreuccio.

2Trama della novella Andreuccio da Perugia

Decameron di Boccaccio
Decameron di Boccaccio — Fonte: getty-images

Andreuccio, che non si è mai allontanato da Perugia, è un “sensale” di cavalli alle prime armi, senza esperienza della vita: insomma, un ingenuo da raggirare alla prima occasione. Si reca a Napoli per concludere qualche buon affare e con imprudenza fa sfoggio della sua ricchezza – una borsa contenente 500 fiorini d’oro in bella vista, cosa poco raccomandabile oggi come allora quando si va nelle grandi città – sulla piazza del Mercato, attirando sguardi interessati.

Lo nota una prostituta siciliana, Fiordaliso, che elabora un piano per derubarlo: in primo luogo lo osserva e vede che Andreuccio saluta calorosamente un’anziana donna, anch'essa siciliana. Parlando del più e del meno, da lei prende informazioni sul giovane. Non ci mette molto a capire che può recitare una bella messinscena: lo invita a casa sua nella contrada Malpertugio, un quartiere malfamato di Napoli, e Andreuccio accetta sperando in qualche avventura galante.

Fiordaliso, però, spegne i suoi bollori e gli rivela di essere sua sorellastra, nata da una relazione del padre con un’amante conosciuta durante un viaggio nell'isola. Il giovane, commosso dalla rivelazione, accetta anche l’invito di fermarsi a cena e poi a dormire lì, dato che si è fatto tardi. Si spoglia dei vestiti e della famosa borsa con i denari e va a dormire.

Solo che essendosi rimpinzato e avendo bevuto assai, prima di coricarsi deve andare a fare i suoi bisogni e quindi si reca nella latrina, sospesa nel chiassetto in un’intercapedine tra due mura dove un'asse è schiodata. Dopo un volo di qualche metro cade fragorosamente, senza tuttavia rompersi nulla, ma imbrattandosi per bene; così la donna s'impossessa dei denari e intanto il giovane, sporco e spaventato, si mette a gridare svegliando tutto il quartiere. Le voci si rincorrono finché il magnaccia di Fiordaliso lo invita caldamente ad andarsene se vuole avere salva la pelle.

Andreuccio, sconsolato, si dirige verso il suo albergo ma sulla strada vede due ladri e si nasconde in un casolare: l’odore che ha addosso lo tradisce e i due lo scovano. In questo fortuito incontro, i due malfattori gli spiegano che gli è andata fin troppo bene ad essere caduto fuori dalla casa della prostituta, perché se fosse rimasto là, lo avrebbero senza dubbio ucciso.

I due spiegano poi che hanno intenzione di saccheggiare il cadavere dell’arcivescovo Filippo Minutolo, che, fresco di funerale, è stato seppellito con ornamenti e oggetti preziosi nel duomo della città. Andreuccio, desideroso di recuperare almeno una parte della fortuna perduta, accetta l’offerta (e quindi abbocca un’altra volta); e verrà ingannato, naturalmente.

I due ladri, però, non sopportando il fetore dei liquami che si porta addosso, lo obbligano a lavarsi: lo calano in un pozzo vicino alla chiesa. Andreuccio non fa in tempo a scendere che i due, vedendo un certo movimento (due guardie di giustizia) lo abbandonano. Le guardie sono dirette proprio al pozzo e, assetate, tirano su la corda a cui era appeso il giovane e, presi alla sprovvista da questa visione, fuggono.

Andreuccio incontra nuovamente i ladri, cui racconta il proprio rocambolesco salvataggio. Infine è ora di perpetrare il furto. Entrano di soppiatto nel duomo e, scoperchiata la tomba in marmo dell’arcivescovo, i due ladri obbligano il ragazzo a introdursi nell’arca del vescovo e a consegnare loro gli oggetti preziosi. In particolare vogliono l’anello con i rubini

Andreuccio questa volta comincia a capire e si fa più furbo: di certo i ladri vogliono lasciarlo lì dentro, una volta preso il bottino (l’anello di rubino, l’oggetto più prezioso). Così Andreuccio dà loro tutti i paramenti, ma tiene per sé un anello. I due si spazientiscono e lo chiudono nella tomba. Andreuccio riesce a non svenire per il terrore e per il puzzo del cadavere. Intanto si crede ormai perduto e di una orribile morte, quando sopraggiungono altri due ladri che aprono l'arca.

