Andrea Palladio: vita, stile e opere del protagonista della storia architettonica occidentale

Biografia, caratteristiche e capolavori di Andrea Palladio, uno degli architetti più importanti e influenti della storia dell’architettura occidentale
Andrea Palladio: vita, stile e opere del protagonista della storia architettonica occidentale
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1Chi è Andrea Palladio?

Ritratto dell'architetto Andrea Palladio (1508-1580), collezione privata.
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Andrea di Pietro della Gondola (1508-1580), nome originale di Andrea Palladio, fu un architetto veneto, uno dei campioni dell’architettura rinascimentale nonché una delle personalità più influenti della storia dell’architettura occidentale.

Basata sull’architettura classica e sui principi di Vitruvio (80 ca-15 a.C.) l’arte di Palladio fu così influente che si formò il neopalladianesimo, un movimento che diffuse il modello palladiano, ripreso anche dai neoclassicisti, in tutto il mondo.

2Biografia

2.1Giovinezza

Ritratto di Andrea Palladio ( 1508 – 1580).
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Palladio nacque il 30 novembre 1508 a Padova, presso una famiglia modesta. A tredici anni, l’adolescente fu iniziato dal padre come scalpellino alle dipendenze di Bartolomeo Cavazza (XV-XVI sec.).

Nel 1523 la famiglia si trasferì a Vicenza e il ragazzo proseguì la sua formazione nella bottega di Giovanni Giacomo Della Porta (1485-1555) e di Girolamo Pittoni (1490-1568). In questo periodo il giovane Palladio fu stimolato dal rinnovamento architettonico veneto.

2.2Esordi

Villa Godi (1537) prima opera di Andrea Palladio.
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Gli Anni Trenta per Palladio furono particolarmente significativi: l’inizio del suo primo edificio, Villa Godi (1537), e soprattutto l’evento di svolta della carriera del giovane architetto, ovvero l’incontro nel 1538 con l’umanista Gian Giorgio Trissino (1478-1550), di cui divenne un protetto.

Ciò contribuì notevolmente alla formazione di Palladio: poté conoscere direttamente i monumenti antichi, soprattutto grazie ai suoi viaggi a Roma, frequentare i maggiori architetti attivi e studiare le opere dei teorici classici e moderni.

Durante gli Anni Quaranta, i lavori di Palladio furono principalmente a Vicenza: tra i più importanti sono da menzionare: le architetture effimere (1543) per l’ingresso nella città del vescovo Niccolò Ridolfi (1501-1550) e la Basilica Palladiana (1549-1614), praticamente il suo manifesto architettonico. 

2.3Affermazione

Oltre al lato “costruttore”, Palladio lavorò anche per mostrarsi come un uomo di pensiero: in questo senso è da inserire la sua partecipazione tra i ventuno aristocratici e intellettuali che fondarono nel 1555 l’Accademia Olimpica e la collaborazione all’edizione critica dei libri sull’architettura di Vitruvio (1556).

Villa Emo ( (1559-1565) di Andrea Palladio.
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Tra gli Anni Cinquanta e Sessanta, Palladio fu l’architetto più richiesto dai nobili veneti. Le opere più importanti da citare sono Villa Cornaro (1552-1588), Villa Emo (1559-1565), e la celebre Villa Almerico Capra, nota come "La Rotonda" (1567 - 1605).  

Agli inizi del sesto decennio, grazie al sostegno dei patrizi veneziani e della Curia romana, Palladio riuscì ad affermarsi a Venezia. Gli incarichi pubblici affidati furono perlopiù ecclesiastici, come la facciata di San Francesco della Vigna (1564), la chiesa di San Giorgio Maggiore (1556-1570) e la Basilica del Redentore (1576-1586).

2.4Ultimi anni

Teatro Olimpico di Vicenza, progettato da Andrea Palladio (1508 – 1580).
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Nel 1570, alla morte di Sansovino, Palladio fu nominato Proto della Serenissima, ossia architetto capo della Repubblica veneziana. Inoltre, sempre nello stesso anno, furono pubblicati i suoi celebri I quattro libri dell’architettura (1570).

Nel 1580 Palladio progettò il famoso Teatro Olimpico di Vicenza. Nell’agosto dello stesso anno l’architetto morì per cause ancora ignote. Le sue esequie furono celebrate senza alcun clamore a Vicenza e fu tumulato alla Chiesa di Santa Corona.

3Stile

3.1Modelli e influenze

I modelli principali a cui Palladio si è ispirato sono ovviamente gli stili architettonici greco-romani, come di consuetudine nel Rinascimento italiano, declinati però secondo i criteri vitruviani, primi tra tutti «la commodità, la perpetuità, e la bellezza».

Inoltre, i viaggi a Roma e in altre città venete permisero all’architetto di aggiornarsi e di confrontarsi anche con le opere dei suoi colleghi coevi di scuola bramantesca, come Sansovino, Peruzzi, Sanmicheli e Serlio.

3.2Caratteristiche formali

Villa Foscari, progettata da Andrea Palladio (1508 - 1580).
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La grande capacità di Palladio fu quella di combinare la tradizione architettonica classica con il gusto moderno antichizzante rinascimentale, fornendo così delle soluzioni formali innovative e inconfondibili.

Le principali caratteristiche stilistiche degli edifici palladiani sono:

  • La raffinatezza delle proporzioni;
  • La squisita maestosità e l’accurata simmetria;
  • L’armonia delle forme;
  • L’attenzione ai dettagli ornamentali, quali le decorazioni esterne e gli affreschi interni.

La maestosità e la bellezza dell’opera di Palladio sono dovute specialmente al preciso studio delle proporzioni tra le parti e alla dinamicità combinatoria dei singoli elementi architettonici.

Palladio è noto maggiormente per le sue ville, ma ha progettato importanti palazzi pubblici e chiese. In aggiunta a questi, collateralmente, ponti, tempietti e teatri.

4Opere

4.1Basilica Palladiana

Basilica Palladiana (1549-1614), Vicenza.
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Situata in Piazza dei Signori a Vicenza, la Basilica Palladiana (1549-1614) è uno degli edifici più importanti dell’architetto. Quest’ultimo intervenne sul gotico Palazzo della Ragione, dandogli una veste più aggiornata. Dal 1994 è annoverata come Patrimonio dell’umanità UNESCO.

Questa commissione fu il primo incarico pubblico di rilevanza di Palladio. Il nuovo volto dell’edificio è dato dai loggiati in marmo bianco a serliane: il livello inferiore è realizzato nell’ordine dorico, mentre quello superiore in quello ionico ed entrambi i piani hanno una trabeazione scandita da metope.

4.2Villa Capra

Villa Almerico Capra, detta “La Rotonda” (1567-1605), progettata da Andrea Palladio.
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L’edificio senza tempo Villa Almerico Capra (1567-1605), detta “La Rotonda”, sita nei pressi di Vicenza, è la villa veneta palladiana più celebre, anch’essa patrimonio UNESCO dal 1994.
Palladio concepì questa villa-tempio in perfetta sintonia col paesaggio, soddisfacendo sia gli ideali arcadici che quelli umanistici rinascimentali. L’edificio quadrato a pianta centrale è sormontato da una volta semisferica. Ogni facciata è dotata di un avancorpo loggiato esastilo ionico, un frontone e una gradinata.