Un prete prova a calarsi all'interno, ma Andreuccio, stavolta ingegnoso e pronto a cogliere l'occasione favorevole, gli afferra la gamba, terrorizzando lui e i due malfattori, che fuggono a gambe levate. In modo davvero rocambolesco, ma è libero. Esce dalla cripta e torna a Perugia, con l’anello dell’arcivescovo, che valeva più dei suoi cinquecento fiorini.

3I temi di Andreuccio da Perugia

Il tema è la fortuna a cui è sempre legato il grande problema dell’intelligenza, che sarebbe per Boccaccio il saper leggere dentro le situazioni alla maniera di un Ulisse. Non solo è la capacità di cambiare l’assetto della realtà nella logica dello scherzo: la prostituta siciliana incanta Andreuccio con una bella storia; e lui ci crede.

Tutto il travaglio del protagonista nasce da un semplice errore intellettuale. Non ha capito che la donna lo sta ingannando e che mira ai suoi soldi.

Oltre al tema della fortuna, c’è anche quello dell’iniziazione. Un vecchio detto dice “Nessuno nasce imparato”, come a dire: tutti dobbiamo imparare da qualche parte e commettere i nostri errori. Anche se viviamo una volta sola e viviamo spesso improvvisando davanti agli imprevisti della vita, l’esperienza gioca un ruolo fondamentale nelle nostre vite. Boccaccio lo sa e lo spiega proprio in questa novella.

4Andreuccio da Perugia: personaggi

Il racconto è basato sull’opposizione Andreuccio e gli altri personaggi che tentano di farlo cadere nelle loro trame. Tutti si presentano sotto falso sembiante, come nell’immagine di Gerione – il demone del raggiro – che ci ha lasciato da Dante: è un enorme murena-drago con coda di scorpione ma con la faccia da uomo buono e onesto. Tutti infatti lo raggirano dopo averlo convinto a parole.

Fra questi personaggi spicca Fiordaliso, una vera e propria commediante, con la sua eloquenza astuta e patetica (commuove infatti Andreuccio), soffermandosi anche sulla sua ricchezza in modo da non insospettire Andreuccio, ma anzi di invogliarlo a entrare nella sua casa.

Tutti i personaggi restano statici, ma Andreuccio no: cambia, evolve, diventa mano a mano più esperto. È un eroe picaresco, di strada, potremmo dire, come tanti degli eroi boccacciani. La strada gli insegna la vita.

5Analisi di Andreuccio da Perugia

Questa novella è piena di azione quasi interamente svolta di notte, con un ritmo incalzante e scenari tragi-comici. Da una parte essa insiste sull’avventura, dall’altra sulla formazione di Andreuccio. Dunque la novella ha un suo preciso scopo educativo assumendo quasi i tratti di un romanzo di formazione alla Dickens.

Gli “accidenti” che capitano al protagonista sono sostanzialmente tre e determinano le sequenze narrative: dall’incontro con la bella siciliana alla caduta nel chiassetto; dall’incontro dei ladri alla caduta nel pozzo; dalla discesa nella tomba del vescovo fino all’uscita. In tutte e tre le sequenze è presente la discesa, elemento simbolico della novella, come abbiamo già detto nell’introduzione.

La voce narrante è quella di un narratore eterodiegetico e onnisciente, che si diverte a pronunciare anche molti giudizi sul protagonista.

La focalizzazione del racconto, tuttavia, spesso è modellata sul punto di vista di Andreuccio consentendo al lettore di percepire le diverse situazioni dalla sua prospettiva. Questo uso sapiente della focalizzazione consente di mantenere sempre una certa suspense perché il lettore sa quanto ne sa Andreuccio, non di più. Inoltre è proprio grazie alla focalizzazione su Andreuccio che tutto appare “nuovo” nell’ambientazione cittadina: Napoli appare una città magica, piena di ladri, di magnaccia, guardie, avventure, occasioni.

Il tempo della narrazione è unitario: tutto si svolge nell’arco di una nottata e lo spazio è labirintico, quello di una grande città piena di insidie, ma Boccaccio non lesina sull’accuratezza storica dell’ambientazione con una toponomastica esatta (aveva vissuto a lungo a Napoli).

Oltre all’orizzontalità dello spazio, è doveroso notare la verticalità dello spazio: dall’alto al basso e dal basso all’alto, come negli episodi delle tre cadute (chiassetto, pozzo, tomba) e dall’unica, ma ultima, risalita del protagonista (uscita dalla tomba).

6Andreuccio da Perugia: significato della caduta e della risalita

Giovanni Boccaccio
Giovanni Boccaccio — Fonte: getty-images

L’interpretazione risente del significato simbolico della caduta e della risalita. È un rito iniziatico, come la discesa agli inferi per Dante che dallo smarrimento della selva, dopo la caduta simbolica nell’Inferno, risale lungo Lucifero ed esce sulle sponde del Purgatorio. Da qui risalirà verso il Paradiso. La dimensione di Boccaccio è più orizzontale e la caduta e la risalita si collocano in un orizzonte diverso, non spirituale, ma esistenziale: cioè si capisce come stare al mondo e come evitare di restare imbrigliato nei capricci della Fortuna.

La novella inoltre propone il conflitto tra Fortuna e Ingegno – tematiche fondamentali nell’opera. La Fortuna è il caso e l’uomo può solo tentare di cavarsela; non c’è una Provvidenza che regola le azioni dell’umanità. Inoltre la logica dei vivi vince sempre oltre ogni morale: Andreuccio deruba un morto, in Chiesa. È una cosa esecrabile, ma Boccaccio ci presenta questo comportamento del tutto privato da un giudizio morale. Andreuccio, anzi, ha fatto bene, perché così non solo si è salvato la vita, ma è anche riuscito a guadagnare esperienza e soldi.

La sensibilità di Boccaccio è tutta cittadina e ormai pre-umanistica, lontano dal Dante medievale e tutto proiettato in una civiltà fatta a misura e ad uso e consumo dell’essere umano. 

Come ha notato Luperini, ci troviamo davanti anche a una situazione fiabesca con le sue dinamiche ricorrenti

  • allontanamento da casa; il superamento di un divieto (mostrare i soldi in pubblico);
  • il danneggiamento dell’eroe;
  • il salvataggio;
  • il ritorno;
  • non manca neppure l’anello, qui spogliato della sua aura magica, e reso invece espediente concreto del riscatto di Andreuccio.

Dunque da una parte il realismo, dall’altra l’impostazione mitico-simbolica: un piccolo gioiello dell’opera che ancora oggi non smette di divertirci e di insegnarci. 

7Andreuccio da Perugia: ascolta la novella in podcast

Ascolta l'audiolezione dedicata ad Andreuccio da Perugia all'interno del nostro podcast sul Decameron di Boccaccio.

Ascolta su Spreaker.

8Guarda il video sul Decameron

    Domande & Risposte
  • Qual è il tema al centro della novella Andreuccio da Perugia?

    Il tema della fortuna e delle storie che hanno un lieto fine.

  • A che punto del Decameron si trova Andreuccio da Perugia?

    Andreuccio da Perugia è la 5° novella della 2° giornata.

  • Chi racconta la storia di Andreuccio da Perugia?

    La racconta Fiammetta, sotto la reggenza di Filomena.